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Un evento del tutto nuovo e senza precedenti a Napoli, quello che avrà luogo domenica 24 febbraio 2019. I volontari dell’associazione culturale Sii Turista Della Tua Città riqualificheranno, contemporanei, tre diversi punti della città di Napoli: Giardini del Molosiglio, Scale di Montesanto e Ponte della Sanità.

Un intervento molto impegnativo che, da soli, i ragazzi non avrebbero mai potuto realizzare. Parteciperanno, infatti, oltre a normali cittadini, anche entità ed associazioni napoletane che come Sii Turista hanno lo scopo di promuovere l’amore per la città di Napoli, sensibilizzando sul rispetto e la cura di un patrimonio culturale, artistico e paesaggistico unico al mondo. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare all’evento.

Napoletani e non solo, dato che a dare una mano ci saranno anche associazioni provenienti dalla Puglia, dalla Basilicata e addirittura dalla Sicilia, realtà meridionali che si affacciano nella nostra regione a dimostrazione di come, se vuole, il Sud può unirsi per dare vita a qualcosa di bello.

Gli interventi partiranno alle ore 9:00 e continueranno fino alle 14:00 circa, e vedranno la partecipazione di Spiderman fa cose, il nuovo fenomeno di Instagram made in Napoli.

I – Giardini del Molosiglio, quartiere San Ferdinando.
Costruiti negli anni ’20 del Novecento, prendono il nome Molosigno probabilmente dallo spagnolo molosillo, ovvero piccolo molo. I Giardini sono sede di monumentali fontane ed un memoriale al Fante, una colonna corinzia eretta per ricordare i caduti durante la grande guerra. Interverremo ridonando alla Fontana dei Papiri, anche conosciuta come fontana d’ ‘e paparelle, lo splendore che le spetta, rimuovendo i rifiuti che attualmente l’ingombrano. Attueremo operazioni di giardinaggio delle aiuole, le panchine recupereranno colore grazie alla ritinteggiatura e verranno rimosse scritte e vandalismi dalla colonna del Fante.

Per la riqualificazione ai Giardini intervengono con Sii Turista il Rotaract, sezione giovanile del Rotary Club, che provvede a finanziare l’evento con l’acquisto di importanti materiali e attrezzi. Aderisce all’evento GreenPeace, siamo riusciti a coinvolgere la Lega Navale e il Circolo Canottieri di Napoli ed infine, ma non in ultimo, sarà presente insieme a Propeller, Friends of Molo San Vincenzo, Napoli Pedala, Run Naples, ANIAI, Vivo A Napoli, l’Autorità Portuale di Napoli, con cui il 1° Gennaio 2019 abbiamo aperto il Molo San Vincenzo, arteria navale e storica a cui si accede proprio dai Giardini del Molosiglio.

II – Scala monumentale di Montesanto, quartiere Montesanto
Furono realizzate alla fine dell’Ottocento per volere di Gaetano Filangieri principe di Satriano, collegano Corso Vittorio Emanuele con la Pignasecca. Più volte scenografia per produzioni cinematografiche, hanno visto passare Raffaele Viviani e Vittorio De Sica.

Lo scalone attualmente occupato da ogni sorta di rifiuto, miriadi di siringhe dalla provenienza dubbia fino agli ingombranti. Opereremo ripulendo tutta la zona, i gradini stessi, ma anche le aree in prossimità della scalinata per ridonare viabilità e decoro ad una delle arterie pedonali caratteristica della “città obliqua” quale è Napoli.

L’azione a Montesanto vedrà come partecipanti Miniera di Salvatore Iodice come coordinatore dell’operazione in loco, Quartiere Intelligente per il supporto logistico e I Verdi in quanto a operatività. Per lo Scalone giungeranno ad aiutarci gli studenti con la professoressa Francesca Piccirillo del Liceo Gentileschi.

III – Ponte della Sanità, quartiere Stella.
Progettato da Nicola Leandro durante il regno di Gioacchino Murat, il ponte era stato pensato per collegare direttamente il centro con Capodimonte. Il Ponte della Sanità è protagonista della resistenza napoletana durante le Quattro Giornate di Napoli, infatti intitolato a Maddalena Cerasuolo partigiana che lo salvò dalla distruzione tedesca.
Sul Ponte provvederemo a ritinteggiare per intero i 118 metri di ringhiera laterale al piano carrabile, a sinistra quanto a destra.

L’intero evento è focus di una campagna di comunicazione intitolata “Prendi 3” e ideata dal napoletano Dario Catania che sarà presente con noi durante l’azione sul Ponte della Sanità. Il motivo che muove la campagna è sensibilizzare le persone alla cura della città e ad accendere l’attenzione sul problema della plastica.

azienda tedesca orologi non spedisce a napoli

azienda tedesca orologi non spedisce a napoliUna vicenda odiosa, se non addirittura vergognosa, quella capitata ad una donna napoletana che pur avendo già pagato con carta di credito si è vista annullare l’ordine da un’azienda tedesca. La donna aveva ordinato e pagato un orologio, ma come risposta ha ricevuto una mail in cui l’azienda affermava di non spedire a Napoli.

La giustificazione adottata consiste in una presunta grande quantità di ordini fraudolenti provenienti da Napoli, per cui, pregando la donna di non sentirsi offesa o discriminata avevano deciso di cancellare l’ordine. A raccontare la faccenda lo sportello Difendi la città.

Una scusa che ci sembra francamente assurda e priva di fondamento, dato che la cittadina napoletana aveva già pagato l’oggetto con carta di credito. Di quale frode si può mai essere vittima, se l’orologio era stato già pagato? Sulla base di quali dati hanno adottato questa decisione?

Dati che, ammesso che esistano, devono essere per lo meno opinabili visto che mai si era verificata una cosa del genere. Tutte le aziende spediscono a Napoli senza problemi. Tra l’altro, visitando la pagina dedicata all’azienda sul sito di recensioni Trustpilot, non sono rare le lamentele di utenti che denunciano esperienze non positive.

Quasi ogni giorno ci troviamo a denunciare pregiudizi e razzismo nei confronti dei napoletani, una piaga che indubbiamente esiste e che è giusto combattere per sconfiggerla ad ogni costo. Se però, da un lato, c’è una città con grande voglia di riscatto e si impegna per riabilitare il nome di Napoli agli occhi di tutto il mondo, c’è pure una piccola parte di cittadini che invece se ne frega e continua a sfregiare una città con tremila anni di storia, che ad ogni metro mostra un tesoro e un altro ne cela.

