Hamsik: “Facile cadere in tentazione a Napoli, difficile distinguere giusto e sbagliato”

Ieri il capitano del Napoli Marek Hamsik ha presentato ufficialmente la sua biografia dal titolo “Marekiaro”. Un’opera nella quale il centrocampista slovacco racconta della sua esperienza a Napoli, città che lo ha amato ed accolto e della quale, ben presto, ne è diventato un simbolo.

Tra le tante pagine del libro, c’è un passaggio dedicato ad un episodio particolare: il gol che lo slovacco segnò in finale di Coppa Italia contro la Juventus. Una rete decisiva, che consegnò il trofeo agli azzurri. Soddisfazione doppia per Hamsik, perché in quell’occasione segno contro la storica rivale del Napoli.

Al termine della gara, Hamsik racconta di come Lavezzi (all’epoca ancora in squadra) lo avesse trascinato in ogni modo in discoteca per festeggiare. Ecco un passaggio dalla sua biografia: “C’è però un episodio in cui ho fatto un’eccezione, e anche io mi sono lasciato andare. Me lo ricordo bene: musica, alcol e tanta, tantissima gente, che ci guardava attraverso una parete di cristallo. Era la prima volta per me in discoteca con i compagni di squadra“.

Lavezzi aveva insistito così tanto – spiega Hamsik – che mi seccava recitare sempre la parte del bravo ragazzo che persino dopo un grande trionfo tornava a casa senza darsi alla pazza gioia. […] Nello spogliatoio i miei capelli erano stati rasati a zero dal Pocho Lavezzi, che poi non volle sentire ragioni: <<stasera non torni a casa!>>“.

Prosegue: “Per la prima volta bevvi tanto champagne. Guardavo la folla attraverso il vetro e Napoli mi apparve diversa. Una città piena di vita che ama divertirsi, certo. Una città dove il confine tra giusto e sbagliato è molto labile. Dove è facile cadere nelle tentazioni e altrettanto semplice pagarne le conseguenze. Una città che quando c’è da festeggiare non bada a spese. E quella sera Napoli festeggiava con noi la Coppa Italia, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di brindare con i protagonisti dell’impresa“.

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