I 10 quadri da vedere assolutamente a Napoli

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Napoli – È difficile districarsi tra le innumerevoli opere d’arte che sono racchiuse nei musei e nelle strade di Napoli. Cerchiamo di elencare qui i 10 quadri, o comunque le opere pittoriche, che tutti i napoletani dovrebbero aver visto almeno una volta nella vita e che nessun turista dovrebbe mai perdersi durante un soggiorno nella nostra città. Ovviamente qui mostriamo solo quelle più importanti senza nulla togliere ai tantissimi capolavori non trattati.

Sette opere di Misericordia, Caravaggio

Le sette opere di Misericordia

Nascosta in via dei Tribunali, custodita nel Pio Monte della Misericordia, c’è una delle migliori opere di Caravaggio. La tela, eseguita fra il 1606 ed il 1607 durante il soggiorno dell’artista a Napoli, rappresenta le sette opere di Misericordia che ogni buon cristiano dovrebbe compiere per ritenersi una persona proba. Nel quadro sono evidenti tutte le peculiarità che hanno reso unica l’arte del Caravaggio: giochi di luce ed ombre, teatralità delle immagini e realismo assoluto nell’anatomia.

Martirio di Sant’Orsola, Caravaggio

Il martirio di Sant’Orsola

Altra opera di Caravaggio è il “Martirio di Sant’Orsola”. Il quadro è custodito in Palazzo Zevallos Stigliano ed è uno degli ultimi lavori di Caravaggio. Fu completato, infatti, nel 1610 poco prima della morte dell’artista. La scena rappresentata mostra il momento esatto in cui Attila, re degli Unni, trafigge il cuore della santa martire con una freccia. Importante particolare è un autoritratto del Caravaggio, che ha dato il suo volto ad un barbaro che accorre in aiuto della donna.

La “Flagellazione” di Caravaggio

La flagellazione di Cristo

Ultimo dipinto del Caravaggio che tratteremo è “La flagellazione di Cristo”. La mastodontica tela è una delle opere di punta del Museo di Capodimonte ed è stata dipinta anch’essa nel periodo “napoletano” dell’artista. Viene rappresentato Gesù legato ad una colonna mentre tre torturatori lo circondano. Anche in questo caso il gioco di luci su sfondo scuro mostra tutta la magistrale arte del pittore.

Madonna con bambino, Botticelli

Madonna con bambino

Fra i tesori custoditi al Museo di Capodimonte troviamo anche una “Madonna con bambino” realizzata da Sandro Botticelli fra il 1468 ed il 1469. Il soggetto è molto comune per il periodo di realizzazione e nell’arte sacra in generale: la Madonna che reca in braccio Gesù bambino, attorniato da due angeli. Il pennello del grande artista rinascimentale emerge in tutta l’opera, sia nei colori che nei volti seri dei protagonisti.

Crocifissione, Masaccio

Crocifissione

La “Crocifissione” del Masaccio rappresenta un altro grande esempio del Rinascimento fiorentino custodito al Museo di Capodimonte. Il museo napoletano acquistò l’opera nel 1901 ritenendola di un artista sconosciuto e solo in seguito venne scoperta la sua “paternità” ed il suo inestimabile valore. Anche in questo caso il soggetto è tipico dell’arte sacra del tempo, ma sono evidenti i tratti dell’artista pisano.

Vesuvius, Warhol
Vesuvius, Warhol

Vesuvius

Capodimonte, però, non ospita solo capolavori dei più grandi artisti classici. Nella sezione “arte contemporanea”, su un’enorme parete, spicca “Vesuvius” di Andy Warhol. L’artista pop per eccellenza realizzò quest’opera proprio in onore di Napoli e del simbolo della nostra città. Lo statunitense regalò “Vesuvius” ai napoletani nel 1985, quando venne nella nostra città per un’esposizione esclusiva che aveva come argomento proprio il Vesuvio.

Compianto su Cristo morto, Giotto

Compianto su Cristo morto

Nel coro delle monache nel monastero di Santa Chiara è possibile trovare questa piccola porzione di affresco. Potrebbe sembrare un semplice residuo di un’opera sacra sopravvissuto ai bombardamenti, ma quei volti rappresentano molto di più. Secondo gli ultimi studi si tratterebbe di una delle rarissime testimonianze di Giotto a Napoli. L’artista fiorentino avrebbe realizzato per Santa Chiara un “Compianto su Cristo morto” di cui resterebbero solo questi due volti, inconfondibilmente ascrivibili a lui.

Tavola Strozzi

Tavola Strozzi

La “Tavola Strozzi” custodita al Museo della Certosa di San Martino non è importante per l’artista che la dipinse, essendo ad oggi anonimo, ma per l’importanza storica che ricopre per la nostra città. Il dipinto, realizzato nel 1472, è una delle più antiche rappresentazioni di Napoli. Viene mostrato il ritorno della flotta aragonese in città dopo aver sconfitto Giovanni d’Angiò a largo delle coste di Ischia.

Ambulacro di San Gennaro

Affresco di San Gennaro

Le Catacombe di San Gennaro nascondono un’opera pittorica che come fattura non eguaglierà certo le precedenti, ma a livello storico e culturale può persino superarle. L’Ambulacro di San Gennaro custodisce un affresco con una delle prime raffigurazioni del santo patrono. Realizzato intorno al V sec. d.C. mostra San Gennaro fra una bambina ed una donna.

Murales e street-art

L’arte di Napoli non si vive solo nei musei, ma si respira anche e soprattutto nelle strade della città. Una realtà ancora più evidente da quando artisti moderni hanno deciso di decorare i palazzi della città e della periferia con murales unici che raffigurano i veri “miti” del popolo napoletano. Da Maradona a San Gennaro queste opere sono così realistiche e curata, così artistiche ed importanti da non essere da meno a qualunque quadro di inestimabile valore.

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