Whirlpool chiude a fine mese, DeMa: “Whirlpool non si tocca!”

Confermata la sentenza data a fine luglio: il 31 ottobre lo stabilimento Whirlpool di Napoli chiuderà. La multinazionale statunitense Whirlpool ha confermato che tra meno di 10 giorni lo stabilimento locale chiuderà. I lavoratori della fabbrica sono circa 350, che raddoppiano se si considera anche l’indotto.

Già alla fine dello scorso luglio, come già anticipato poco fa, i vertici Whirlpool avevano ribadito l’intenzione di chiudere, rilanciando però con un piano di investimenti per la produzione in Italia. Negli scorsi anni si era palesato anche un compratore, la svizzera Passive Refrigeration Solution, il cui piano di rilancio appariva vago. Oltre a ciò, la Whirlpool non si era comportata in maniera troppo trasparente in quell’occasione.

Quella dello stabilimento napoletano è dunque una storia tormentata, sono anni che la proprietà minaccia la chiusura nonostante i cospicui sostegni pubblici ricevuti. Nell’ottobre 2018, Whirlpool aveva firmato un’intesa che prevedeva da un lato la cassa integrazione e dall’altro il rilancio degli stabilimenti italiani con il rientro di alcune produzioni trasferitesi in Polonia.

Il tutto è stato annunciato dal vicepresidente Emea (Europa, Medio Oriente ed Africa) di Whrilpool, Luigi La Morgia nel corso dell’incontro avuto questa mattina con il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, Giuseppe Provenzano, sindacati e rappresentanti di regione ed enti locali.

Tra le proteste, si leva la voce dello stesso sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Chiudere Whirpool in questo periodo di recrudescenza della diffusione del contagio e in piena esplosione della pandemia sociale ed economica è un atto che la città di Napoli e il Paese non possono accettare. Il Governo eviti subito questa sciagura che rappresenterebbe, soprattutto in questo momento, un colpo micidiale per migliaia di persone. Whirpool non si tocca!”

Oltre al sindaco partenopeo si sono molto esposti soprattutto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli e il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano sopracitati e, tra i sindacati, Fiom-Cigl.

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