Bagnoli, ancora blocco dei camion: “Stop ai lavori subito. No alla nuova cementificazione”

Blocco dei camion diretti alla colmata a Bagnoli


Nuova mobilitazione questa mattina a Bagnoli. Abitanti e attivisti dei comitati hanno fermato i camion diretti verso la colmata. La protesta chiede lo stop immediato ai lavori legati al progetto per la America’s Cup.

Secondo quanto denunciato nel comunicato diffuso dagli organizzatori della mobilitazione, la colmata – definita “un mostro di cemento e rifiuti industriali” – invece di essere bonificata e rimossa è ora interessata da “una nuova cementificazione, con la colata di migliaia di metri cubi di calcestruzzo armato”.

Il presidio agli incroci e le richieste al Comune

La manifestazione si è concentrata agli incroci tra via Nuova Agnano e via Cocchia, dove i partecipanti hanno bloccato esclusivamente il passaggio dei camion diretti verso l’area dei lavori. È stato invece garantito il transito di studenti, lavoratori e traffico ordinario.

I comitati chiedono che il Comune interrompa immediatamente gli interventi in corso, indicando questo come l’unica condizione per avviare una discussione nel consiglio monotematico previsto il 3 marzo proprio a Bagnoli. Secondo gli attivisti, le decisioni sul futuro dell’area dovrebbero essere prese solo dopo un confronto con i cittadini.

Le posizioni dei comitati

Nel comunicato si ribadisce che qualsiasi iniziativa istituzionale sul territorio senza un blocco dei lavori non verrebbe accettata dalla popolazione locale. La richiesta principale resta quella di fermare subito il cantiere e rivedere il progetto complessivo.

Tra le richieste avanzate anche la cancellazione dei dragaggi previsti per consentire il passaggio delle imbarcazioni, intervento che – secondo i comitati – rischierebbe di provocare ulteriori danni ambientali.

“Stop ai lavori e restituzione del territorio”

Il messaggio della rete No America’s Cup si riassume in uno slogan: fermare i lavori e aprire un confronto pubblico prima di ogni decisione sul futuro dell’area di Bagnoli. Si sostiene un altro modello di sviluppo: una spiaggia pubblica, la creazione di un bosco urbano, un mare disinquinato e accessibile e la restituzione del territorio ai suoi abitanti.


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