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Operazione
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Foto di repertorio

All’Ospedale Monaldi di Napoli è stato effettuato un complesso intervento ibrido di chirurgia cardiovascolare ed emodinamica interventistica per sostenere la circolazione sanguigna in un paziente affetto da grave disfunzione cardiaca ed in attesa di trapianto di cuore urgente. E’ stata la prima volta in assoluto che in Campania si è eseguito un intervento di questa portata.

Per questa delicata operazione chirurgica ci è voluta un’equipe di medici esperti, compasta dai camici bianchi del: Centro trapianti di cuore adulti, diretto da Ciro Maiello, in collaborazione con l’Unità operativa complessa di Cardiologia interventistica, diretta da Giulio Bonzani e con il supporto cardio anestesiologico della terapia intensiva cardiochirurgica guidata da Nicola Galdieri.

La procedura, a cui hanno lavorato in team cardiochirurghi, cardiologi emodinamisti interventisti, cardioanestesisti e cardiologi clinici esperti in ecocardiografia, scompenso cardiaco e shock, si è resa necessaria perché il paziente, in attesa di un cuore in emergenza, era da giorni dipendente dal supporto di circolo senza un organo trapiantabile, con crescenti rischi di complicanze. Pertanto, è stata creata una protesi vascolare su arteria ascellare al fine di inserire una pompa rotante in grado di aspirare il sangue dal ventricolo sinistro e pomparlo in aorta, sostenendo il circolo generale per preservare i tessuti. E’ stato quindi possibile, attraverso questo intervento conservativo, eliminare altri supporti associati e attendere un cuore compatibile senza dover ricorrere al respiratore automatico e con una maggiore stabilità emodinamica.

Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ha dichiarato felice che: “Si tratta di procedure innovative che sono possibili grazie al lavoro di un team multidisciplinare di medici altamente qualificati. Tali procedure innovative si rendono necessarie vista la drammatica carenza di organi e una importante quota di opposizione alla donazione. Ancora una volta si conferma la vocazione cardiopolmonare dell’ospedale Monaldi”

Un nuovo supermercato al centro di Napoli cerca la figura specializzata di un macellaio da inserire nel proprio organico. Il contratto offerto è full time, dunque a giornata lavorativa intera.

La zona è, come detto prima, centrale, perciò è raggiungibile in maniera molto agevole grazie alle corse della Metropolitana.

Per candidarsi all’offerta di lavoro è possibile inviare il Curriculum Vitae all’indirizzo email glb1@hotmail.it.

Escrementi - Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli

Escrementi - Ospedale San Giovanni Bosco di NapoliAncora violenza all’interno delle strutture ospedaliere. L’episodio è avvenuto il 19 giugno intorno alle 20:30 di sera nel complesso ospedaliero del San Giovanni Bosco a Napoli, poiché due vigilantes che erano di guardia al pronto soccorso non hanno consentito l’accesso all’interno del box medico ai familiari di un paziente assistito.

Dopo alcuni dinieghi e i tentativi di far calmare il gruppo di familiari, le guardie giurate sono state assalite con schiaffi e pugni al punto che è stato necessario allertare le forze dell’ordine. L’unica “colpa” dei due vigilantes è stata quella di aver rispettato il regolamento ospedaliero.

Le vittime sono state refertate all’interno del presidio, nel pronto soccorso del San Giovanni Bosco e giudicate guaribili con prognosi di cinque e tre giorni.

L’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” afferma che dall’inizio del 2019 ad oggi sono state consumate 46 aggressioni ai danni del personale sanitario, ma stavolta calci e pugni sono stati rivolti ai vigilantes, che risulta essere la seconda categoria presa maggiormente di mira nelle strutture ospedaliere.

Foto di Frezza/ La Fata

Shaila Gatta, oggi 22enne, è la famosa velina di Striscia La Notizia, originaria di Secondigliano, il quartiere a nord di Napoli, protagonista delle tante storie di malavita, si è salvata grazie alla televisione. Shaila ha iniziato a lavorare ad un call center, a soli 17 anni, ma per pagare i suoi studi, ha lavorato come baby sitter e insegnante di doposcuola. Ed ora, questa bellissima ragazza napoletana attualmente conduce la trasmissione “Paperissima Sprint”, insieme a Vittorio Brumotti.

“Non bisogna mai smettere di credere nei sogni, riferisce Shaila al giornalista Vincenzo Rubano di La Repubblica “Sono partita dal niente – continua la ragazza – da una famiglia umilissima, da un quartiere a rischio. Ma ho sempre creduto in me, non mi sono mai arresa nonostante le difficoltà. Qualche volta sono anche caduta ma l’importante è rialzarsi. Sapere imparare dagli errori”.  Shaila parla anche dei pregiudizi che hanno tante persone sul quartiere napoletano, che è “difficile, questo è vero, ma qui c’è anche tanta brava gente, con un grande cuore, che ha voglia di riscattarsi.  Alla fine siamo noi a decidere se diventare burattini della criminalità, oppure impegnarci per una vita migliore, come ho fatto io. Io ho scelto la seconda opzione”.

