Tensione Italia-Spagna: Sanchez “Basta blocchi alle frontiere italiane o ci saranno contromisure”
Ago 07, 2026 - Giuseppe Mennella
La Spagna dice basta ai controlli in aeroporto per i cittadini che arrivano in Italia e passa all’attacco, concedendo all’Italia pochi giorni per fare marcia indietro.
I controlli alle frontiere interne, con la sospensione degli accordi sulla libera circolazione in Unione Europea, erano stati ripristinati nei confronti dei collegamenti con il territorio spagnolo dopo la crisi umanitaria di Ceuta da parte del governo italiano in maniera unilaterale.
In caso contrario, il governo di Madrid è pronto ad adottare “contromisure”.
La richiesta della Spagna: “Controlli revocati entro domenica”
La tensione diplomatica tra Roma e Madrid continua a salire. Il governo spagnolo ha inviato una nota ufficiale all’esecutivo italiano chiedendo la revoca, entro domenica, dei controlli alle frontiere interne introdotti dall’Italia sui collegamenti con la Spagna.
Secondo Madrid, la misura adottata dal governo italiano sarebbe priva dei presupposti previsti dal Codice Frontiere Schengen e rischierebbe di compromettere uno dei principi cardine dell’Unione Europea: la libera circolazione delle persone.
L’avvertimento: “Via i controlli alla frontiera, altrimenti adotteremo misure”
Nella comunicazione trasmessa alle autorità italiane, il governo spagnolo avverte che, in assenza di un passo indietro da parte di Roma entro la scadenza fissata, saranno adottate “le misure ritenute opportune” per tutelare gli interessi della Spagna.
Al momento Madrid non ha precisato quali possano essere le eventuali contromisure, ma il tono della nota rappresenta una significativa escalation nello scontro politico e diplomatico tra i due Paesi.
Il caso dei controlli alle frontiere
L’Italia aveva deciso di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne con la Spagna, misura che comporta verifiche aggiuntive per chi arriva sul territorio nazionale attraverso voli e collegamenti provenienti dal Paese iberico.
Il provvedimento è stato motivato dal governo italiano con esigenze di sicurezza e controllo dei flussi dopo la crisi umanitaria di Ceuta, exclave spagnola in Marocco, dove migliaia di cittadini dello stato africano si erano riversati in territorio iberico in maniera incontrollata.
Una vicenda dai contorni ancora fumosi che, stando ad alcune analisi, potrebbe addirittura essere stata orchestrata dal governo marocchino, fedele alleato di Trump in Nordafrica, per mettere pressione e gettare cattiva luce sul governo di Sanchez, “colpevole” delle sue posizioni critiche verso la politica del tycoon americano ed in particolare contro l’appoggio alla politica genocidiaria del governo israeliano in Medioriente.
Ma il governo italiano non ha esitato a cavalcare politicamente la situazione che era rientrata in poche ore e che, verosimilmente, non avrebbe comportato alcun rischio per il territorio italiano: il territorio di Ceuta è su continente africano e non ha aeroporti. L’exclave gode di uno status speciale rispetto agli spostamenti interni nei quali è la stessa legislazione spagnola a richiedere documenti per le persone che si spostano, in traghetto, da Ceuta alla penisola iberica.
Un caso di superficialità geografica, amministrativa e legislativa spinto da scopi propagandistici che ha suscitato forti critiche da parte dell’esecutivo guidato da Madrid, che considera la decisione sproporzionata e non giustificata rispetto alle norme europee.
Aeroporti e turisti a rischio caos per un “capriccio” populista
La vicenda rischia ora di trasformarsi in un vero e proprio caso europeo. Se l’Italia dovesse mantenere in vigore i controlli oltre il termine indicato dalla Spagna, il confronto potrebbe estendersi anche alle istituzioni comunitarie, chiamate a valutare la compatibilità della misura con il funzionamento dell’area Schengen e con il principio della libera circolazione previsto dai trattati europei.
Ma ben prima, il governo di Madrid potrebbe applicare, quantomeno, lo stesso ripristino dei controlli per i voli in arrivo in Spagna dall’Italia. Questo potrebbe accadere in un periodo di traffico intensissimo come la settimana di Ferragosto, nella quale sono tantissimi i cittadini italiani che raggiungeranno la Spagna e le sue rinomate località turistiche, e viceversa.
Un “capriccio politico” servito sul piatto del populismo all’italiana che rischia di compromettere i rapporti diplomatici con un alleato storico come la Spagna e di bloccare aeroporti e turisti italiani nel bel mezzo dell’estate.