Ieri mattina, in via Tribunali, sono stati ritrovati scarti edili gettati sul marciapiede di fronte alla Chiesa della Pietrasanta, a pochi passi da Sorbillo. Stiamo parlando quindi di uno dei luoghi più conosciuti e frequentati di Napoli, napoletani e turisti, italiani e stranieri. Una figuraccia di portata immensa per il centro storico dichiarato patrimonio UNESCO.

A diffondere le immagini il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il quale sottolinea anche come gli scarti abbiano ostacolato lo scivolo per carrozzine e disabili. Non ci sono parole per qualificare un gesto simile, dall’inciviltà e dalla strafottenza più oscene.

È ora che le istituzioni si adoperino sia per prevenire tali episodi che per punirne gli autori, così come è il momento che i cittadini, la parte buona di Napoli che equivale al 99% degli abitanti, reagisca in maniera decisa contro la parte marcia, una minoranza alla quale però vengono praticamente lasciata carta bianca e una sostanziale promessa di impunità. Reagisca come ha fatto in occasione dell’episodio razzista a Pordenone, ma stavolta con i fatti e non con le parole.

Rocco SperanzaCi sono favole che per diventare tali passano attraverso percorsi lunghi, pieni di fatica, alimentati dalla fiamma ardente dei sogni. Poco importa se per realizzarli bisogna attraversare il mondo intero percorrendo oltre 14000 km. Questa è la storia di Rocco Speranza, tenore, partenopeo doc emigrato in Australia dal 2013, che è il primo napoletano a firmare con il prestigioso Sydney Opera House, il gotha della lirica della cosiddetta “Terra dei Canguri”, con un ruolo di grande prestigio che lo vedrà impegnato con un progetto atto a portare la musica classica tra i giovani.

L’amore per Napoli, per la musica e l’arte tutta, il sogno, sono i concetti alla base del progetto “Dov’è la musica”, singolo di lancio del giovane artista napoletano che musicalmente si ispira a due miti del canto come Josè Carreras e Franco Corelli. Il brano, cover di “You raise me up” (hit dei Secret Garden portato al successo dall’americano Josh Groban) ha il testo inedito italiano di Nando Misuraca ed è prodotto dall’etichetta indipendente Suono Libero Music.

Il singolo anticipa l’uscita dell’album “The love i give” che sarà pubblicato in primavera e distribuito in concomitanza sia in Italia che Australia ed Usa. Il videoclip, firmato da Claudio D’Avascio e co-prodotto dall’agenzia Dreamart e Tony Speranza, vede l’esordio in scena delle giovanissime Chiara Palmieri e Romina Esposito e mostra una Napoli dal taglio più internazionale e meno oleografico, dove la melodia del bel canto si mescola con il gospel, echi celtici e la lingua inglese.

Il prodotto è stato finanziato grazie alla partnership tra l’australiano “Io esco-italian restaurant” di Sanctuary Cove e l’italianissimo “Rosso di sera charter Boat” di Napoli. Magnifica location del progetto è Villa D’Angelo Santa Caterina che ha ospitato sulle sue terrazze il set allestito per la realizzazione della clip.

È lo stesso artista a raccontare la sua storia e del perché la scelta sia ricaduta proprio su questo brano internazionale.

Rocco quando ti sei avvicinato per la prima volta alla musica e da dove nasce la passione per la lirica?
“Quando avevo otto anni, mio padre si accorse che avevo una bella voce e che ero intonato e per spronarmi a seguire la mia passione per la musica e per il canto, mi faceva cantare davanti alla televisione e filmava con una vecchia videocamera le mie esibizioni per farmele poi vedere. La passione per la lirica invece, nasce da mio nonno. Era un grande appassionato di lirica, ascoltavamo insieme i dischi della sua collezione. La mia prima maestra di canto mi parlava dei grandi artisti del passato e mi raccontava le storie delle varie opere. Una mia zia aveva l’abbonamento al teatro dell’opera, era un’appassionata. Credo che la mia passione per la lirica sia nata da un insieme di vari fattori”.

Cos’è per te la musica?
“Sono sempre stato un bambino molto timido e silenzioso, la musica è tutta la mia vita. Essa ha rappresento il modo per poter uscire dal mio guscio e quindi potermi aprire agli altri. La musica per me è un sogno perché fa volare la mia anima e riesce ad arrivare dritta al centro del mio cuore”.

Sei nato e cresciuto a Napoli, quanto e cosa ti manca di questa città e com’è la vita in Australia?
L’Australia è bella e piena di opportunità ed è una terra che mi ha accolto dandomi una nuova vita. Lì la vita è frenetica e bellissima. La mia appartenenza a Napoli è viscerale, sono innamorato della mia città e mi manca ogni momento non solo per la sua bellezza paesaggistica e storica, ma soprattutto perché la gente è speciale, ha cuore. A Napoli tutto è magia, anche una semplice passeggiata con gli amici, o il profumo del caffè che invade le strade“.

Quali sono i tuoi artisti preferiti di riferimento?
“Ho sempre amato sin da piccolo voci come quelle di Maria Callas, José Carreras e Franco Corelli sono artisti dai quali prendo ispirazione”.

Raccontaci come hai ottenuto il contratto con il prestigioso teatro Opera House di Sydney
“Dietro questo contratto ci sono tanti sacrifici e tanto studio. Lo studio, unito ad una grande dedizione e amore per il canto, mi ha portato a lavorare per l’Opera House di Sydney, e ad esibirmi in diverse produzioni come Aida, Parsifal, Requiem etc. Ultimamente ho fatto un’audizione ottenendo il ruolo protagonista in un’opera in versione comica per bambini che porteremo in giro nelle scuole”.

E la tua passione per la cucina?
“Sin da piccolo ho sempre amato creare ed ero multo curioso. Ero un bimbo grassottello e goloso ed era prassi che io e mia mamma la domenica preparassimo un dolce. Con il tempo la mia passione è cresciuta e ho frequentato l’Accademia studiando per diventare un professionista anche in questo campo, un binario parallelo a quello del canto che mi ha portato a lavorare anche in diverse pasticcerie e anche a Vienna, altra città che adoro”.

