“Domenico è morto tra le lacrime di genitori e medici”: il racconto degli ultimi momenti di vita
Feb 23, 2026 - Veronica Ronza
Il piccolo Domenico morto dopo il trapianto fallito
Il commovente racconto di Padre Alfredo Tortorella, cappellano dell’ospedale Monaldi di Napoli, che ha assistito al decesso del piccolo Domenico, il bambino di 2 anni morto lo scorso sabato a seguito di un trapianto fallito.
Domenico, il cappellano del Monaldi: “Morto tra le lacrime”
Ad accompagnare il piccolo nei suoi ultimi momenti di vita sarebbero stati i genitori, affiancati dai padrini di battesimo, dai medici e dallo stesso cappellano. Sul posto, per fornire supporto ai familiari, sarebbe giunto anche l’arcivescovo Mimmo Battaglia.
“Domenico è morto tra le lacrime dei genitori, dei padrini di battesimo e dei medici che gli erano accanto. È stato un momento molto duro. Ero con la mamma del bambino dalle 7:45, al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l’arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire e nel giro di mezz’ora è arrivato dalla curia” – ha raccontato Padre Tortorella nell’intervista all’agenzia dei vescovi.
“Siamo rimasti lì tutto il tempo, fino a quando il bambino non è spirato, accanto alla madre. È entrato anche il papà ed è stato presente nel momento finale. Una storia tragica, che ha sconvolto non solo la famiglia ma l’intero Paese. Una triste storia, una storia brutta”.
“Patrizia (la mamma del bambino, ndr) è una donna molto forte. Ha ripetuto più volte ‘voglio che mio figlio non sia dimenticato’ ed io le ho detto ‘non dimenticheremo mai Domenico ma non ci dimenticheremo neanche di te, perché hai dato un esempio di forza e maternità. Tu sei mamma al cento per cento’. Lei e suo marito non hanno mai avuto l’ardire di polemizzare, sono stati sempre di una grande dignità anche perchè i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza lo avevano salvato”.
“Patrizia e Antonio sono persone giuste che sanno realmente come sono andate le cose. Purtroppo gli errori ci sono, noi commettiamo errori. Molti di questi, a volte, sono fatali. E ne paghiamo lo scotto tutti quanti. Ma c’è un iter terapeutico e medico portato avanti in due anni e mezzo. Tutto questo va riconosciuto”.
