A Napoli c’è il Vico Scassacocchi: perché si chiama così

vico scassacocchi … accussì io te ce facimmo ‘a mappatella, e ce ne turnammo n’ata vota ‘o sesto piano ‘o Vico Scassacocchi” (…così io e te facciamo le valigie e ritorniamo a vivere al sesto piano di Vico Scassacocchi).

Vico Scassacocchi: perché si chiama così

Sono le parole proferite da Donna Assunta nella commedia “Quei figuri di tanti anni fadi Eduardo De Filippo. Il vico Scassacocchi è molto noto grazie al fatto che viene citato in diverse opere teatrali e cinematografiche. Esso è un vicolo del Centro storico di Napoli, tra Via dei Tribunali e Spaccanapoli ed il suo nome ha origine dal fatto che un tempo c’erano gli sfasciacarrozze, che vendevano a prezzi stracciati balestre, ruote e tutto quello che era possibile costruire dal legno riutilizzato delle carrozze. Un’altra ipotesi vede invece l’origine del nome legata alla sua ristrettezza che avrebbe causato in passato la rottura delle ruote di carri e carrozze.

Santa maria a piazza
Un dipinto che raffigura Santa Maria a Piazza e il vicolo Scassacocchi

Viene citato anche nel film “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo, in cui il personaggio di Pasqualino Miele (interpretato da Totò) abita al quinto piano del numero 17 di Vico Scassacocchi e funge anche da sfondo per una famosa parodia del gruppo cabarettistico “La Smorfia“, con Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro, trasmessa in tv nel 1980: “Al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente tranquillo e pacifico…(Urla e strepiti fuoriscena interrompono il narratore). Napoli al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente…tranquillo e pacifico…(di nuovo le grida sguaiate del vicolo fuori scena). Napoli al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente…un vicolo notoriamente…un vicolo “notoriamente”! dove la gente era intenta alle normali attività, quali mangiare la pizza e suonare il mandolino, regnava incontrastato Don Gennarino Parsifàl…

Il vicolo o vico, dal latino viculus, diminutivo di vicus, significa borgo e rappresenta, di solito una strada urbana secondaria stretta, spesso pedonale circondata da palazzi. A Napoli i vicoli sono angusti, con case altissime e adorne di balconcini collegati tra loro da corde dalle quali pendono panni variopinti. Ma a Napoli sono più di semplici stradine. Rappresentano l’anima della città,  insinuandosi ovunque nel tessuto storico cittadino del quale sono simbolo incontrastato.

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