A soli 16 anni, Shaila è andata via di casa, pensando al proprio futuro, ma a volte a Napoli ci ritorna. “Appena ho qualche giorno libero scappo a casa dai miei. – afferma la ballerina durante l’intervista – Napoli è una città meravigliosa che mi ha sempre dato una carica di energia immensa. Napoli è così come la vedi, una città allegra, sincera, per nulla costruita. Qui mi sento a mio agio. Ad esempio amo stendere i panni fuori al balcone e soffro a Milano per non poterlo fare”.

Domenica 23 giugno 2019, in occasione dell’ “International Yoga Day” nell’antica acropoli di Cuma, teatro e yoga si incrociano. Il progetto è stato istituito dall’Onu solo nel 2014. La Scuola di Yoga Integrale di Napoli, nel ramo del programma “Lo Yoga per io Musei – i Musei per lo Yoga 2019”, questa volta, sorprenderà tutti con un percorso nella storia dei luoghi dell’antica città greca.

L’evento avrà luogo alle 10:30 e il maestro Gino Sansone mostrerà le tecniche di meditazione dello yoga, che derivano dalla tradizione indiana. Lo yoga, infatti, è un’ arte portatrice di valori come armonia, compassione, pace, amore per sè stessi e per chi ci è intorno. Il primo momento della giornata è denominato “L’Enigma dell’Oracolo”. Infatti, il percorso incrocerà yoga e teatro nei luoghi elevati dell’Acropoli di Cuma, attraverso una performance teatrale che coinvolgerà i partecipanti dell’evento in prima persona, attraverso un percorso nei luoghi dell’Acropoli. Infatti, il lavoro il cui titolo è tratto dall’opera di Giorgio De Chirico, si basa sull’intersecazione dei simboli della Tradizione Italica, da Orfeo e Virgilio, con quelli della tradizione solare vedica. La suddetta tradizione è carattarezzata da simboli quali l’Alkemia e lo Jung. Altresì,

“L’Enigma dell’Oracolo” è un progetto ideato da Agnese Viviana Perrella, coreografa, attrice, danzatrice e insegnante di Yoga. Con lei, il poeta, coordinatore del laboratorio di Teatro Yogico-Sciamanico dal 1980, Gino Sansone. Il laboratorio è gratuito e si può accedere tramite un biglietto di 4 euro per gli scavi. Appuntamento è alle 10:30 alla biglietteria. Obbligatoria la prenotazione all’email acquadimedicina@gmail.com, oppure via sms al numero 340 783 0920.

Ha suscitato molto scalpore quel colloquio insolito avvenuto martedì a Napoli. Un dialogo da balcone a balcone tra l’avvocato Raffaele Capasso e il premier Giuseppe Conte. La richiesta dell’avvocato era molto precisa: la traduzione in decreto d’urgenza del disegno di legge 788 del 2018, a firma del senatore Urso, sui crediti in sofferenza e la «redenzione» del debitore. L’oggetto delle tante discussioni in rete non è stata la richiesta dell’avvocato in se, ma gli abiti indossati da Capasso durante il colloquio, infatti quest’ultimo indossava mutande e maglietta.

Conte, per nulla imbarazzato, ha preso nota e promesso di approfondire la questione.

Raffaele Capasso ha 69 anni, quaranta dei quali li ha spesi nell’attività forense e nell’insegnamento di diritto privato all’Università di Salerno. L’avvocato ha poi spiegato al Corriere.it il motivo per cui quel giorno stesse indossando solo mutanda e maglietta durante il colloquio con Conte:

«Stavo riposando sul divano. Mi è stato detto che di fronte era affacciato il presidente. Ho pensato che si sarebbe trattenuto solo qualche minuto sul balcone. Così ho realizzato che se avessi perso tempo a trovare un pantalone da mettere, avrei perso l’occasione».

Il giurista ormai in pensione Raffaele Capasso tiene molto al tema dei crediti delle banche, rilevati a prezzi stracciati dalle società cessionarie e usati spesso come clave nei confronti dei debitori. Il disegno di legge Urso prevede che il debitore torni in bonus pagando ai cessionari solo il prezzo di acquisto dalle banche maggiorato del 20%.

«Ci guadagnerebbero tutti. Se fossi in Conte, Di Maio e Salvini coglierei al volo questa opportunità. E se mi chiamano in tv ci andrò per spiegarlo a tutti» conclude Capasso.

