Ricercato dai Carabinieri, si nasconde in un cassone a casa di un amico: “Brigadiè ci ho provato!”
Gen 28, 2026 - Giuseppe Mennella
Carabinieri. Immagine di repertorio
Era ricercato ma nascosto in un cassone sotto il letto: ora deve scontare una pena a 4 anni e 3 mesi per rapina ed estorsione.
Ricercato nascosto nel cassone del letto: arrestato
Di fronte alla certezza di finire in carcere c’è chi sceglie l’estero, chi cambia città, chi sparisce tra mille prestanome. E poi c’è chi, davanti a un ordine di carcerazione, opta per una soluzione più domestica: il cassone del letto.
È finita così la breve carriera da latitante di un 54enne napoletano, condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione per rapina ed estorsione, rintracciato e arrestato dai carabinieri nel quartiere San Lorenzo.
Una “breve” carriera da latitante: cosa è successo
Il 21 gennaio scorso, quando i militari della stazione di Borgoloreto si erano presentati alla sua porta per notificare il provvedimento del Tribunale di Napoli, dell’uomo nessuna traccia. Da quel momento il 54enne si era reso irreperibile, facendo perdere le proprie tracce e dando il via alle ricerche.
Ricerche che, come spesso accade, non si sono fermate al primo campanello suonato a vuoto. I carabinieri hanno continuato a ricostruire spostamenti, contatti, frequentazioni. Fino all’intuizione: l’uomo avrebbe potuto trovare rifugio nell’appartamento di un conoscente, sempre in zona San Lorenzo.
La perquisizione dell’abitazione, inizialmente, sembrava confermare l’ennesimo buco nell’acqua. Stanze controllate, armadi aperti, nessuna presenza sospetta. Poi, però, un dettaglio ha attirato l’attenzione di uno dei militari: un letto che sembrava nascondere qualcosa in più del solito disordine.
Il materasso viene sollevato e, nel cassone, il colpo di scena: il 54enne è lì, rannicchiato, in un nascondiglio che evidentemente sperava potesse bastare a ingannare l’esperienza dell’Arma.
Una speranza durata pochi secondi. Prima delle manette e del trasferimento in carcere, l’uomo si è limitato a commentare la sua fuga finita male con una frase che suona quasi come una resa ironica: “Brigadiè ci ho provato!”.
