“Alla sanfasò”: ecco origine e significato dell’espressione napoletana

Sans façon, alla sanfasò

Alla sanfasò: quante volte abbiamo sentito gli anziani napoletani pronunciare questa espressione curiosa? Molti, soprattutto tra i più giovani, non sanno cosa significhi e tanti non se lo chiedono neppure, sintomo di svogliatezza e del perso interesse verso la Lingua Napoletana, la quale grazie a una battente propaganda è stata additata come volgare e rozza. “Parla bene” dicono i genitori ai propri figli, non rendendosi conto che nel Napoletano ci sono le nostre radici, la nostra storia, la nostra identità, e che quando il bambino parla il Napoletano in realtà parla bene, poiché è proprio come se parlasse Italiano, Inglese, Francese, Giapponese, Tedesco: se conoscere e parlare più lingue è una cosa lodevole e positiva, perché non si dovrebbe conoscere e parlare il Napoletano?

Dedichiamoci ora alla nostra espressione, che significa “alla buona”, “alla bell’ e meglio”, “a come viene”, riferito a tutte quelle azioni od opere compiute senza formalismi e senza precisione. Essa consiste in una corruzione del francese sans façonil quale letteralmente sta per “senza maniere”, dunque senza cerimonie, spicciativo; il Napoletano altro non ha fatto che unire le due parole facendo cadere la seconda esse di sans e la enne finale. A seconda di dove ci si trova si possono trovare delle varianti, quali “sanfrasò” o anche jonfajò e simili.

Tornando al rapporto delle ultime generazioni con la Lingua Napoletana, non si può non rilevare che oggi si preferisce dire, per esprimere lo stesso concetto, “a capa ‘e …”: e poi il Napoletano, quello verace, sarebbe volgare?

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