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Sfruttava guida turistica: “Napoli Sotterranea” condannata a pagare 81mila euro

81mila euro. Questa la cifra che l’associazione ‘Napoli Sotterranea’ dovrà pagare a una sua ex dipendente per aver ‘sfruttato’ il suo lavoro. È quanto stabilito da una sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli lo scorso 9 ottobre.

Due anni fa, la giovane aveva denunciato l’Associazione. Secondo la guida turistica, il suo lavoro non era regolarmente contrattualizzato e si trovava a svolgere straordinari sottopagati. Per tre anni aveva lavorato dal lunedì al venerdì per dodici ore al giorno e qualche volta durante i festivi anche 16 ore. Il tutto pagato appena 4 euro all’ora. Un’accusa fortemente respinta da ‘Napoli Sotteranea’: la giovane faceva volontariato e prestava il suo lavoro solo in modo saltuario.

Ma il giudice, Paolo Coppola, ha dato ragione alla guida turistica: “ha lavorato in regime di lavoro subordinato non contrattualizzato e quindi non ha percepito la paga minima garantita”. L’associazione “Napoli Sotterranea”, che gestisce l’omonimo sito turistico ai Decumani, dovrà ora pagare 81mila euro, oltre a interessi e spese. Pronto l’appello contro la sentenza.

Una sentenza che potrebbe aprire la strada ad altri casi simili. Infatti la lavoratrice è stata assistita dagli avvocati Elisena Iannuzzelli, Maurizio Di Stasi, Danilo Risi e Virginia Amorosi della Camera Popolare del Lavoro che difendono altri ex lavoratori dell’associazione.

Quella contro lo sfruttamento è una battaglia portata avanti anche grazie al supporto dell’ex OPG. Un anno fa, oltre a cortei contro il lavoro nero, gli attivisti si erano reso protagonisti di un’altra battaglia, quella contro le molestie. Una ex guida dell’associazione aveva infatti denunciato il Presidente di ‘Napoli Sotterranea’, Vincenzo Albertini, per molestie.

Oggi alle 10, come scritto su Facebook, si ritroveranno tutti in Piazza San Gaetano per festeggiare la prima vittoria contro il lavoro nero e contro l’Associazione.

“Ebbene sì, nelle cavità del sottosuolo più famoso d’Italia venivano date paghe bassissime (4 euro all’ora!), niente contributi né assicurazione e nessun rispetto delle norme di sicurezza, decine di lavoratori e lavoratrici sfruttati a nero per anni, che figuravano come volontari di una fantomatica ONLUS, che non dovrebbe avere fini di lucro ma che in realtà risulta essere una vera e propria impresa, con altissimi profitti: oltre 100.000 visitatori all’anno che pagano un biglietto per l’ingresso di 10 euro!”.

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