Epatite A a Napoli, pescivendoli disperati: “Siamo rovinati, nessuno compra più niente”

Immagine di repertorio


Si è svolta a Napoli la protesta dei pescivendoli della città che, a seguito del divieto imposto sull’acquisto di frutti di mare crudi, a causa dell’aumento di contagi da Epatite A, hanno riscontrato un repentino calo di vendite, in uno dei periodi più proficui per il settore, quello del periodo pasquale.

Epatite A, i pescivendoli di Napoli: “Non vendiamo più niente”

Circa cento commercianti si sono radunati presso la sede del Comune partenopeo per richiedere all’amministrazione comunale di fornire una chiara informazione ai consumatori, dopo i numerosi casi di Epatite A riscontrati sul territorio.

“Non si può ridurre tutto a un divieto, senza aver stabilito la vera causa e definito i reali confini dell’aumento dei casi di epatite. Il sindaco deve capire che con questa ordinanza, accompagnata da una campagna denigratoria di stampa superficiale e da false notizie che circolano su internet, si rischia di mettere in strada centinaia di famiglie – ha spiegato un portavoce all’Ansa.

“Siamo rovinati, nessuno compra più niente ed è per questo che siamo qui, dopo una domenica drammatica sotto il profilo degli incassi. Si parla di Epatite A e si fanno vedere le immagini di cozze. Così nessuno le compra più”.

Se c’è un problema bisogna individuarlo ed affrontarlo. L’incubazione dura settimane ed è difficile stabilire in questo tempo cosa e dove abbia mangiato la persona che poi risulta colpita dal virus. Ci aspettiamo che qualcuno ascolti le nostre istanze, altrimenti la prossima volta ritornereno in piazza portandoci anche le famiglie“.


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