Il singolo di lancio del tuo primo cd è un omaggio alla musica internazionale ed a Napoli, perché “You raise me up”?
“Questa canzone, nella sua versione originale, è da sempre una delle mie preferite. È una canzone che mi fa volare e che permette alla mia voce di esprimere meglio tutto ciò che ho dentro al cuore” – e aggiunge – “Ma è nella versione inedita italiana, che rivedo ancora di più me stesso. Rappresenta l’uscita dal buio per rincorrere un sogno, per trovare la strada li dove è la musica. La musica quindi diventa la luce aldilà le montagne e trovo che questo sia bellissimo”.

Di cosa parlerà il tuo primo album in uscita prossimamente?
Il nome del mio nuovo album sarà “The love I give”. Parla dell’amore, della libertà e delle lotte che si fanno giorno per giorno per raggiungere i propri sogni. Ho registrato questo album mentre stavo attraversando un periodo difficile, sentivo di essermi perso per un po’, ma il supporto della mia famiglia, dei miei fan e di tutte le persone che credono in me mi ha aiutato a passare questo momento.

Quella di Rocco Speranza è una favola moderna fatta di sacrifici e passione con un epilogo a lieto fine. Una favola come quella di tanti che hanno trovato il successo lontano da casa e che portano il nome di Napoli nel mondo. Possiamo dire che Rocco Speranza è un’eccellenza partenopea che ci rende fieri.

Di seguito il brano cantato dal tenore Rocco Speranza.

Foto, da destra a sinistra: il nuovo presidente Gaetano Manzari, il cardinale Crescenzio Sepe, il nuovo segretario Francesco Caccavale. Il cardinale Sepe ufficializza le nomine rispettivamente del nuovo presidente e segretario.

In via Mezzocannone 101 è situata la sede della Fuci di Napoli, dove sono state tenute le elezioni il 29 novembre per la nomina di presidente. I membri dell’associazione hanno eletto all’unanimità il napoletano Gaetano Manzari.  Il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe ha confermato la nomina il 23 gennaio. La notizia è stata divulgata anche attraverso il settimanale diocesano della Diocesi di Napoli: Nuova Stagione.

Notizia della nomina del nuovo presidente e segretario Fuci di Napoli dal settimanale Nuova Stagione. Fonte: https://www.facebook.com/FuciNapoli/photos/a.1468948146710894/2256988881240146/?type=3&theater

Il Presidente ci ha offerto la possibilità di fargli un’intervista inerente alla sua nomina, i suoi obiettivi e una sua riflessione sulla Fuci. Prima di passare alla parte saliente del documento, vi facciamo conoscere la Fuci descrivendo in breve la sua storia.

L’acronimo sta per “Federazione Universitaria Cattolica Italiana”, vanta un lungo passato che inizia ufficialmente nel 1896 a Fiesole, anche se le premesse di creare una simile organizzazione nascono prima. Nasce come risposta dai giovani studenti cattolici che vivono in ambienti accademici italiani impregnati di positivismo e anticlericalismo.

Ben presto sorgono circoli universitari legati alla Federazione, ma non è tutto rose e fiori: ci sono delle discussioni intestine su quali fossero i punti d’interesse: se esclusivamente religioso oppure anche politico, culturale e sociale.

La Fuci abbraccia questi ultimi aspetti tanto da rendersi indipendente dal movimento cattolico, ciò nonostante non abbandona la fedeltà alla Chiesa. Alcuni anni prima della Grande Guerra, ci sono posizioni contrastanti tra circoli universitari che parteggiano secondo i casi con i neutralisti o interventisti.

Il Dopoguerra diventa un periodo statico, almeno fino al 1925 grazie a un cambio di guardia ai vertici della Federazione tanto da portare a una rinascita culturale. La Federazione non passa inosservata al fascismo, che gli mette i bastoni fra le ruote, ma riesce faticosamente a sopravvivere.

Alla guida della giovane Repubblica Democratica ci sono stati politici della Dc che sono passati per la Fuci, ad esempio: Aldo Moro, Giulio Andreotti, Gaspare Ambrosiani, Guido Gonella, Giorgio La Pira etc. In questo periodo, la Federazione è molto attiva politicamente e si fortifica attraverso un’intesa universitaria, trattasi di un coordinamento tra associazioni cattoliche. Tuttavia il ’68 mette seriamente in discussione le fondamenta dell’organizzazione, in quanto sono messi in crisi i valori tradizionali della società oltre a mutare il volto delle università.

Dopo che la Dc e il partito di sinistra perdono il loro protagonismo in politica, la Fuci inizia a muovere una forte denuncia sulla modifica delle istituzioni, poiché diventa sempre più forte il divario tra società civile e politica.
Nella Fuci ci sono gli studenti universitari appartenenti ai più disparati atenei italiani. L’associazione vanta una certa stima tanto nell’ambiente religioso quanto in quello accademico.

Salve Presidente, da dove nasce la sua passione per la politica?
«Guardi mi sono formato nella chiesa di San Ciro a Portici nell’associazione Giovani di Azione Cattolica diretta da  mons. Raffaele Galdiero. In questo luogo, ho maturato la coscienza del bene comune di conseguenza una visione politica».

Perché ha scelto di far parte della Fuci di Napoli?
«Cercavo un luogo per esprimere le mie idee, ho avuto confidenza con la Federazione da quando frequento i miei studi universitari di Giurisprudenza alla “Federico II” di Napoli. Grazie alla Fuci, sono riuscito a trovare un luogo per me, non un partito, qualcosa di diverso dove non ci fossero logiche di appartenenza».

Si sarebbe aspettato di rivestire un ruolo così importante nella Fuci di Napoli?
«Sono entrato nella Federazione come tutti gli altri nuovi arrivati, cioè da semplice fucino. Da subito mi sono dato da fare per lavorare insieme a tutti gli altri, il mio modus operandi è sempre lo stesso, cioè spirito di abnegazione e tanta umiltà. Ci credevo tanto nell’essere nominato presidente, la mia opportunità si è presentata nell’ultimo anno di scadenza del mandato della presidenza. Non le nascondo che molti fucini, tra cui l’assistente don Giuseppe Cuomo, mi hanno proposto di rivestire un tale ruolo. L’idea di occupare questa carica da un lato mi ha lusingato, poiché ho avuto la stima dai membri della Federazione, dall’altro è diventato motivo di tensione perché ho avuto consapevolezza del gravoso onere cui sarei andato incontro. Quando mi sono candidato, ho avuto l’assenso dell’intera assemblea».

