La sorella di Lello: “L’assassino l’ha aspettato per 7 giorni. Cari giudici…”

Raffaele Perinelli, chiamato Lello da tutti, aveva 21 anni quando è stato ucciso lo scorso sabato con una sola coltellata al cuore. Inutile è stato il trasporto al Cardarelli per salvargli la vita. Il suo assassino, un venditore ambulante di 31 anni, subito dopo si è costituito alle forze dell’ordine, confessando il brutale omicidio.

Per la famiglia non c’è pace, ieri la mamma disperata ha chiesto giustizia. Appello al quale si è aggiunta la sorella che ha scritto una lettera ai giudici:

Cari giudici, vorrei che queste parole arrivassero non alle vostre teste ma ai vostri cuori. Lello è stato ucciso e io e la mia famiglia siamo morti con lui. Se vi chiediamo di essere severi con chi ha ucciso Lello non è per vendetta ma è perché crediamo e vogliamo continuare a credere nella Giustizia, quella con la G maiuscola e non quella delle leggi fredde e dei cavilli inutili”.

Chi ha accoltellato Lello aspettandolo, armato, per sette giorni per una banale lite non ha colpito solo il cuore di Lello ma il cuore nostro, quello di un intero quartiere e di una intera città perché Lello era e potrà essere il simbolo di chi, in un quartiere difficile e in una città difficile, lotta contro tutti e tutto e, fino a quella notte buia, vince. E fa vincere il sole del suo carattere, la bellezza dei suoi sorrisi, i suoni delle sue risate”.

“E quel marchio brutto, falso e ingiusto sulla pelle se l’era tolto alzandosi tutte le mattine alle 6 per andare a scuola e poi al lavoro e inseguendo il suo sogno di calciatore. La nostra famiglia non naviga nell’oro e per Lello sarebbe stato facile percorrere strade in discesa fuori dalla legalità ma lui aveva scelto strade in salita e su quelle strade correva come correva sui suoi campi di calcio dimostrando a se stesso e agli altri che anche a Miano, anche a Napoli, i ragazzi che scelgono la legalità possono farcela”.

Ecco perché vi chiediamo Giustizia: per continuare a far vivere Lello e per continuare a dimostrare che il suo percorso era quello giusto e un coltello e una notte buia non possono fermarlo veramente. Lello sorride e corre ancora…  Qualcuno ha cercato di fermarlo. Non fermatelo anche voi”.

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