In cella, questa volta, non ci sono finiti solo i capi del gruppo storico della camorra di Secondigliano, ma anche tutti i killer e i fiancheggiatori che appartenevano alla sua rete. La famosa fazione della criminalità organizzata avevano creato, altresì, anche un network in grado di riciclare proventi dal denaro sporco, droga ed estorsioni, assicurando entrate ai capi del gruppo camorristico.

Altresì, tra i reati figurano anche la creazione di una rete in grado di rendere sicura per quasi quindici anni la latitanza di Marco Lauro. Attraverso il compimento di questi crimini, oggi, in carcere ci sono Marco Di Lauro, già detenuto e al 41 bis, regime di carcere duro. Ma, con il latitante, quarto figlio del boss Paolo Di Lauro, in arresto anche Salvatore Di Lauro, Salvatore Tamburrino, Vincenzo Gatta, Antonio Silvestro, Vincenzo Flaminio.  E ancora, Antonio Montanino, scarcercato di recente dal Riesame, Aldo Salvatore.

Nell’agguato ai danni di Pasquale Spinelli sono stati feriti Gaetano Todisco, Ciro Silvestro e Gennaro Siviero. Altresì, ordine di custodia cautelare a carico di Antonio Mennetta, boss della Vinella grassi, già detenuto in precedenza. E in arresto, ancora, Roberto Manganiello, Giuseppe Gervasio e Francesco Barone. Altresì, in manette anche Antonio Puzone, per concorso esterno al clan Di Lauro.

Papa Francesco venerdì 21 giugno sarà presente a Napoli, più precisamente a Posillipo presso la facoltà di teologia, per un importante convegno teologico dedicato a San Luigi. Nell’incontro verranno affrontati temi di un certo spessore come: il contrasto alla corruzione, la prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sulla fratellanza tra i popoli, il Mediterraneo come mare di incontro tra popoli e culture differenti.

In vista di tale occasione, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, nei giorni scorsi gli ha scritto una lettera, che solo oggi vuole condividere con tutti noi pubblicandola attraverso un lungo post su Facebook.

Nella lettera che segue Luigi de Magistris affronta ancora una volta il tema dei migranti affermando che il mare deve essere luogo di vita, in cui si possano incontrare i popoli per unirsi nella loro diversità per salvare il pianeta. Prosegue poi con l’esaltazione di Napoli e dei suoi abitanti, affermando che “essere napoletano è meraviglioso”.

“Carissimo Santo Padre, carissimo Francesco, è con gioia immensa che la città di Napoli sarà nuovamente onorata della Sua presenza nel nostro territorio. Personalmente, ho avuto il privilegio e il piacere di incontrarLa in più occasioni, ma non posso non citare, in particolare, la Sua stupenda visita ufficiale a Napoli nel 2015 ed a Betlemme, nel 2014, dove ero l’unico occidentale presente, in considerazione della mia cittadinanza onoraria palestinese e degli ottimi rapporti con il popolo della Terra Santa. La Sua presenza all’incontro organizzato presso la Pontificia facoltà teologica di Napoli è preziosa e lungimirante. La profondità dei temi da tempo trattati nella sede napoletana sono da me condivisi. Il contrasto alla corruzione, la prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sulla fratellanza tra i popoli, da ultimo, in particolare, il Mediterraneo come mare di incontro tra popoli e culture differenti. Napoli, nella sua storia, è città che ha accolto tutte le culture, religioni diverse, tanti popoli. Siamo nel cuore del Mediterraneo. Di questi tempi in cui c’è chi pensa di sigillare il mare, di costruire mura, realizzare chilometri di filo spinato, noi pensiamo che il mare debba essere luogo di vita, in cui si possano incontrare i popoli per unirsi nelle loro diversità per salvare il pianeta, il nostro mare non può essere un cimitero. Il Mediterraneo non deve essere l’olocausto del terzo millennio. Per costruire ponti di umanità contro le mura del rancore e del razzismo, si devono abbattere mura e filo spinato che tante persone hanno nel cuore e nella mente. Ed in questo la Sua opera, carissimo Francesco, mi permetto umilmente di chiamarLa così, è potente. C’è chi usa ruspe per far emergere rancori, paure ed egoismi, facendo credere che le infelicità sono colpa di chi è diverso da noi, fragile e povero, non invece causa di un Sistema che crea insopportabili disuguaglianze; c’è chi opera, invece, per far prevalere l’amore sull’odio e consentire alle persone di scegliere. Il diritto di scegliere è un diritto non sempre compiuto, così come il diritto alla felicità, soprattutto per i bambini, talvolta è un sogno. Napoli è città visionaria, è città in cui la persona prevale sul denaro, in cui l’essere è più forte dell’avere. Se penso alla Sua mirabile enciclica Laudato sì, mi pregio di raccontarLe che Napoli è l’unica città italiana in cui l’acqua è tutta pubblica, ABC (acqua bene comune), questo è il nome della nostra azienda. Napoli è la città dei beni comuni, in cui luoghi degradati sono divenuti, grazie all’opera delle comunità di abitanti, posti in cui si realizza profitto sociale e rigenerazione urbana. Napoli è la città in cui nessuno si sente straniero, è città con profonda identità, ma è città senza confini. Essere napoletano è meraviglioso, la nostra è una città mondo. Il nostro popolo ha ovviamente limiti, difetti, ma ha una grande capacità di resilienza, un’immensa cultura, una profonda umanità, un cuore assai grande. Le Sue forti e credibili parole, Santo Padre, consolidano la fede dei credenti, illuminano il percorso dei laici. Napoli, per dimostrare in questi tempi bui la sua lotta per la pace, per la giustizia sociale, per la fratellanza, per l’uguaglianza e le libertà, sarà teatro, il 29 giugno, del primo corteo a mare per una battaglia pacifica di civiltà. Centinaia di barche, piccole e grandi, attraverseranno il golfo di Napoli per dire sì alla vita, alla difesa del mare e della madre terra, per un nuovo umanesimo. Vogliamo costruire un futuro dal volto umano, in cui coesione e valorizzazione delle differenze prevalgano su rancore, pensiero unico ed egoismi. Carissimo Francesco, Napoli sta fondando il suo presente e il suo riscatto su umanità e cultura, energia vulcanica – siamo la città in Europa con più bambini e giovani – contro depressione e lamento fine a se stesso. I soldi sono pochi, ma la voglia di vivere amando è grande. Grazie di cuore per quello che Lei fa, carissimo Francesco, con pensiero, cuore e passione, quale fortissimo punto di riferimento credibile per tutte e tutti. Del resto, alla fine della vita terrena, non conterà quanto abbiamo posseduto, ma quanto abbiamo amato. E chi sceglie l’amore è più facile anche che incontri la gioia e la felicità della vita, che è il dono più immenso, senza prezzo. Benvenuto a Napoli, Francesco”.