Quali sono i suoi obiettivi?
«Ciò che dico da sempre: la Fuci ha fatto la storia, nonostante abbia una certa età con i suoi 120 anni, resta ancora giovane, viva, vitale. Il mio obiettivo principale è quello di farla scoprire ai giovani, dunque di andare nelle parrocchie, università, istituzioni democratiche, per fare capire quanto sia importare la formazione politica, sociale e spirituale, perché proprio dai giovani che bisogna ripartire per avere un futuro migliore, una classe dirigente che sappia effettivamente governare il nostro Paese. Di recente, sono riuscito ad avere uno spazio, dove ho costruito un’aula studio aperta dalle 9 alle 18 a tutti quelli che vogliano avere un angolo di serenità da dedicare alla cultura. Inoltre, sto organizzando dei convegni concernenti diverse tematiche tra cui la politica, per esempio nel mese di aprile avrà luogo il convegno “Tribuna politica: quale Europa?”, il cui fine è di convocare tutte le forze politiche del territorio, in vista delle elezioni europee del mese di maggio, per farle dialogare su quale Europa vogliamo e che tipo d’idea abbiamo di Europa».

Che tipo di rapporti ha con la Fuci centrale?
«Grazie alla figura che rivesto, sto in stretto contatto con la Fuci centrale, che ci confrontiamo su quella che possa essere la strada da percorrere insieme».

Crede che la Fuci stia perseguendo la strada giusta?
«Sì, credo che la Fuci sia coerente con quanto si è prefissato di fare, cioè di inserirsi nella società e fare politica. Tuttavia considerando la politica di oggi e i tanti attori, la Fuci dovrebbe far sentire maggiormente la propria presenza senza evitare di arroccarsi nelle rispettive sedi».

Sitografia:
– http://fuci.net/chi-siamo/storia

ospedale Monaldi

ospedale MonaldiE’ stato presentato ieri, al palazzo Santa Lucia a Napoli, il centro NEMO (NEuroMuscular Omnicentre), un centro Centro Clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e le distrofie muscolari.

Il centro sorgerà all’interno dell’Ospedale Monaldi di Napoli ed è stato realizzato per supportare pazienti adulti e pediatrici affetti da queste patologie, provenienti dal territorio campano e dalle Regioni del sud Italia vicine, permettendo loro di evitare viaggi troppo dispendiosi per accedere alle strutture sanitarie.

Lo scopo del centro è quello di fornire supporto clinico, assistenziale e psicologico ai malati e alle loro famiglie, tenendo conto delle esigenze complessive della persona.

Le prestazioni sanitarie nei centri NEMO sono erogate nell’ambito e per conto del Servizio sanitario nazionale, pertanto senza oneri a carico del paziente salvo il pagamento (eventuale) del ticket per le visite ambulatoriali.

Il Centro, dotato di una superficie di circa 1000 mq, sarà provvisto di 23 posti letto di degenza ordinaria più 3 posti per Day Hospital.

Il sito ufficiale.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, si è espresso nuovamente sul tema autonomia, rispondendo al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, con toni molto duri: “Da quelle parole viene fuori il sentimento un po’ leghista che c’è in De Luca che ha un’allergia non solo verso di me ma verso tutta la città di Napoli. Ormai i suoi non sono più ragionamenti politici ed è evidente per come si esprime e per le difficoltà che ha ad esprimersi”.

De Luca aveva dichiarato che “se ci presentiamo con il volto del Comune di Napoli fanno bene a mandarci a quel paese”, ma De Magistris non è dello stesso avviso: “Noi – ha affermato – stiamo rappresentando un Sud diverso che si riscatta senza risorse e che lo fa nonostante i governi regionali, come quello di De Luca, e i governi nazionali”.

Una città, quella partenopea “prima per cultura, terza per start up giovanili ed è il set cinematografico naturale più utilizzato”, rincara il sindaco di Napoli.

Il Sud Italia ha subito l’influenza dei francesi in tempi diversi, per cedere il passo ad altre dinastie regnanti appartenenti a svariate etnie. Per questo motivo, molte parole della lingua napoletana non sono sempre riconducibili con chiarezza a quella o l’altra lingua straniera.

Gli Angioini lasciano una forte impronta nel Mezzogiorno e in particolare a Napoli, cito in merito le parole di Aurelio Musi prese dal suo testo “Il regno di Napoli”:

“In età angioina vengono costituendosi le ragioni del primato: nell’economia gestita dal capitale forestiero; nelle professioni che si formano nello Studio napoletano; nell’assistenza che sotto Roberto d’Angiò segna una tappa importantissima con la fondazione dell’ospedale dell’Annunziata; nella condizione privilegiata fissata da Carlo II attraverso numerose esenzioni fiscali per la capitale e destinata ad aumentare nei secoli successivi; nella presenza della corte. Proprio la corte è la protagonista del modello di sviluppo culturale dell’età angioina”.

Dopo l’esperienza degli Angioini (1266 – 1435), seguono in ordine cronologico: gli Aragonesi, Asburgo di Spagna, Asburgo d’Austria, i Borbone. La breve parentesi della Repubblica napoletana è seguita dalla riconquista del Regno da Ferdinando Borbone, poi dalla vittoriosa campagna militare (1806) delle truppe napoleoniche guidate da Messena. Il periodo di governo è breve, cioè succedono Giuseppe Bonaparte (1806 – 1808), poi Gioacchino Murat (1808 – 1815). Tuttavia la nuova monarchia provoca dei lenti ma profondi cambiamenti nel Sud Italia attraverso un ampio repertorio di leggi che abbattono i pilastri portanti dell’ancien regime.

Ci sono tante parole napoletane derivanti dal francese che hanno fatto il loro ingresso in precedenza e durante la dominazione degli Angioini nel Regno, e altre grazie alla dominazione napoleonica. In questa sede, sono state selezionate 20 parole.

