Il babà più buono d’Italia è fatto con ricotta di bufala e agrumi: vince pasticciere napoletano
Mar 17, 2026 - Redazione
Salvatore Catapano, vincitore di Mille e Un Babà 2026
È Salvatore Catapano, pastry chef del Giardini Poseidon Terme di Ischia, il vincitore della quinta edizione di Mille & Un Babà 2026, il contest firmato Mulino Caputo per incoronare il babà più buono d’Italia.
Mille e un Babà 2026, vince Salvatore Catapano
A soli 32 anni, Catapano vanta esperienze di grande prestigio, maturate in Italia e all’estero: da Pascal Lac a Nizza, al Belgio, con Darcis Jean-Philippe, fino alla celebre Pasticceria Veneto di Iginio Massari. Ieri, nelle eleganti sale del Grand Hotel Vesuvio di Napoli, il maestro pasticciere ha conquistato la giuria con una creazione capace di raccontare territorio e innovazione.
Un dolce che reinterpreta il grande classico napoletano, con un profilo agrumato, Partenope in fiore: impasto diretto agli agrumi, farcito con una crema alla ricotta di bufala, arricchito di una composta di arance ischitane e finito con un bocciolo realizzato con salsa agli agrumi gelificata.
“Un dolce privo di saccarosio – ha spiegato Catapano – dolcificato esclusivamente con miele millefiori. Perché noi artigiani possiamo dare il nostro contributo creando prodotti che non siano solo buoni ma anche salutari.”
La giuria, composta da nomi di primo piano come: Salvatore Capparelli, Sal De Riso, Gennaro Esposito, Sabatino Sirica e Antimo Caputo, CEO del Mulino Caputo, ha sottolineato l’elevato livello qualitativo delle proposte, in un’edizione che si è distinta per la ricerca di forme e abbinamenti originali ma, soprattutto, per l’utilizzo di ingredienti di assoluta qualità.
Accanto al vincitore, che si è aggiudicato una fornitura di 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un premio di 1000 euro, tutti i concorrenti hanno tenuto alta l’asticella della competizione, con proposte innovative, caratterizzate da ricerca creativa.
Giustina Brasiello, resident pastry chef, ha giocato su una doppia cottura dell’impasto, farcito con namelaka e lampone, aromatizzato con bagna al timo limonato. Martina Conte, aiuto pasticcera dell’Aloha Eventi di Bacoli, ha proposto un elegante éclair, con cuore gelificato al limone e una ganache allo yuzu.
Enrico Egger, della Pasticceria Tizzano dal 1960, ha reinterpretato il classico babà inserendo, nell’impasto, l’albicocca Pellecchiella del Vesuvio e un crema allo zabaione profumata al Marsala. Angelo Guarino, chef pâtissier de La Corte degli Dei di Agerola, ha presentato Sua Maestà il Babà: un impasto alla cannella dalla forma di mela, con un cuore realizzato con crema di mela e mela annurca a cubetti.
Gennaro Martucci, pasticciere del Deschevaliers Restaurant di Napoli, ha unito tradizione e suggestioni internazionali con il suo BabàEsotico: forma di cocco e farcitura al mango, frutto della passione e ananas. Bruno Merlonghi, primo pasticcere dell’Aloha Eventi di Bacoli, ha evocato la memoria del babà “da passeggio”, con Panier Rouge: babà al rum, con crema pasticcera, cioccolato e fragoline di bosco.
Infine, Vincenzo Vuoso, dell’Hotel Grazia alla Scannella di Ischia, ha portato in gara una rivisitazione del classico babà Savarin, impreziosita con curcuma e zafferano. Una competizione che ha celebrato non solo la tradizione partenopea, ma anche la sua continua evoluzione, tra tecnica, creatività e identità territoriale.
