Incubo ruspe a Torre del Greco, assedio al Comune. La rabbia contro i politici: “Andate a casa”

Torre del Greco

Ripartono gli abbattimenti per demolire gli immobili abusivi a Torre del Greco, la questione era rimasta in sospesa da prima dell’estate. Troppe le proteste e per calmare gli animi, si è fatto in modo che i lavori venissero sospesi per poter prendere maggiore tempo per decidere del destino di migliaia di famiglie della città. A tal proposito il sito Metropolisweb.it scrive:

L’assedio a palazzo Baronale era stato «annunciato» attraverso manifesti e volantini comparsi in settimana in città: «Ripartono gli abbattimenti – l’allarme circolato sotto il Vesuvioe l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gennaro Malinconico con il bilancio 2013 ha stanziato 500.000 per demolire gli immobili abusivi a Torre del Greco: domani potrebbe toccare a te, sveglia». Un appello che giovedì sera ha messo in moto un centinaio di persone, pronte a portare la propria rabbia in consiglio comunale. Dove era in programma la discussione di un ordine del giorno – presentato dall’esponente dell’opposizione Luigi Mele, capogruppo della lista civica «Borriello Sindaco» – legato alla richiesta alla Regione Campania di riaprire i termini di legge per l’acquisizione delle opere fuorilegge.

Un provvedimento già finito in passato al centro di polemiche e proteste – diverse amministrazioni comunali hanno adottato il piano già prima dell’estate, mentre la squadra di governo cittadino targata Gennaro Malinconico ha trascinato la questione fino a oggi, escludendo in ogni caso la possibilità di destinare gli eventuali immobili acquisiti a uso residenziale – rinfocolate dalla nuova protesta inscenata dagli abusivisti di Torre del Greco: la tensione è salita alle stelle, in particolare, durante l’intervento dell’assessore all’urbanistica Patrizia Kivel Mazuy.

La fedelissima dell’avvocato penalista – incaricata di sbrogliare le matasse legate alle questioni abusivismo e condono edilizio – ha ribadito in aula che la linea dell’amministrazione comunale deve necessariamente essere diversa dalla posizioni delle città che non fanno parte della zona rossa. Parole che hanno scatenato una vera e propria rivolta tra i cittadini che affollavano l’aula al primo piano di palazzo Baronale.

Prima è partito qualche timido fischio, poi la rabbia è sfociata in una serie di «inviti» a lasciare le proprie poltrone: «Siete incapaci, avete fallito: così rischiamo di perdere le nostre case», il senso della accuse piovute addosso agli esponenti della maggioranza. La tensione in aula è salita alle stelle al punto di convincere il presidente pro-tempore dell’assise Antonio Lopez – come previsto, gli alleati hanno deciso di rinviare ulteriormente l’elezione del nuovo «capo» del consiglio comunale, ora orfano della sua guida ufficiale da 60 giorni – prima a invocare l’intervento delle forze dell’ordine e poi a sospendere temporaneamente i lavori.Una pausa che si è rivelata provvidenziale per la maggioranza, letteralmente incapace di reagire con argomenti convincenti davanti alle rimostranze della gente.

Al rientro in aula, invece, la situazione è tornata sotto controllo: a placare gli animi, l’intervento del sindaco Gennaro Malinconico che ha provato a rassicurare gli abusivisti annunciando la volontà di ampliare l’ordine del giorno promosso dal capogruppo della lista civica «Borriello Sindaco» e di procedere alla richiesta di riapertura dei termini, da proporre alla Regione Campania attraverso una lettera. Non solo: il primo cittadino si è impegnato a convocare – una volta ricevuta la risposta da palazzo Santa Lucia – una nuova seduta urgente del consiglio comunale in sole 24 ore.

Parole che hanno centrato il duplice obiettivo di riportare la calma a palazzo Baronale e consentire all’amministrazione comunale di prendere ulteriore tempo su una questione che da circa un anno tiene con il fiato sospeso migliaia di famiglie della città del corallo.

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