Ampressa: di fretta e furia, forse deriva dal francese da empresse ( sec. XIII), cioè pressare.
Ammarrà: occupare, coprire, deriva dal francese ammarrer (sec. XIII), cioè ormeggiare.
Arrangià: aggiustare alla meno peggio, deriva dal francese arranger (sec.XII), cioè aggiustare.
Vaiassa: donna volgare, forse deriva dal francese baiasse (sec. XIII), cioè servente.
Acchinèa: cavallo bianco che i re di Napoli donavano ai rispettivi papi come segno di omaggio feudale (sec. XV), deriva dal francese haquenée che rimanda al villaggio inglese di Hackney, un posto rinomato per i suoi cavalli.
Buatta: persona corpulenta, barattolo, deriva dal francese boîte (sec.XIX), (?).
Bordéllo: casa di appuntamenti, deriva dal francese bordel (?), cioè casetta.
Bruttone: persona molto brutta, deriva dal francese breton (sec.XVI), cioè bretone.
Buffè: tavola su cui sono adagiate le pietanze, deriva dal francese büfè (sec.XII), cioè mobile.
Buttiglione: grande bottiglia al cui interno si mette il vino, deriva da bouteille (sec. VIII), cioè botte.
Cappotta: tipico cappello da donna, deriva dal francese capote (sec. XVIII), cioè cappa.
Cefrone: nastro che indossavano i soldati per indicare gli anni di servizio (?), deriva dal francese gallone.
Cuccagna: festa popolare, deriva da cocagne (risalente al medioevo), cioè leccornia.
Commò: cassettone, deriva da commode ( sec.XVIII), cioè comoda.
Crocchè/panzarotto: piatto tipico della cucina napoletana, deriva da croquetta ( sec.XIX), cioè croccare.
Giacchetta: piccola giacca, deriva da jacquette (sec.XIV ), cioè un indumento indossato dai contadini.
Lamma: lama di una spada o coltello deriva da lame (sec.XII ), cioè lamiera, piastra metallica.
Mallardo: anatra selvatica, deriva dal francese malard (?), (?).
Mammà: usato come appellativo o come donna che genera figli (?), deriva dal francese maman, ha lo stesso significato.
Marpione: persona dotata di furbizia, deriva dal francese marpion (XVI sec), cioè piattola.

Fonti:
– A.Musi, Il Regno di Napoli, Morcelliana, Brescia, 2016;
– A.Mignone, M.Marinucci, Francesismi nel dialetto napoletano, EUT, Trieste, 2005

maschio angioino

 

maschio angioinoNapoliDomenica 17  febbraio 2019 il Comune di Napoli ha annunciato l’apertura straordinaria del Complesso Monumentale di Castel Nuovo – Maschio Angioino. L’iniziativa è a cura dell’ufficio “Museo Aperto.

In particolare, si potrà visitare:

dalle ore 10,00 alle ore 19,00 (ultimo ingresso ore 18,00) presso la Cappella Palatina, la mostra “Il Futurismo anni ’10 – Anni ’20”.
Ingresso 8,00 euro.

La mostra comprende straordinarie opere di Boccioni, Balla, Carrà, Severini, tra gli altri, ci portano a scoprire attraverso tre dimensioni creative nuove e dirompenti la prima e più importante delle avanguardie europee. “Il Futurismo anni ’10 – anni ‘20”, una mostra costruita in esclusiva per Napoli, in programma fino al 17 febbraio 2019, nella trecentesca Cappella Palatina del Maschio Angioino, presenta, per la prima volta insieme, sessantaquattro capolavori che raccontano venti anni della prima avanguardia italiana ed internazionale. Promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, con l’organizzazione generale di C.O.R Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia, l’esposizione, curata da Giancarlo Carpi con Francesca Villanti, ospita importanti opere, dagli anni dieci agli anni venti, ammirate in alcune delle principali collettive storiche del movimento futurista”.

dalle ore 10,00 alle ore 13,00, “Itinerari della Fortezza”.
Si effettueranno le seguenti visite guidate a pagamento: le prigioni, la bombardiera della Torre dell’Oro, la Cisterna Aragonese, l’Itinerario Archeologico.

A cura delle Associazioni Time Line: 3317451461 – info@timelinenapoli.it, IVI 3273239843 – info@projectivi.it ; HK hkavventura@gmail.com . – Vivere Napoli: 3341119819 – margheritamarchese@libero.it.

Pompei Canada

Pompei Canada

Pompei – Musei e siti archeologici statali sono stati visitati, nel 2018, da oltre 55 milioni di persone (55.504.372), con un incremento superiore ai cinque milioni rispetto all’anno solare 2017 (50.169.316).

L’incremento riguarda sia gli ingressi a pagamento, 24.938.547 nel 2018, 24.068.759 nel 2017, sia, in misura maggiore, gli ingressi gratuiti che passano da 26.100.557 del 2017 a 30.565.825 del 2018. In ragione dell’aumento dei visitatori si è registrato anche un incremento degli incassi lordi. Si è così passati dai 193.915.765 euro euro del 2017 ai 229.360.234 del 2018 con un segno più di ben 35.444.469 milioni di euro.

Per quanto riguarda i singoli ingressi il sito statale più visitato resta saldamente l’area Colosseo – Foro Romano – Palatino che fa segnare un +8,73% passando da 7.036.104 visitatori del 2017 a 7.650.519 del 2018. Al secondo posto l’area archeologica di Pompei che aumenta il numero di visitatori del 7,78% passando da 3.383.415 ingressi a 3.646.585 del 2018. Terza la galleria degli Uffizi con il Corridoio Vasariano che fa registrare un leggerissimo decremento, dello 0,19%, calando da 2.235.328 a 2.231.071 visitatori.

Nella classifica dei primi 30 siti più visitati in Italia 8 si trovano nel Lazio, 6 in Campania, 5 in Toscana, 4 in Lombardia, 3 in Piemonte, 2 in Veneto e uno ciascuno in Puglia e Friuli Venezia Giulia.

Questi gli altri 5 siti campani nella top 30:

9. Circuito museale complesso Vanvitelliano – Reggia di Caserta

11. Museo Archeologico Nazionale di Napoli

13. Scavi di Ercolano

16. Parco archeologico di Paestum

29. Palazzo Reale di Napoli

La trascorsa stagione estiva ha visto un incremento esponenziale del turismo nel Cilento. Spiagge piene di turisti, italiani e non, luoghi di interesse culturale e paesaggistico presi d’assalto e circa 14.000 passeggeri trasportati dalle linee Cilento Bus e Cilento Shuttle nei soli mesi estivi. Dopo questi dati, è parso doveroso, per la prossima stagione estiva, ampliare il servizio di trasporto in tutta la zona per favorire maggiormente il ritrovato interesse turistico.

Con un post su Twitter, Luca Cascone, consigliere della Regione Campania e presidente della IV Commissione Consiliare permanente Urbanistica, Trasporti pubblici e Trasporti, ha annunciato: “Dal 1 giugno al 15 settembre, 4 linee dirette a lunga percorrenza collegheranno il Cilento con Salerno, la stazione di Napoli e l’aeroporto di Napoli. Nasce la Metropolitana del Cilento su gomma!”.

