Un altro mostro a Napoli est: nuovo impianto di Gas Naturale Liquido a due passi dal mare

porto di napoli

Napoli L’attesa rinascita delle periferie della città non è avvenuta. È sotto gli occhi di tutti che la situazione dei quartieri più marginali sia pressoché la stessa nonostante interventi che sì ci sono stati, ma restano sporadici e soprattutto isolati rispetto ad una visione collettiva che stenta ad essere evidente. Mancanza di investimenti sia privati che pubblici, Comune di Napoli quasi in pre-dissesto sono le cause principali di un generale abbandono della città, compreso il centro storico. Una delle più sofferenti è certamente Napoli est, tra disoccupazione, degrado, cemento, inquinamento e bonifiche bloccate.

Un nuovo mostro di 20mila mq a Napoli Est

Ai già presenti Terminal Petroli, depositi di carburante, centrale elettrica sta per aggiungersi un nuovo mostro di 20mila metri quadri, un impianto di Gas Naturale Liquido (GNL) che secondo i progetti dovrebbe essere installato sulla darsena petroli a Vigliena, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, a pochi metri dal mare. Contro l’impianto si sono già schierati ed hanno promesso battaglia Rifondazione Comunista ed il Movimento 5 Stelle.

“Questa parte della città di Napoli  – afferma in una nota Rifondazione Comunista – ha bisogno di bonifiche, di recuperare porzioni di territorio sottratte ai cittadini, di verde, di aria respirabile, di acqua pulita. Dopo decenni di abbandono della pianificazione territoriale, quei quartieri si aspettano di recuperare vivibilità, qualità di vita e relazioni sociali. Invece si sta scegliendo di massacrarli definitivamente”.

I pentastellati hanno annunciato un corteo di protesta che si terrà sabato 15 maggio, a partire dalle 9:30, con appuntamento in Piazza San Giovanni Battista. “Rivogliamo il nostro mare”, slogan che dovrebbe appartenere non solo ai cittadini di Napoli est, ma a tutti i napoletani che vivono in una città di mare ma a cui il mare è tristemente negato da cemento, inquinamento e privatizzazioni.

“La cosa che più di tutte rattrista – osservano la Consigliera comunale e metropolitana Elena Coccia e il segretario provinciale del PRC Rosario Marra – è il silenzio assordante del Comune di Napoli e della Città Metropolitana – quest’ultima presente nel Comitato di gestione dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale – non una parola di biasimo di una scelta che infligge a più di 100 mila abitanti, oltre ad un consistente numero di chilometri quadrati, una condanna definitiva alla coesistenza con attività inquinanti, pericolose ed invasive. Non una parola sul processo di bonifica che non avanza, di degrado che sottrae a quella collettività strutture, beni e servizi. Si tace sulle infrastrutture necessarie, si glissa sui petrolieri e non si coinvolgono le forze sociali, pur presenti, per condividere processi di partecipazione in grado di “rianimare” un civismo dormiente e scocciato di essere ignorato”.

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