“Vesuvio lavali col fuoco”, contro il razzismo la multa non basta: il Napoli deve reagire?

Il mondo corre, va avanti più di quanto l’uomo possa riuscire a comprendere e a pensare, la tecnologia, lo sviluppo, il progresso, hanno spianato e stanno spianando la via dell’evoluzione e dei miglioramenti pratici e tecnici sotto ogni punto di vista…eppure, al termine del 2017, pronto a passare il testimone al 2018, in un mondo globalizzato e privo, almeno così dovrebbe essere, di ogni barriera mentale e territoriale, negli stadi e nel calcio assistiamo ancora a imbarazzanti, spregevoli e inumani cori razzisti.

E’ proprio il Mattino a dedicare spazio a questo tema scomodo e vergognoso, sia nel pensarlo che nel parlarne, perché se siamo qui, ora, a commentare atteggiamenti così puerili innervati di cattiveria, vuole dire che il problema sussiste ancora, anzi prende sempre più forza e vigore.

Un razzismo così aggressivo e verbalmente violento che non lascia scampo e non rende immune nessuno. Dagli “sfottò” dovuti a un colore della pelle diverso a quelli, di italiani contro italiani, o meglio, di italiani contro i napoletani. Una nazione unita a parole ma non a fatti!

Perché “Vesuvio lavali con il fuoco” ferisce. Troppo. Inneggiare alla morte è un atto meschino. Anche se ipocritamente ci si nasconde dietro la polivalenza semantica del verbo “lavare”. Fa male lo stesso ed è palesemente diretto ed esplicito il concetto.

E allora perché? Perché questo odio così feroce contro i napoletani? Perché utilizzare questi cori spregevoli? Perché i napoletani sono odiati?

A queste domande forse risposte esatte non si possono avere. Ma possiamo sottolineare che Napoli oltre ad essere popolata da persone espansive, calorose e altruiste, è soprattutto una terra meravigliosa, colorata e artisticamente e culturalmente stupenda. I difetti e i nei? Ci sono, è vero. Ma come ci sono nelle altre città, dal nord al sud. Nessuno escluso.

E non saranno certo i 10 mila euro di multa alle società a causa di tifosi colpevoli di questi beceri atti di razzismo a placare l’odio e la putrida ignoranza di alcuni soggetti. Forse bisognerebbe inasprire le multe, “inventarsi” sanzioni punitive esemplari, come chiudere gli stadi o sospendere il campionato. Ma funzionerà? 

La battaglia è contro l’ ignoranza, putrida e incallita, di alcuni soggetti. E si sa che questi mali sono duri, durissimi da debellare o correggere!

Fatto sta che noi, napoletani di fede e di sangue, ai Vesuvio lavali con il fuoco rispondiamo con un inno d’amore, dedicato a noi, alla nostra terra e alla nostra squadra, che più o meno fa così:

“Un giorno all’improvviso…mi innamorai di te….”

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