L’incarico di potenziare la linea è affidato all’agenzia “Infante Viaggi”, che affiancherà da quest’anno le due linee già esistenti. Alessandro Infante, titolare dell’agenzia, ha commentato: “Ho l’obbligo di potenziare i collegamenti per l’entroterra e organizzare in breve tempo servizi garantiti per le persone diversamente abili di cui ho un’estrema sensibilità. Per quest’anno il territorio avrà nuovi collegamenti da Acciaroli, Agnone Cilento, Santa Maria di Castellabate, da Marina di Ascea, Velia Scavi , Casal Velino Marina Vallo scalo e Agropoli per Salerno e Napoli.”

Collegamenti che non si limiteranno alla Campania: “Abbiamo inoltre aumentato – continua Infante – ed inserito i collegamenti diretti dal basso Cilento via Vallo della Lucania per Tiburtina tutto l’anno e durante l estate per Ciampino garantendo servizi intermodali con i voli low cost”.

Dalla prossima estate, quindi, sarà più semplice arrivare in Cilento da Salerno e Napoli, persino direttamente dall’aeroporto di Capodichino. Inoltre, col nuovo potenziamento ci sarà un’intera rete di trasporti a collegare ogni zona ed ogni località. I biglietti saranno disponibili dal 20 febbraio sulla piattaforma ad hoc di Infante Viaggi.

 

 

Napoli – Quest’anno Napoli festeggia il Carnevale con innumerevoli eventi e sfilate in programma su tutto il territorio cittadino, tra storiche edizioni che si rinnovano e nuove manifestazioni. Iniziative che non interesseranno solo il Centro Storico o le vie principali, ma anche, e soprattutto, le periferie che mai come quest’anno saranno protagoniste per eventi e festeggiamenti. Ecco alcune iniziative di rilievo:

Carnevale Napoletano al Vomero – dal 1 al 5 Marzo 2019 in Via Scarlatti
Maschere, dolci e sfilate al Carnevale Napoletano in programma dal 1 al 5 marzo al Vomero. Via Scarlatti e via Luca Giordano faranno da contesto alle performance di attori che interpreteranno i personaggi legati alle maschere più famose. Fiore all’occhiello della kermesse, la sfilata in costume dei cani, accompagnati dai loro padroni.

III edizione Carnevale Epomeo – Sabato 2 e Domenica 3 Marzo 2019 a Via Epomeo (Soccavo)
Tutto pronto per il Carnevale Epomeo giunto alla sua terza edizione. Organizzato dal Centro Commerciale Naturale Epomeo con il Patrocinio del Comune di Napoli e della IX Municipalità Soccavo Pianura è gemellato Con la Fondazione del Carnevale di Saviano e con la direzione artistica di Francesco Cutolo.
La manifestazione, che si articolerà in due giorni, sabato 2 marzo dalle 14.00 alle 23.00 e domenica 3 marzo dalle 10.00 alle 14.00, sarà un’occasione di gioia e festa per i bambini ma anche per gli adulti: maschere e gruppi mascherati, bande ritmiche e musicali ed animatori per bambini non vedono l’ora di invadere via Epomeo libera dalle auto e piena di colori e di allegria.

Carnevale Sociale Centro Storico – Martedì 5 marzo 2019 ore 15.00 presso l’ex Asilo Filangieri
Torna il Carnevale Sociale del Centro Storico promosso dalla Rete Strummolo. L’appuntamento con la sfilata tra le vie del centro antico di Napoli è per martedì 5 marzo alle 15.00, con partenza dall’ex Asilo Filangieri in vico Maffei (traversa di via San Gregorio Armeno). Tema della kermesse di quest’anno è “Vir bbuon – miettete ‘e llente”.

37° Corteo di Carnevale di Scampia – Domenica 3 marzo 2019 ore 10:00
Partenza dalla sede del GRIDAS (Via Monte Rosa 90/b, Ina Casa, Scampia, Napoli). Il tema di quest’anno: «’O CANTASTORIE ovverossia CHI ‘A CONTA JUSTA E CHI NO». Rivalutiamo il ruolo e l’importanza di chi racconta e approfondisce le storie, indagando dietro i fatti, riscoprendo le persone dietro numeri, etichette e preconcetti.
La conoscenza come baluardo contro i pregiudizi e per il risveglio delle coscienze che consente di vivere da protagonisti il proprio quotidiano senza soccombere né farsi abbindolare dai tanti parolai che raccontano ben altre storie e frottole per annebbiare la vista e la realtà delle cose, manipolando coscienze. La Cultura al primo posto per poter scegliere consapevolmente quali storie vogliamo ascoltare e da chi farcele raccontare e per costruirne tutti insieme il finale.

Il prete anticamorra Aniello Manganiello, da tutti conosciuto a Napoli come Don Manganiello, ha rilasciato una serie di dichiarazioni a Foggia durante una manifestazione contro la mafia. Il prete che opera a Scampia è un faro di legalità in una zona di Napoli attanagliata dalla criminalità organizzata.

Con le sua associazione sul territorio “Oratorio Don Guanella” offre un luogo sicuro dove praticare sport e coltivare la passione per il calcio. Il prete è da sempre in primo piano nella lotta contro la camorra e ultimamente ha partecipato anche ad una marcia contro le bombe ed il racket delle estorsioni.

Queste le sue parole: Le mafie diventano ammortizzatori sociali. Diventano la risposta, soprattutto al Sud, ai bisogni primari delle persone; cosa che lo stato non fa. Sono qui per dire ai giovani di scendere per strada e riprendersi il proprio territorio. Continuare ad avere paura e non denunciare vuol dire rinunciare alla propria libertà.”

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha lasciato una serie di dichiarazioni ai microfoni di Rai Radio 1 per la trasmissione radiofonica “Radio Anch’io”. Le sue parole: “Napoli si è riscattata senza soldi con il debito storico con lo Stato centralistico. 

E’ prima per cultura, turismo mentre e terza per startup giovanili. E’ una città piena d’energia. Oggi Napoli vuole l’autonomia e ritengo che la vera autonomia è dare forza ai territori, ai bisogni e ai diritti. Non sono contro il referendum richiesto dai lombardi e dai veneti, sono solo preoccupato che così aumentino le disuguaglianze.”

De Magistris ha poi sottolineato il suo punto di vista sul governo centrale e su una possibile autonomia di Napoli: “Napoli è vittima dello stato centralistico. Il debito di 1,7 miliardi di euro è stato fatto dal Governo centrale.