Noemi, la piccola ferita in un agguato a Piazza Nazionale il 3 maggio scorso, parteciperà alla cerimonia di inaugurazione delle Universiadi il 3 luglio prossimo.

Ad annunciarlo è stato il presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca: “Oltre alla presenza del Capo dello Stato – ha detto – ci sarà Noemi, che ormai è diventata la mascotte d’ Italia”.

Noemi sta bene, ed ha chiesto di poter partecipare alla inaugurazione – ha aggiunto De Luca – avremo il piacere di ospitare questa bambina che ha mostrato grande coraggio ed è stata in qualche modo adottata da tutta Italia”.

Le olimpiadi universitarie dureranno poco meno di due settimane: inizieranno mercoledì 3 e termineranno domenica 14 luglio.

Chi di noi non si è ritrovato, almeno una volta, a dover pagare il grattino e ad essere a corto di monete? E chi di noi non si è chiesto come si potesse evitare di sprecare tanta carta? Oggi l’ANM dà un’ottima notizia su entrambi i fronti. L’azienda napoletana ha finalmente detto addio ai grattini in carta per il pagamento della sosta sulle strisce blu di Napoli, e ha aperto definitivamente una nuova fase digitale per la città.

Nelle prossime settimane, i napoletani potranno scaricare sui loro telefonini ben sette app diverse per la sosta. Sette nuovi gestori del servizio di pagamento della sosta nelle strisce blu accuratamente selezionati da ANM in seguito a una manifestazione d’interesse. Ogni azienda, oltre al sistema di pagamento, presenterà anche anche i servizi accessori offerti a chi sceglie le diverse applicazioni.

Le applicazioni che attualmente consentono di pagare la sosta attraverso lo smartphone sono Tap&Park (anche questa un’app di ANM), Easypark e Telepass Pay, alle quali presto se ne aggiungeranno altre cinque: DropTicket, myCicero, ParkAppy, PayByPhone e Prestoparking. Ognuna delle app trasmetterà in tempo reale alla piattaforma informatica ANM i dati delle singole soste vendute, garantendo così la sicurezza del processo di pagamento: gli ausiliari del traffico potranno controllare la transazione semplicemente digitando la targa del veicolo.

La digitalizzazione del servizio ha un’altra importante funzione: quella di assestare un colpo definitivo al fenomeno della contraffazione, consentendo all’azienda di aumentare ulteriormente gli introiti.  Basti pensare che, solo nell’ultimo anno, la vendita dei titoli di sosta dematerializzati ha prodotto un incremento del 40%, portando gli incassi per l’azienda ad oltre 700 mila euro.

