Report lo disse nel 2007: “Napoli sarà soffocata da un debito di 100 milioni”

comune di Napoli

Napoli – La lotta di de Magistris al cosiddetto “debito ingiusto” ormai è cosa nota, così come sono noti i tentativi che il Comune di Napoli sta facendo per cercare di raccogliere entrate utili per risanare il debito che, a quanto pare, non sarebbe solo legato alla ricostruzione post terremoto.

Ma questa situazione di deficit da dove nasce? La domanda se la pose già nel 2007 il programma Report che in un servizio analizzò l’allora gestione Jervolino, quando il Comune già vantava un buco da 1 miliardo di euro.

Per far fronte al debito i contratti con le banche vennero rimodulati in modo tale che il peso più grande del debito sarebbe ricaduto sulle gestioni future. Infatti, secondo gli esperti, analizzando i dati, dal 2004 al 2011 gli incassi furono meno consistenti, prevedendo che dal 2011 fino al termine del contratto (2024) il comune avrebbe prodotto forti perdite, come è poi in realtà accaduto, per una stima intorno ai 100 milioni.

In pratica, come detto, il debito accumulato è stato spostato avanti negli anni, anche se l’allora Assessore al Bilancio, Enrico Cardillo, smentì categoricamente gli effetti negativi dell’operazione. Anzi, lo stesso assessore dichiarava che l’operazione non era costata nulla al Comune, senza costi espliciti.

In realtà, invece, secondo la stima le banche hanno ottenuto un profitto di 6 milioni e mezzo, e con la rimodulazione nei primi anni di contratto il Comune (a giunta Jervolino) è passato dal guadagnare dai 59 ai 70 milioni, mentre le perdite sono passate da 100 milioni a 204, da sborsare fino al 2035, e ricadute tutte sulle gestioni successive.

L’operazione ha favorito solo le banche (nel caso Barclays, Opi, Deutsche Bank)  ed ha avuto un costo di 15 milioni, con la Corte dei Conti che già all’epoca denunciava che “il fenomeno è preoccupante perché le esposizioni finanziarie possono diventare progressivamente insostenibili“. Mai previsione è stata più giusta ed il Comune di Napoli, già fallito nel 1993, si ritrova oggi, come da tempo afferma De Magistris, a fare i conti con debiti causati da altre amministrazioni.

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