Stiamo pagando ancora i debiti per il terremoto del 1980 e per l’emergenza rifiuti che ho risolto in 3 mesi. Vorrei finalmente governare Napoli con un po’ di quattrini in modo che se sbaglio pago io. Valorizziamo tutte le autonomie e vedrete come il Sud non starà più – con il cappello in mano – “.

 

NAPOLI – Domani 16 febbraio si terrà al PAN la V edizione diAnimal Day“, la giornata dedicata ai diritti degli animali organizzata dall’Associazione Animal Day Napoli. L’evento di quest’anno si confronterà sul topic della sperimentazione alternativa, in un dialogo che vede la partecipazione di associazioni animaliste, esperti e istituzioni.

Tra i partecipanti di quest’anno figurano: il deputato del Movimento 5 Stelle Doriana Sarli, lo zoologo Augusto Vitali e il veterinario Limav (Lega internazionale medici per l’abolizione della vivisezione) Maurilio Calleri. L’edizione di quest’anno presenta anche un’importante novità, che continuerà anche per le prossime edizioni, ovvero l’assegnazione del premio agli amministratori dei condomini amici delle colonie feline.

Il PROGRAMMA

9.30

Atrio PAN

Arte e diritti

Incontro con gli studenti dell’Istituto superiore Caselli De Sanctis di Capodimonte e Chiaia e l’artista Mariangela Levìta, che presenterà un lavoro sui diritti animali che condividerà con i ragazzi. A seguire:

Loro e noi

Power point a cura del Garante diritti animali di Napoli Stella Cervasio, che illustra il corretto rapporto con gli animali.

11.00

Atrio PAN

Animali proibiti

Incontro con la magistratura e i carabinieri forestali impegnati nella lotta contro i reati a danno degli animali e dell’ambiente. Trai i presenti: il Procuratore capo della Procura presso il Tribunale di Napoli Nord Francesco Greco, e il Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Nord Diana Russo.

12.00

Atrio PAN

Premio Imma Della Valle

Il premio alla memoria della dottoressa Della Valle, scomparsa precocemente.

10.30 – 13.30

Sala PAN

Animal Loop

Consueta proiezione di video sul mondo animale che ci aggiornano sulle più recenti scoperte, ricerche e iniziative.

16:30

Sala PAN

Oltre la sperimentazione, un futuro in direzione dei diritti degli animali

Incontro con Doriana Sarli, Augusto Vitali e Maurilio Calleri. Modera Stella Cervasio.

Escrementi - Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli

Escrementi - Ospedale San Giovanni Bosco di NapoliIl nuovo commissario straordinario Ciro Verdoliva ha predisposto una riorganizzazione dell’Asl Napoli 1. Al vaglio della delibera (attiva dal 25 Febbraio) vi sono nuove nomine e lo spostamento di direttori sanitari e amministrativi dei presidi chiave. Tale decisione ha come obiettivo quello di far ripartire alcune strutture oggi molto problematiche e risollevare i Lea (Livelli essenziali di assistenza) dell’Asl più grande d’Europa. 

Tra le decisioni più importanti, vi sono quelle relative all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta e al San Giovanni Bosco. Nel primo caso, si prevede un vero e proprio scambio di posizioni con un altro grande centro. Nunzio Quinto (attualmente impegnato al Loreto Mare) ricoprirà il ruolo di direttore sanitario dell’ospedale San Paolo. Di conseguenza, Michele Ferrara (attuale direttore della struttura di Fuorigrotta) occuperà a sua volta il posto di Quinto al Loreto Mare e al Capilupi di Capri. Al San Giovanni Bosco, vi sarà invece la rimozione di Giuseppe Matarazzo. Al suo posto arriverà Vito Roberto Rago, il quale dovrà affrontare i vari problemi lasciati dal suo predecessore.

In vista vi sono anche cambiamenti dal punto di vista amministrativo. Prima di tutto, sempre al centro San Paolo dove arriva Enrico Aversano. Giuseppina Morgera (attuale direttore amministrativo a Fuorigrotta) passa invece al San Giovanni Bosco e Psi Napoli Est. Lo spostamento di Morgera ha indotto Verdoliva a nominare nelle stesse mansioni Maria Rosaria Baldassarre, che arriva a sua volta dalla gestione di Loreto Mare e Capilupi. Proprio per questi due ospedali, a colmare il vuoto lasciato da Baldassarre, arriva Ornella Nappi.

Tutte queste nuove nomine sono il frutto di accurate verifiche fatte da Verdoliva nelle strutture interessante. Alla scelta di tali soluzione, molto hanno contribuito i recenti fatti di cronaca ospedaliera in Campania. E’ solo di mercoledì infatti un nuovo caso di invasione di blatte, registrato nei bagni dell’ospedale Pellegrini.

Negli ultimi giorni, il commissario Verdoliva ha fatto visita anche all’area sanitaria del carcere di Poggioreale. Ciò in seguito al decesso, avvenuto pochi giorni fa, di un detenuto 34enne. Una morte che ha lasciato grandi perplessità nei familiari del giovane, tanto che nella notte tra mercoledì e giovedì un gruppo di donne ha inscenato una protesta, lanciando oggetti contro alcuni secondini.

Ci si aspetta molto dalla delibera del nuovo commissario. Finora la Malasanità campana ha troppo riempito le pagine dei giornali (trai quali il nostro). Ora si spera in un cambio radicale.

ponte di chiaiano

ponte di chiaianoUna 22enne di Chiaiano, nel Napoletano, ha tentato di togliersi la vita poiché lasciata dal fidanzato nel giorno di San Valentino. 

La ragazza ha raggiunto il ponte di Via Emilio Scaglione e ha minacciato di lanciarsi ma, fortunatamente, sono prontamente giunti sul posto i Carabinieri della stazione di Capodimonte e i Vigili del Fuoco.

Sulla strada al di sotto del ponte è stato posizionato un gonfiabile per attutire l’eventuale caduta. Contemporaneamente, una donna dell’Arma dei Carabinieri ha raggiunto la ragazza per tranquillizzarla e convincerla a non gettarsi.

Una volta tranquilla, la ragazza è stata afferrata da alcuni militari che l’hanno portata via dal precipizio. Sebbene fortunatamente illesa, la ragazza è stata poi affidata ai sanitari del 118 per ricevere le cure necessarie.

