Turris, il tempo stringe: per risorgere bisogna decidere “adesso”


La situazione legata alla ripartenza della Turris resta in una fase di stallo che rischia di diventare sempre più delicata con il passare delle settimane. Dopo l’uscita di scena di Baraldi, che aveva fissato una scadenza precisa oltre la quale si sarebbe tirato fuori dalle trattative, resta aperta la posizione di Passeggio, il cui termine massimo – però – non è così lontano come si potrebbe pensare, anzi.

A questi si aggiunge anche Langella, ancora in corsa, ma sul quale non c’è chiarezza riguardo a eventuali scadenze o limiti temporali simili a quelli posti dagli altri pretendenti, né risultano pubbliche, al momento, concrete proposte di progetto.

Turris, lo stato delle proposte: i tempi stringono

Il quadro, dunque, resta incerto e soprattutto legato a una variabile che pesa più di tutte: il tempo. Nel calcio moderno, programmare è tutto. Lo hanno ribadito più volte dirigenti e presidenti (Baraldi e Passeggio a Turris Live specialmente): una stagione non si costruisce in poche settimane, né tantomeno all’ultimo momento. Servono mesi per pianificare struttura societaria, area tecnica, mercato e organizzazione. Ogni giorno perso ora rischia di pesare il doppio domani.

In questo contesto, diventa inevitabile guardare verso le istituzioni. Il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, si trova oggi in una posizione chiave per il futuro del club corallino. La sensazione è che serva un’accelerazione, una presa di posizione chiara che possa dare un segnale concreto a chi è interessato a investire.

Non si tratta di schierarsi o forzare scelte, ma di evitare che l’incertezza diventi un deterrente. In un momento così delicato, anche potenziali nuovi acquirenti potrebbero essere scoraggiati da tempi troppo lunghi o da una mancanza di direzione definita.

La Turris rappresenta una piazza importante, con una storia e una tifoseria che meritano stabilità e prospettiva. Ma senza decisioni rapide, il rischio è quello di perdere altre occasioni e di trovarsi a rincorrere, quando ormai sarà troppo tardi per programmare con lucidità. Il tempo, ormai, è il vero avversario. E per batterlo serve agire.


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