Tangenziale di Napoli, aumenta il pedaggio (già illegittimo) ma la cassa non dà il resto
Gen 22, 2026 - Francesco Pipitone
La cassa della Tangenziale di Napoli non dà resto
La Tangenziale di Napoli ha aumentato il costo del pedaggio ma non dà il resto di 5 centesimi, costringendo gli automobilisti ad una enorme perdita di tempo per andare a ritirarli fisicamente. E no, non sono “solo” 5 centesimi: è una questione di correttezza, oltre che di principio, dato che il pedaggio è di fatto una tassa illecita che grava sulle spalle dei napoletani.
Sono tanti gli automobilisti che denunciano questa anomalia, ammesso che vogliamo chiamarla così. C’è anche chi pensa male e crede che, del resto, possa essere un disservizio “tollerato” da Tangenziale di Napoli che nel frattempo incassa qualcosina in più. D’altra parte la stima sul flusso giornaliero medio parla di 250mila transiti quotidiani: l’aumento di 5 centesimi comporta un aumento di incasso di 12.500 euro al dì. In un anno fanno ben 4.562.500. Oltre 4 milioni e mezzo, avete letto bene. Perciò 5 centesimi possono apparire una goccia, ma il mare che creano è bello consistente.
Il pedaggio sulla Tangenziale di Napoli è illegittimo
Si tratta dell’unico tratto di strada urbana a pagamento in tutta Europa. Il Parlamento Europeo, nel 2017, approvò un emendamento dell’allora eurodeputato Fulvio Martusciello che chiedeva, appunto, che il pedaggio fosse dichiarato illegittimo, la cessazione della richiesta del pagamento e la revoca della concessione. Una vittoria solo sulla carta, dato che nella realtà dei fatti – ed è evidente – la società concessionaria se ne è altamente fregata. Allora era Atlantia, del gruppo Benetton, la stessa che gestiva il Ponte Morandi.
Oggi Tangenziale di Napoli S.p.A. è controllata da Autostrade per l’Italia, a sua volta controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta ancora è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Perciò, direttamente dallo Stato Italiano. Quest’ultimo non solo non ha provveduto ad abolire il pedaggio, ma l’ha perfino incrementato ponendo in essere l’ennesima discriminazione che dimostra ancora di più, come se ce ne fosse bisogno, come i cittadini napoletani e quelli meridionali non siano trattati come quelli del resto del Paese. Una palese e sfacciata violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Lo Stato si comporta in scientificamente e dolosamente in modo incostituzionale: siamo all’assurdo, ma è così.
Il pedaggio della Tangenziale di Napoli era previsto per ripagare l’investimento della costruzione e rimanere fino all’anno 2001. Altra anomalia: i napoletani hanno dovuto costruirsi la Tangenziale coi propri soldi, mentre altrove è intervenuto il pubblico. Per ben 7 anni, però, nonostante la concessione fosse scaduta Atlantia ha continuato ad intascare i soldi del pedaggio, con le istituzioni a fare scena muta. Nel 2008 è stata firmata una nuova concessione che scadrà nel 2037, durevole dunque per 30 anni complessivi e giustificata dalla necessità di lavori in Zona Ospedaliera. Si tratta del cosiddetto decreto salva-Benetton varato dall’allora Governo a trazione Forza Italia – Lega Nord – Alleanza Nazionale. Poi il crollo del Ponte Morandi e il subentro dello Stato. Ma la musica è sempre la stessa.
