Caffè sospeso a rischio: aumento incontrollato di materie prime e bollette

caffè sospesoIl caffè sospeso è a rischio. L’aumento dei prezzi di materie prime ed energia è notevolmente aumentato, e così anche il costo di una tazzina di caffè al bar è aumentato. Una crisi che al momento sembra non avere fine, allo stesso tempo Governo e Parlamento sembrano inattivi sul fronte degli aiuti a cittadini ed attività economiche per arginare il caro bollette.

Ad avvertire del pericolo corso dal caffè sospeso, tradizione napoletana e campana ormai famosissima ed imitata il tutto il mondo, è Confesercenti Salerno che parla di un “campanello di allarme per un rialzo incontrollato dei prezzi, per i quali almeno in questo caso accanirsi semplicemente con i pubblici esercizi risulterebbe davvero troppo superficiale. È però questa una costante che va avanti da troppi mesi, da anni probabilmente, senza che vi sia mai stato un vero controllo dei prezzi da parte delle istituzioni specie con l’avvento della moneta unica”.

“Commercianti costretti ad aumentare i prezzi perché il costo dell’energia è aumentato in maniera sproporzionata e le materie prime idem, perché la mano dello “Stato” è debole, inefficace e in alcuni casi inesistente per far sì che ci possa essere davvero una ripartenza dell’economia reale. Paradossalmente i nostri commercianti devono proporsi sempre più all’esercito dei “nuovi poveri”, che inevitabilmente cresce, per incamerare qualcosa e mandare avanti le proprie attività e le proprie famiglie con dignità. Certificazione evidente di una crisi devastante della quale conosciamo soltanto i primissimi aspetti. Bisogna assolutamente fare qualcosa per ridurre i costi di energia, trasporti e materie prime che faranno inevitabilmente lievitare i prezzi dei nostri commercianti”.

“Oggi che la crisi socio-economica incalza naturalmente questo aspetto diventa  più rilevante, più evidente, ma se torniamo indietro con un piccolo esercizio di memoria – dichiara il presidente provinciale di Confesercenti Salerno Raffaele Esposito – è ben evidente che un controllo sui prezzi non è stato quasi mai praticato e sempre facendo ricorso alla nostra memoria di consumatori  ci ricorderemo della mancata  solidarietà che doveva esprimersi in questi mesi terribili di pandemia, pandemia socio economica che ha soltanto ingrassato ed ingrossato le tasche dei soliti noti mentre famiglie e piccole imprese a conduzione familiare stanno lentamente morendo in attesa di ulteriori ristori e di veri  sostegni”.

“Lo diciamo ormai da mesi – conclude il Presidente Esposito – occorrono politiche importanti e poderose per facilitare una ripresa vera e concreta. Oggi con il rialzo dei prezzi delle materie prime e delle utenze le imprese sono in guai seri, mancate politiche energetiche e strategiche probabilmente ci condanneranno sempre più ad un vortice di oppressione fiscale fino a determinare un vero e proprio crack economico”.

“Dal canto nostro il possibile e probabile aumento del prezzo del “simbolo” della convivialità ormai quasi dimenticata e per la quale tutti vorremmo “lavorare” per riconquistarla, rappresenterebbe l’emblema e la certificazione forse di una crisi senza fine alla quale bisognerà trovare presto una soluzione. Non saranno certamente le imprese dei settori del commercio e del turismo a determinare gli aumenti più sconcertanti, basti vedere oggi in tema sanitario, tra mascherine, terapie domiciliari e tamponi vari, quanto spende una famiglia media alle prese con il covid”.

“Ragioniamo su questo e magari un buon caffè può essere ugualmente dolce anche se leggermente più caro. Attenti però allo spettro della speculazione. È sempre in agguato e mortifica oltre ogni modo i tanti commercianti onesti”.

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