Insomma, questa prima dematerializzazione dei titoli di sosta è stata accolta con il giusto spirito dai cittadini, che hanno usufruito sempre più delle alternative digitali a loro disposizione. L’amministrazione e la società hanno dunque deciso di eliminare definitivamente i “grattini” in carta per passare al digitale, risparmiando ben 30.000 euro l’anno per i costi di stampa dei titoli.

Naturalmente, oltre che con metodi digitali, si potrà continuare a pagare la sosta con i 512 parcometri distribuiti in tutta la città, a cui presto se ne aggiungeranno altri. Quest’ultimo incremento è stato generato dalla procedura per il noleggio: già dai prossimi giorni, grazie alla partnership con K-City, si potranno installare 50 nuovi parcometri nelle zone nevralgiche della città. Un modo per migliorare ulteriormente un servizio che naviga già verso nuovi orizzonti .

porto di napoli

porto di napoliNon di rado si sente dire che la burocrazia uccide, e in questo caso possiamo dire che ha rischiato di provocare più di qualche danno. Nella giornata di oggi, un’ambulanza con un paziente oncologico a bordo, partita stamane da Capri, si è vista negare l’imbarco su una nave in partenza da Napoli, che li avrebbe riportati sull’isola.

Una situazione che desta non poche perplessità, specialmente per la situazione delicata del paziente. L’ammalato si era recato a Napoli questa mattina proprio per sottomettersi alle terapie oncologiche necessarie. Al ritorno, tuttavia, il veicolo sanitario si è visto negare l’imbarco. La causa di questo diniego è stata individuata nella posizione assunta di recente da alcune compagnie navali.

Una situazione come questa, che va avanti da giorni, ha indotto il sindaco di Capri, Marino Lembo, ad emanare un’ordinanza notificata agli armatori della compagnia in questione, proprio per consentire i trasferimenti via mare agli ammalati isolani. Un provvedimento efficace e mirato, specialmente se si considerano le difficoltà di trasporto a cui vanno incontro i veicoli sanitari; peccato che questa ordinanza sia stata ignorata.

L’ambulanza è rimasta quindi ferma sul molo dello scalo napoletano, mentre il sindaco di Capri, dal Palazzo Municipale, ha messo in moto un’unità di crisi, comunicando il gravissimo episodio a tutte le autorità, tra cui il Prefetto e gli Uffici dell’ Ammiragliato. Il tutto per consentire il pronto rientro sull’isola dell’autoambulanza con il paziente sulla prossima nave veloce.

In merito alla vicenda, divenuta ben presto motivo di attacchi politici, è intervenuto anche il direttore dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva. “Sul caso che ha prodotto indignazione di un paziente al quale è stato negato l’imbarco a bordo di un’ambulanza privata c’è da fare chiarezza. […] si rischia di far credere che l’ASL Napoli 1 Centro non garantisca il servizio di emergenza da e per l’Isola di Capri. Si rischia insomma di creare un procurato allarme“.

Non entro nel merito di una situazione che considero molto triste, ma che riguarda esclusivamente la policy e le ragioni delle compagnie di navigazione“, continua Verdoliva. “Siamo più che mai pronti a garantire assistenza ai cittadini dell’Isola di Capri come ai turisti che ne avessero bisogno, anche nel periodo estivo“. E a questo scopo l’ASL non ha esitato a chiedere la convocazione di un tavolo in Prefettura, avente ad oggetto “Organizzazione per trasferimenti di pazienti critici tra isola di Capri e città di Napoli”.

Non accetto, per motivi che nulla hanno a che fare con la sanità, che qualcuno distorca la realtà dei fatti per propri fini“, ha concluso il direttore dell’ASL Napoli 1. “Non accetto che in questo modo si mortifichi il gran lavoro che donne e uomini dell’ASL Napoli 1 Centro stanno mettendo in campo ogni giorno, finalizzando la loro azione e i loro sacrifici a rendere dignità a questa Azienda e infondere nei cittadini fiducia e stima“.

incidente in scooter

incidente in scooterTragico incidente avvenuto in Tangenziale a Napoli.

Come riportato da il Roma, c’è stato uno scontro tra uno scooter, dove viaggiava un uomo con sua figlia e un’auto.

Secondo le prime ricostruzioni l’uomo, Pasquale Petrone 54enne di Soccavo, sarebbe morto in seguito allo scontro avvenuto all’altezza dell’uscita di Capodichino in direzione Fuorigrotta. La morte sarebbe avvenuta per le ferite riportate, mentre la figlia è ricoverata all’ospedale Cardarelli per gravi fratture.

Uno dei quadri più espressivi del Botticelli sta per approdare a Napoli. Dal 22 giugno al 29 settembre 2019, nella splendida cornice di Palazzo Zevallos Stigliano sarà in mostra il “Compianto del Cristo morto”, normalmente conservato nel Museo Poldi Pezzoli di Milano.

