Napoli cambia volto: “Così il nuovo piano sugli affitti turistici riscriverà il mercato immobiliare”. Intervista al consulente immobiliare Raffaele Marruocco

Via dei Tribunali a Napoli


Negli ultimi anni Napoli ha vissuto un boom turistico senza precedenti, trasformando il suo centro storico in uno dei più visitati d’Europa. Ma questa crescita ha avuto pregi e difetti: più legalità e possibilità di lavoro, l’impresa turistica al momento è nelle mani dei napoletani, ma c’è anche il progressivo svuotamento residenziale e l’aumento degli affitti brevi.

Ora il Comune vuole intervenire con nuove regole che limitano la percentuale di case destinate a uso turistico. Ne abbiamo parlato con Raffaele Marruocco, consulente immobiliare ed esperto del mercato napoletano, per capire come cambieranno gli equilibri della città.

Qual è il cuore del nuovo piano regolatore e cosa cambierà davvero nel mercato immobiliare napoletano?

“Il Comune ha introdotto un principio chiaro di equilibrio: almeno il 70% degli immobili dovrà restare ad uso residenziale, e solo il 30% potrà essere destinato ad affitti turistici. È un tentativo per mettere ordine in un mercato dove per anni il turismo ha preso il sopravvento, facendo salire i canoni e riducendo la possibilità da parte dei residenti, di restare”.

Gli affitti potrebbero abbassarsi davvero?

“È un processo che richiederà tempo. I contratti turistici in essere continueranno fino alla loro scadenza, ma gradualmente molti immobili torneranno sul mercato residenziale. Questo dovrebbe stabilizzare i canoni, rallentare la crescita vertiginosa e rendere gli affitti più accessibili per chi vive e lavora a Napoli.

E per chi vuole acquistare casa nel centro storico?

“Probabilmente assisteremo a una fase di riequilibrio. Nelle aree turistiche più sature i prezzi potrebbero raffreddarsi, mentre gli investitori orientati a rendimenti di lungo periodo, cioè affitti tradizionali, troveranno nuove opportunità. In sostanza, meno speculazione e più stabilità”.

Ci saranno conseguenze anche per il settore turistico?

“All’inizio sì, perché i nuovi ingressi nel mercato saranno limitati. Ma sul lungo periodo questa regolamentazione creerà un’offerta più sostenibile, basata su operatori regolari e servizi di qualità. La trasparenza e il controllo eviteranno abusi e garantiranno più tutela per tutti”.

Qual è la vera sfida per Napoli nel prossimo futuro per evitare di diventare come le altre città che negli ultimi anni hanno perso la loro identità per il turismo?

“Trovare l’equilibrio. Napoli deve assolutamente restare una città viva e turistica, ma anche abitata dai napoletani. Il successo dipenderà dalla capacità del Comune di monitorare gli effetti delle politiche e adattarle con flessibilità. Serve un approccio pragmatico, non ideologico”.

Il futuro del centro storico di Napoli si gioca sulla capacità di coniugare turismo e residenzialità. Come spiega Marruocco, “né il laissez-faire né il soffocamento del mercato sono soluzioni: serve equilibrio, trasparenza e visione di lungo periodo. Il turismo va difeso, tutelato ma regolamentato, è stata ed è una boccata d’ossigeno per i napoletani, ricordiamo com’erano alcuni quartieri di Napoli prima del turismo, meglio non tornare a quei periodi”.


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