Meraviglia a Torre Annunziata, arriva il presepe vivente con i personaggi storici tradizionali

Presepe vivente Torre Annunziata folcloristico


Torna il presepe vivente a Torre Annunziata. Tra tradizione e memoria popolare, nell’attesa che nasca Gesù bambino, è possibile immergersi nella magia del Natale.

Il presepe vivente a Torre Annunziata: le date e dove vederlo

I giorni 28 e 29 dicembre, ed il 3, 4, 5 gennaio nella cripta della Parrocchia dello Spirito Santo di Torre Annunziata si potrà rivivere l’emozione del Presepe Vivente.

Una cripta che diventa teatro, pronta ad ospitare l’evento spettacolo, la cui prima edizione risale al 1998 e che nel tempo è stato sempre più apprezzata.

Il gruppo folclorico ‘O Pazziariello, tra musiche, frizzi e lazzi vi farà viaggiare nel tempo e nei ricordi. Un luogo dove tradizione, identità popolare e memoria si uniscono in un racconto che promette allo spettatore di ritrovarsi davanti a un libro di fiabe, le cui pagine traboccano di leggende, cunti e antichi “fattarielli” che prendono vita attraverso voci, suoni, danze e colori.

Il racconto del Natale con ‘O Pazzariello

Lo spettacolo ripropone una giornata “da Presepe” dell’800 attraverso canti, balli e brani recitati. Il “Pazzariello”, tipico banditore, accompagna lo spettatore in un viaggio tra gli antichi mestieri scomparsi.

Con un’ambientazione suggestiva, che punta al coinvolgimento, sarà possibile vivere un’esperienza immersiva pur restando seduti. I pastori racconteranno le arti e gli antichi mestieri di Torre, ormai scomparsi: la zingara, la pastaia, il tammurraro, il conciatielle, lo spasaro, lo sciò sciò, sono alcuni dei personaggi che animeranno l’ambiente, attraverso un dialogo continuo con il pubblico.

Un delicato profumo di ricordi, si diffonde nell’aria: accarezza, avvolge, emoziona. Chi guarda si lascia trasportare, riscopre la meraviglia, rivive la tradizione e si abbandona, con stupore, all’incanto senza tempo del Natale.

La rappresentazione si chiude con l’Annuncio dell’Angelo ai pastori e la manifestazione del Verbo fatto carne, un momento che segna un cammino carico di emozioni, memorie antiche e profondo legame con la tradizione.

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