L’arrivo di questo capolavoro nella nostra città è previsto da una rassegna denominata “L’ospite illustre”, giunta quest’anno alla sua nona edizione. L’iniziativa prevede che un’opera di rilievo venga data in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri alle sedi espositive di Intesa Sanpaolo dedicate alla promozione dell’arte, della cultura e della bellezza: le Gallerie d’Italia, di cui il Palazzo Zevallos fa parte, e il 36° piano del grattacielo di Torino.

E quando si parla di bellezza, il “Compianto sul Cristo morto” merita di certo una menzione speciale. Il quadro raffigura con straordinaria partecipazione emotiva il momento in cui Gesù, dopo essere stato staccato dalla croce sul Golgota, sta per essere deposto nel sepolcro. Il Botticelli pone il suo corpo esanime è in primo piano, in grembo alla madre che, sopraffatta dal dolore, è svenuta e viene sorretta da san Giovanni Evangelista, mentre Maria Maddalena abbraccia con trasporto i piedi piagati.

In quest’ottica, l’ubicazione che l’opera avrà da giugno a settembre 2019 non è affatto casuale. Il nostro pensiero non può non andare al “Trasporto di Cristo al sepolcro” di Pedro Fernández, conservato nel Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli. Nel suo quadro, Fernández parte da premesse figurative diverse, com’è evidente dalla composizione e dai colori; tuttavia, l’artista riesce a esprimere con la sua raffigurazione un’intensità emotiva non distante dai vertici raggiunti dal maestro fiorentino.

Databile nei primi anni del Cinquecento, il “Compianto sul Cristo morto” fu realizzata durante la tarda attività del Botticelli e in seguito, nel 1879, acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, il nobile collezionista fondatore della casa-museo milanese. Il prestigioso ospite che giunge quest’anno nella sede di Palazzo Zevallos Stigliano è l’atto più recente di una lunga collaborazione del Museo Pezzoli con le Gallerie d’Italia, mirata allo studio, alla conservazione e alla valorizzazione dell’arte e della bellezza.

Qui di seguito tutte le informazioni sulla mostra temporanea:

Dove
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano
Via Toledo 185
Napoli

Quando
Dal 22 giugno al 29 settembre 2019.
Inaugurazione: venerdì 21 giugno dalle 20:00 alle 22:00 (ultimo ingresso alle 21:30) con entrata gratuita.
Apertura straordinaria giovedì 15 agosto dalle 10:00 alle 20:00 con ingresso gratuito.

Orari
Da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:30).
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:30).
Chiuso il lunedì.

Ingresso
Il biglietto congiunto valido per la visita alle mostre temporanee e alle collezioni permanenti è acquistabile direttamente in biglietteria al seguente prezzo:
– intero: 5,00 €
– ridotto: 3,00 €
– ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo
Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole.

Sabrina Ferilli, notissima attrice di origini romane, sarà il prossimo 3 Luglio nel Rione Sanità a Napoli, per visitare il quartiere simbolo di lotta alla criminalità organizzata.

L’arrivo della bellissima showgirl avviene nell’ambito di una due giorni dedicata al quartiere Sanità, che ha dato i natali all’illustre principe della risata, Antonio De Curtis, in arte “Totò”.

Voglio stare al fianco di queste donne, ascoltare i giovani della Sanità, conoscere meglio un’esperienza, i cui racconti mi hanno colpito“. Poche, semplici e dirette parole di Sabrina Ferilli, così come riportato da La Repubblica, che fanno capire quanto tenga a partecipare e sia onorata dell’invito per partecipare a questa due giorni.

Nell’ambito delle celebrazioni per il quartiere della rinascita il 2 luglio verrà assegnata la laurea honoris causa in Architettura a padre Loffredo.

Il 3 l’attrice si esporrà al fianco di chi si batte contro le violenze domestiche e trascorrerà il giorno con le donne del rione e con i giovani artisti che si esercitano nella palestra formativa della musica e del teatro. 

“Sarà una festa. Saremo una grande comunità di donne che mettono l’impegno e la passione nella vita di tutti i giorni. Lei è un modello anche come cittadina, una che non si è mai tirata indietro”. 

Questo il commento delle madri del comitato ” Forti Guerriere“. Sono le donne recentemente tornate in strada dopo l’atroce delitto di Fortuna Belisario. La donna era originaria della Sanità, 36enne vittima dell’ennesimo femminicidio, avvenuto a Miano, per mano del marito.
Infine l’attrice sarà madrina dell’associazione “Sanità Arte” di Enzo Pirozzi e di Padre Loffredo. Lo stesso Pirozzi, altro figlio del quartiere, già da oltre quindici anni, si è dissociato categoricamente dalle scelte del padre, dedicando la vita alle sue passioni artistiche.

