Incantati dal Pausilypon. Ozio e spiriti imperiali

Villa Imperiale Pausilypon

“Sulla larga via bianca, a sinistra, che viene da Posillipo, rasentando l’ultimo spalto di quella collina che è anche un capo, larga via che è la delizia di quanti amano Napoli, stranieri e indigeni, non una carrozza, non un carretto (…)”
Matilde Serao

E’ da tempo immemore che la costa di Napoli, con le sue grotte e le sue baie naturali, strega chiunque vi si avvicini. Pittori e poeti, filosofi e storici passando per la bella Partenope, s’innamorano delle sue bellezze, talvolta portandole nel cuore, scrivendo aforismi o restando per sempre nella terra della ‘bella sirena’.

Uno degli scenari più affascinanti della zona napoletana è il complesso del Parco archeologico del Pausilypon, aperto al pubblico nel 2009, raggiungibile da viale Virgilio o dalla discesa Coroglio. L’area archeologica venne così denominata nell’antico 31 a.C., da Publio Vedio Pollione, un cavaliere e un liberto romano ovvero uno schiavo affrancato, che decise di trascorrere alcuni giorni nello splendido scorcio naturale situato tra la baia di Trentaremi e la cosiddetta ‘Gaiola’, parco sommerso, tutelato dalla Sovrintendenza Speciale dei Beni Archeologici di Napoli e area marina protetta dal 2002 con decreto interministeriale.

Il Pausilypon (dall’etimologia greca: “sollievo dal dolore” – ndr), ospita innumerevoli testimonianze storiche e archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche che nel tempo hanno sempre attirato turisti da ogni dove. Meravigliosa è la villa imperiale di Pausilypon, ma anche il teatro dell’Odeon e ancora il suggestivo palazzo degli Spiriti. Punta di diamante della zona archeologica è – sine dubio ac sententia – la favolosa Grotta di Seiano.

Nel parco archeologico del Pausilypon è possibile scorgere taluni reperti, come una colonna a base ionica e una piccola nicchia in laterizio, ma anche altri resti di ville e domus romane lungo la spiaggia, risalendo l’antico borgo dei pescatori, da Marechiaro o da calata Ponticello, anfratti con barchette azzurre ancorate e reti cariche di pescato, luoghi che hanno ispirato celebri poeti e hanno dato vita alle classiche canzoni napoletane conosciute in tutto il mondo; oggi queste vie sono gremite di ristorantini di pesce e terrazze sul mare, mete molto gettonate da turisti italiani e stranieri.

Villa degli Spiriti
Villa degli Spiriti

Andando verso i lidi invece, si può ammirare ciò che rimane della meravigliosa Villa degli Spiriti, detta anche Villarosa; proseguendo verso la costa occidentale è possibile rimirare le mura perimetrali della Scuola di Virgilio dove le fonti ipotizzano che il vate ivi praticasse arti magiche.

In uno dei tesori paesaggistici più affascinanti del Golfo, è possibile ammirare i resti dell’antico teatro: circa 2mila posti che si affacciano liberamente sul belvedere del Pausilypon; la villa imperiale, per la posizione strategica sul mare, dopo il 15 a.C., divenne la residenza dell’imperatore Augusto e di tutti i suoi successori. In alcuni punti delle vestigia è possibile scorgere condutture dell’antico acquedotto rivestite di malta idraulica, segnale di ricchezza che contraddistingueva gli abitanti del Pausilypon.

Grazie al ‘Centro Studi Interdisciplinari Gaiola’ sono stati effettuati vari lavori di restauro e dal 2009 il parco archeologico è visitabile al pubblico e non soltanto per ‘Il Maggio dei Monumenti’, in quanto, grazie anche alla ‘CSI Gaiola ONLUS’, il parco del Pausilypon sta risorgendo dalle sue ceneri e viene con gioia riscoperto anche dagli stessi napoletani. Infatti spesso vengono organizzate serate musicali e teatrali con tematiche interessanti; intervengono musicisti, attori e il pubblico, bevendo un buon calice di vino e ascoltando il soave suono di un’arpa, può lasciarsi dolcemente suggestionare dal panorama che diventa strabiliante al tramonto con le luci soffuse dell’imbrunire.

Vi sono inoltre laboratori didattici per le scuole, centri di ricerca e visite guidate in barca per i turisti che vogliono fare un tuffo nel passato respirando l’aria salmastra del Tirreno. E’ possibile anche effettuare visite con visioni subacquee, itinerari snorkeling e diving con l’ausilio di abili e appassionate guide. Preso il CeRD (Centro Ricerca e Divulgazione scientifica del Parco – ndr) vengono svolte attività didattico-formative per i bambini e attività educative.

Il Centro Visite del Parco è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle ore 16.00, d’estate e dalle ore 10.00 alle ore 14.00, d’inverno.

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Bibliografia:
Mileto S., I campi flegrei, Newton & Compton Roma, 1998
Serao M., Leggende Napoletane, E. Sarasino, 1891
Simeone M., Russo G.F., Il Parco Sommerso di Gaiola, Electa Napoli, 2005
Varriale I., Posillipo. Tra mito e storia, Valtrend Napoli, 2011

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