Morto dopo un gelato, cos’è l’anafilassi e come prevenirla. L’esperto: “Contano i minuti”

Vincenzo Tipo, direttore Simeup


A seguito del decesso di un ragazzo di 16 anni, morto a Casoria dopo aver mangiato un gelato, la Simeup, Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica – insieme alla Siaip, Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, e alla Sip, Società Italiana di Pediatria – ha proposto una giornata nazionale dedicata all’anafilassi, una reazione allergica grave che avrebbe causato la morte del giovane.

Morto dopo un gelato: cos’è l’anafilassi e come prevenirla

La proposta arriva dopo il tragico evento di Casoria, dove un ragazzo di 16 anni è morto dopo aver mangiato un gelato. L’obiettivo è quello di aumentare la sensibilizzazione sul fenomeno, diffondere la cultura della prevenzione e promuovere programmi di formazione rivolti sia agli operatori sanitari sia alla popolazione generale. La conoscenza, la prevenzione e la rapidità di intervento possono fare la differenza tra la vita e la morte.

L’anafilassi rappresenta una delle emergenze pediatriche più temibili: può insorgere improvvisamente, evolvere in pochissimi minuti e diventare fatale se non riconosciuta e trattata tempestivamente. In questi casi il tempo è decisivo: ogni minuto perso può compromettere la possibilità di salvare una vita.

“La Simeup ritiene indispensabile promuovere una formazione capillare su tutto il territorio nazionale che coinvolga non solo i professionisti sanitari – pediatri, medici di pronto soccorso, medici di medicina generale, specialisti allergologi e personale infermieristico – ma anche tutte le figure che quotidianamente partecipano alla vita alimentare, scolastica e sociale dei bambini e degli adolescenti” – si legge nella nota diffusa.

“Non possiamo più limitarci a commentare tragedie annunciate. Oggi la prevenzione dell’anafilassi deve diventare una priorità sanitaria, culturale e sociale del Paese. Tutti devono sapere riconoscere i sintomi di una reazione allergica grave ed essere in grado di utilizzare rapidamente i farmaci di emergenza, a partire dall’adrenalina autoiniettabile – afferma il presidente della Simeup, Vincenzo Tipo.

Dobbiamo superare paure, ritardi e false convinzioni. In caso di anafilassi contano i minuti. L’adrenalina salva la vita e deve essere somministrata precocemente. È meglio una somministrazione di adrenalina rivelatasi poi non necessaria che perdere tempo prezioso davanti a un quadro clinico che può diventare irreversibile. La cultura dell’emergenza deve uscire dagli ospedali ed entrare nelle scuole, nelle mense, nei ristoranti, nei centri sportivi e nelle famiglie”.

“Cuochi, addetti alla preparazione e distribuzione dei pasti, personale delle mense scolastiche, insegnanti, educatori, istruttori sportivi, operatori turistici, caregiver e famiglie devono essere adeguatamente formati sia nella prevenzione del rischio allergico sia nel riconoscimento precoce dei sintomi e nell’utilizzo corretto dei farmaci salvavita. Molto spesso, infatti, alla base delle reazioni allergiche più gravi c’è una contaminazione accidentale degli alimenti, talvolta minima ma sufficiente a scatenare una risposta anafilattica devastante in soggetti altamente sensibili” – evidenzia il presidente della Sip, Rino Agostiniani.

“I recenti fatti di cronaca ci hanno spinto ad affrontare con più determinazione un progetto di formazione che stiamo portando avanti da tempo sia nelle scuole sia con associazioni di categoria nell’ambito della ristorazione, con le quali abbiamo anche sottoscritto protocolli di intesa. Siamo certi che insieme alla Simeup e alla Sip riusciremo a raggiungere l’obiettivo di diffondere la conoscenza su un tema fondamentale per chi si occupa di alimentazione” – conclude il presidente della Siaip, professor Gian Luigi Marseglia.


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