“Non ho mai pensato di essere arrivato, ho sempre da imparare ma penso di poter dimostrare anche che si può cambiare e si può crescerespiega PirozziFilm, teatro, sceneggiature. Tutto mi ha insegnato a colmare un po’ della mia curiosità e ansia di conoscere. E ora sarà una gioia accogliere la Ferilli qui, in questo rione”.

Durante questa manifestazione è prevista prima un incontro con le donne, poi una lunga intervista svolta da Myriam, una delle ragazze del rione. “Faremo festa non solo ad un’attrice di grandissimo talentodiconoma ad una donna che ha messo la cittadinanza attiva tra i suoi valori. Un nome importante della scena internazionale che può tranquillamente passare dalle grandi commedie della migliore tradizionale italiana al teatro. Per arrivare al grande cinema d’autore che si fa onore con un Oscar, com’è avvenuto ne La Grande Bellezza di Sorrentino“.

Il mese di luglio napoletano, si aprirà con la due giorni di festa e di celebrazioni per il quartiere della rinascita. Ci sarà la festa anche per il parroco Loffredo cui verrà conferita una laurea ad honorem in Architettura, da parte dell’Ateneo Federico II.

Il parroco è anche direttore delle Catacombe di San Gennaro, oltre che promotore di un processo di riqualificazione sociale e anche urbanistica che ha già in parte cambiato il volto al rione.

In quest’esperienza hanno dato il loro significativo contributo la onlus “l’Altra Napoli”, insieme con altri parroci, formatori, promotori sociali e culturali.

san martino rifiuti

san martino rifiutiNapoli – San Martino colpita dall’inciviltà dei suoi frequentatori. Rifiuti riempiono sia la piazza sia la Pedamentina che porta al Corso Vittorio Emanuele.

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ancora una svolta si trova a denunziare gravi gesti di inciviltà nelle storiche piazze napoletane. Questa volta è toccato alla Piazza di San Martino, frequentata ogni giorno, o meglio ogni sera da tantissimi ragazzi che vanno lì per bere e divertirsi.
Il problema è che non lo fanno con cognizione di causa, perché sono tanti i cestini per l’immondizia presenti e non c’è alcun bisogno di tirare bottiglie di vetro a terra.

Sono numerosi i casi delle torte abbandonate sul muretto da chi decide di festeggiare il compleanno lì senza neanche prendersi la briga di ripulire dopo essersi intrattenuto con i propri invitati“. Queste le dichiarazioni di Borrelli che rimane esterrefatto dalla quantità di messaggi ricevuti per segnalare l’accaduto. Sono i turisti del giorno dopo i più colpiti.  Trovano la bellissima piazza in condizioni disastrose, quindi anche da loro arrivano segnalazioni.
Borrelli continua poi “Siamo inorriditi dinanzi alle segnalazioni dei cittadini che mostrano le condizioni di degrado in cui versa il belvedere di San Martino. Soprattutto di primo mattino, dopo il passaggio della movida incivile che, praticamente ogni sera, viola con l’inciviltà e la maleducazione uno dei luoghi più suggestivi della città di Napoli. È uno schiaffo al decoro. “

 

Foto Facebook

Oggi è stato il primo giorno di Maturità anche per gli studenti del Liceo Giambattista Vico di Napoli. Il teatro della triste vicenda del Professor Vincenzo Auricchio, l’uomo che ha deciso di togliersi la vita a seguito di alcune accuse di violenza sessuale addossategli.

Per l’occasione e per non far sentire la loro estraneità alla figura del proprio insegnante, gli studenti del V anno hanno deciso di recarsi a fare l’esame con il lutto al braccio. Un gesto che è stato condiviso dal resto della scuola.

Il professore era stimato dai suoi alunni che ancora adesso non credono a quanto accaduto. Noi non sappiamo come siano andate le cose ma bisogna fare chiarezza. Nessuno ha avuto il coraggio di schierarsi quando Vincenzo era in vita e solo dopo la sua morte c’è stata questa mobilitazione. Noi alunni siamo colpevoli di questo. Di non aver agito in tempo dando il nostro aiuto”. Queste sono state le dichiarazioni degli studenti.

de magistris

de magistrisIeri il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha incontrato il Premier Conte per discutere sul piano per il Sud e sul decreto salva-Roma.

L’annuncio, quello per il piano per il Sud, nasce dalla consapevolezza e da un’intesa reciproca per voler collaborare in maniera più stringente.

De Magistris dichiara che questo, per ora rimane solo un annuncio su quello che il Governo voglia fare, però si attende sicuramente una richiesta d’incontro nei prossimi tempi, per potersi sedere a tavolino e far sorgere una svolta nel rapporto tra il governo stesso e la città di Napoli.