Il Presidente Nazionale delle Guardie particolari giurate, Giuseppe Alviti, si dice soddisfatto dell’intervento delle forze dell’ordine.

Lo stesso richiede, inoltre, la messa in sicurezza del ponte incriminato e l’aggiunta di barriere anti scavalcamento per evitare altri episodi simili.

 

NAPOLI – Nella suggestiva cornice di Villa Pignatelli è possibile visitare, fino al 10 marzo, la mostra “Between Art and Fashion_Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani” a cura di Fabrice Hergott. L’esposizione giunge per la prima volta in italia dopo essere stata presentata alla Galerie Azzedine Alaïa di Parigi nel 2016, al Museo des Beaux-Arts di Le Locle in Svizzera nel 2017 e alla Fondazione Helmut Newton di Berlino nel 2018.

La mostra, organizzata dal Polo museale della Campania con la collaborazione di Incontri Internazionali d’Arte, espone ben 167 scatti di 87 fotografi di fama mondiale, tra i quali: Berenice Abbott, Richard Avedon, Lillian Bassman, Louise Dahl-Wolfe, Horst P. Horst, William Klein, Don McCullin, László Moholy-Nagy, Sarah Moon, Daido Moriyama, Helmut Newton, Irving Penn, Man Ray, Leni Riefenstahl, Paolo Roversi, Alfred Stieglitz e Francesca Woodman. Tra gli scatti più celebri ricordiamo “Gli Italiani si voltano” di Mario De Biasi, “Hands, Hands…” di Horst P. Horst, “Paris Rues Saint Jacques” e “6 May 1968” di Giles Caron.

«La collezione di fotografia di Carla Sozzani – scrive Fabrice Hergott nel catalogo della mostra – non è convenzionale. Il suo frequente contatto personale con i fotografi, il fatto che li abbia presentati nella sua galleria di Milano, ha comportato una conoscenza intima. E queste scelte, frutto di un’esperienza attraverso il tempo, hanno permesso di evitare l’errore, fatale per una collezione o una mostra, di voler applicare a priori un’idea».

L’esposizione è impreziosita da una retrospettiva su Francesca Woodman, tra le principali fotografe dello scorso secolo, anch’esse provenienti dalla collezione di Carla Sozzani.

Informazioni
Orario: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) – Martedì chiuso
Ultimo giorno: 10 marzo 2017
Ingresso: € 5,00

museo madre

museo madreDopo l’evento di San Valentino, il Museo Madre di Napoli dedica un evento ai single nel giorno di San Faustino.

Oggi 15 febbraio 2019 alle ore 17:00 presso il museo sito in Via Luigi Settembrini 79, Napoli, si terrà l’evento “San Faustino al Madre” con visita tematica, aperitivo e speed date.

La visita tematica ripercorre, attraverso le sale della mostra dedicata a Robert Mapplethorpe, le mille forme dell’eros.

Amore, passione, sessualità, dolore, desiderio trapelano dallo sguardo di uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo.

L’itinerario guidato prenderà il via dai ritratti delle due “muse” mapplethorpiane, femminile e maschile, Patti Smith e Samuel Wagstaff Jr.

Robert MapplethorpeL’esplorazione e la narrazione del corpo attraverso gli occhi di Mapplethorpe oscilla tra idealità apollinea e sensualità dionisiaca, canone classico e tensione barocca.

Nell’affievolirsi dei confini tra dolore e piacere e tra generi e identità sessuali, il famoso fotografo mostra il seducente glamour della scena artistica e culturale newyorkese dell’epoca.

Al termine della visita, sarà disponibile una degustazione di vini a cura di Feudi di San Gregorio e, per chi vorrà, uno speed date dedicato agli appassionati d’arte in cerca della dolce metà.

La prenotazione per partecipare all’evento è obbligatoria e il biglietto per l’ingresso al museo con aperitivo è al costo di 10 euro.

Per info e prenotazioni, chiamare al numero 081.197.37.254.

Per ulteriori informazioni, consultare l’evento Facebook ufficiale

Non solo barche, gozzi e gommoni alla 46esima edizione del Nauticsud, in scena a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, dal 9 al 17 febbraio. Quest’anno, infatti, nel salone nautico organizzato per il quarto anno consecutivo dall’ANRC in collaborazione con la Mostra, ha trovato spazio anche la bicicletta elettrica, grazie a Bad Bike. Quest’ultima è un’azienda italiana che dal 2010 arricchisce il mercato delle e-bike, e che ha esposto, al Padiglione 4-stand 453, i suoi modelli di riferimento.

L’azienda ha già conquistato la sua fetta di mercato e l’attenzione di operatori e pubblico grazie a modelli innovativi, unici al mondo. I suoi prodotti si distinguono per un’estetica accattivante, per la cura dei dettagli e per una mobilità semplice e ad emissioni zero.

Tutte le sue peculiarità sono visibili sulla Beach Vintage, la prima side e-bike al mondo, uno stile che ricalca quello dei sidecar degli anni ’40, che può ospitare, accanto al guidatore, un bambino o un amico a quattro zampe, col vantaggio di tenerli a vista d’occhio.

Al Nauticsud, inoltre, Bad Bike ha esposto anche la Evo Fat Polini, nuova e-bike con il motore Polini E-P3 nel tubo centrale, un made in Italy di grande qualità. Grazie ad un caricabatteria in dotazione, le Evo si ricaricano velocemente, con autonomia di 70-150 km.

A questi modelli se ne aggiungono altri: la Bad, prima rivoluzionaria Fat pieghevole con ruote da 20”; e la Bad Magnesium Limited Edition, e-bike esclusiva di cui sono disponibili in tutto il mondo soltanto 50 esemplari numerati. Queste bici particolarissime e innovative presentano caratteristiche. Le bici a pedalata assistita di Bad Bike, infatti, rappresentano concrete alternative a scooter e auto per una mobilità urbana ecologica ed economica.

Come detto, Nauticsud ospita questi particolari modelli di bici elettriche. L’evento si appresta alla sua conclusione, con una serie di eventi in programma. Nella giornata di oggi, infatti, si svolgerà al teatro Mediterraneo la serata di gala Nauticsud Awards 2019. Sabato 16 febbraio, invece, si terrà un importante convegno in sala Italia, dal titolo “Quale Futuro per la Nautica – Mercato ed Organizzazione della filiera”, organizzato dalla Mostra d’Oltremare. Ricordiamo che Nauticsud durerà fino a domenica 17 febbraio.