Perché a Napoli il 1°aprile si regalano pesci di cioccolata

Pesci di cioccolato per il primo aprile a Napoli .jpeg


Ogni 1° aprile ricade la tradizione Pesce D’Aprile e, tra scherzi e battute, a Napoli l’usanza prevede di regalare pesci di cioccolata.

L’usanza dei pesci di cioccolata: il mito della Sirena Partenope

Regalare pesci di cioccolata il primo aprile è una tradizione della città di Napoli che si è diffusa nei secoli a partire dal mito della Sirena Partenope. Una tradizione marinaresca racconta che non si doveva uscire in mare in questo giorno, poiché era il giorno dedicato a Partenope, la quale avrebbe trasformato con un gioco scherzoso i marinai in pesci. Dato il “divieto di pesca” nacque l’usanza di regalare pesci di cioccolata per compensare i pescatori dal mancato bottino della giornata.

Perché il 1° aprile: le leggende

Ma perché proprio il 1° aprile? La risposta trova le sue radici in un intreccio di leggende, miti e usanze che si sono stratificate nel tempo.

La prima motivazione è astronomica e naturalistica: alcuni antropologi collocano l’origine degli scherzi primaverili all’inizio della stagione della pesca. Spesso accadeva che i pescatori non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo diventassero oggetto di scherzo da parte dei compaesani.

La seconda è calendariale e rituale: si narra che nelle società contadine nei periodi di transizione (come l’inizio della primavera) le regole quotidiane venissero sospese, i servi quindi potevano prendere in giro i padroni, e il ridicolo diventava uno strumento di coesione sociale.

La terza è astrologica: Il 1° aprile segna spesso l’uscita del sole dal segno dei pesci, legando la tradizione a cicli astrologici e al risveglio della natura.

La bufala letteraria di Salvatore Di Giacomo

La storia più diffusa sul primo aprile è quella raccontata da Salvatore Di Giacomo. Siamo nel Seicento, il Regno di Napoli è segnato da eventi drammatici: terremoti, epidemie, eruzioni. Uno degli eventi più devastanti è l’Eruzione del Vesuvio del 1631. Per festeggiare lo scampato pericolo il viceré di Napoli, il duca di Monterrei, organizzò una festa proprio il 1° aprile.

Durante il banchetto, il viceré notò la mancanza del suo pesce preferito, un marmorillo (un pesce simile alla trota), poiché non era stagione. Allora un pescivendolo di Santa Lucia, Lorenzo Gambardella, per evitare di scontentare il nobile fece realizzare dalle suore del convento di Santa Patrizia (o San Gregorio Armeno) un pesce di marzapane e zucchero, identico al vero marmorillo. Il viceré apprezzò l’impegno e la voce si diffuse nei membri dell’aristocrazia, da lì la nascita dell’usanza di regalare pesci di cioccolato.

La storia di Salvatore Di Giacomo è in realtà una bufala letteraria e a smentirla fu lo stesso scrittore che ammise che il racconto era in realtà un’invenzione creata nel 1899 per prendere in giro la classe intellettuale napoletana. 

L’intreccio tra i miti le leggende e le usanze popolari hanno contributo a rafforzare l’usanza che seppur di origine incerta si ripete ogni anno nella città di Napoli.


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