Riguardo decreto salva-Roma, un decreto che sta portando alla spaccatura del Governo, queste le parole del primo cittadino: “Prevalsa la linea di correttezza che c’è all’interno del Governo e anche nelle forze parlamentari. Se si deve intervenire sui comuni, bisogna intervenire su tutti i comuni. Napoli non fa solo le battaglie per Napoli, ma fa battaglie anche per gli altri comuni, in special modo per altri comuni del Mezzogiorno.”

Di seguito il video.

La notizia della morte all’interno dell’istituto penitenziario napoletano di Poggioreale di un detenuto di 58 anni, già affetto da patologie croniche, forse in seguito ad un malore ha provocato un grande sgomento negli altri detenuti.

Infatti come riferisce Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato di polizia penitenziaria Spp, i reclusi hanno inscenato una protesta, battendo sulle inferriate con pentole ed altri pezzi di ferro presenti all’interno delle proprie celle.

“Una protestaspiega Di Giacomoper la morte di un detenuto di 58 anni, probabilmente causata da un malore, forse un infarto. È successo nello stesso padiglione Salerno devastato dalla rivolta di domenica.”

I detenuti, a tal proposito, sostengono che non ci siano le condizioni necessarie per (soprav)vivere in questa situazione. Per questo motivo cercano di farsi sentire in qualunque modo.

La protesta, all’interno della casa circondariale, pur durando pochi minuti sottolinea in maniera chiara ed evidente, il clima di forte tensione che si vive e si respira quotidianamente all’interno dell’istituto.

Questa rivolta dei detenuti mette in allerta gli agenti di polizia penitenziaria, che lavorando all’interno dell’istituto, vedono la propria incolumità messa a repentaglio.

Ora la protesta è rientrata. La tensione è alta visto che è lo stesso reparto dove vi è stata domenica la rivolta con ingenti danni“. Questo è quanto spiegato Luigi Castaldo, segretario provinciale Osapp di Napoli.

Foto: ANRC, sito internet

La città di Napoli torna a rivestire un ruolo fondamentale nel campo della Nautica di prim’ordine. Il Lungomare Caracciolo ospiterà infatti Navigare, il prossimo salone per gli appassionati di barche, in programma per il prossimo ottobre.

Nello specifico, interessata sarà la parte di Lungomare  compresa tra il consolato Americano e la confluenza tra viale Dohrn e via Caracciolo. Mentre sull’asse stradale si troveranno i cosiddetti stand della Filiera del Mare e Filiera Nautica (rispettivamente dedicati a turismo da un lato e alle istituzioni, università e ricerca dall’altro), sull’arenile della rotonda Diaz troveranno posto stand per barche piccole e motori marini. Sulla riviera saranno poi posizionati pontili galleggianti che ospiteranno l’esposizione in mare consentendo l’ormeggio di circa 120 imbarcazioni.

Sarà un’esposizione nautica che renderebbe la nostra città simile a Genova, Venezia, Cannes e Montecarlo, ovvero città, più o meno grandi, che hanno una fiera nautica a mare, Napoli tornerebbe così ad occupare un ruolo di rilievo nel panorama mondiale della nautica. Abbiamo avuto l’adesione ed il placet al progetto da parte del Comune di Napoli, con la piena condivisione del Sindaco Luigi de Magistris, ma anche con quella dalla Regione e dell’Autorità Portuale, restiamo ora in attesa dell’espressione di giudizio della Sovrintendenza che però, rispettando i giusti vincoli del territorio, al momento non appare contraria. Queste sono state le parole di Gennaro Amato, l’organizzatore del progetto.

Napoli sembra quindi recuperare le sue radici marinaresche e la sua intramontabile passione per ogni cosa che riguardi il mare.

Foto di Massimo D’Onofrio

Gli ultimi crolli hanno messo in evidenza la non curanza della sicurezza dei cittadini napoletani e degli edifici che possono diventare armi inconsapevoli. Dopo il crollo a maggio di un cornicione ai Quartieri Spagnoli e quello recentissimo a via Duomo in cui ha perso la vita un povero commerciante, Napoli cerca di porre rimedio. Per questo il Comune ha deciso di riaprire Galleria Principe, mettendovi una “toppa”: è fasciata in una sorta di garza, una rete per proteggere da eventuali crolli.

La Galleria era diventata terra di nessuno, tra infiltrazioni d’acqua, spazzatura di ogni tipo e campetto di calcio improvvisato, il comune aveva deciso di chiuderla per effettuare interventi di messa in sicurezza. In realtà rimane il problema simile a quello di Galleria Umberto: la notte la Galleria è oggetto di atti vandalici e per questo si era pensato alla chiusura notturna.

Tutte azioni non atte a valorizzare la struttura che ora sarà coperta da questa garza antiestetica, che sicuramente non ne esalta le qualità artistiche e architettoniche.

Foto:

Foto di Massimo D’Onofrio
Foto di Massimo D’Onofrio

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