Torre Annunziata, l’occasione persa del Lido Azzurro: il Comune non otterrà la gestione della spiaggia
Mag 21, 2026 - Clara Flauto
La decisione del Consiglio di Stato segna una svolta decisiva per la riapertura del Lido Azzurro di Torre Annunziata: è stata accolta l’istanza cautelare presentata dalla società Villa Savoia S.r.l., attuale gestore dello stabilimento. Viene, così, sospesa la riacquisizione coattiva dello stabilimento da parte del Comune di Torre Annunziata.
Il Lido Azzurro di Torre Annunziata riaprirà per la stagione estiva
La notizia di un’imminente apertura ha rassicurato i centinaia di bagnanti che hanno frequentato lo stabilimento nel corso degli anni. I cittadini temevano, infatti, che la lentezza burocratica avrebbe lasciato il Lido in uno stato di stallo per tutta l’estate, privando la città di una spiaggia di circa 33.000 metri quadri.
“Almeno la stagione balneare è salva per questa estate”, si legge in un commento sui social, simbolo del sentimento generale provato dalla città. Una spiaggia aperta a tutti ma attrezzata, con i servizi assicurati, a prezzi modici, è un sogno troppo lontano: ci si accontenta, quindi, di potervi accedere, anche se con le stesse modalità degli anni precedenti.
Un’occasione persa per il Comune di Torre Annunziata
La gestione della spiaggia da parte del Comune rappresentava una prova di valore per l’amministrazione, che avrebbe potuto rimediare allo scempio degli altri arenili completamente abbandonati, come il lungomare di Rovigliano, soggetto a piani di riqualificazione mai finiti (o iniziati) e martoriato dagli scarichi abusivi di rifiuti.
La decisione del Consiglio di Stato è nata, invece, dall’inadeguatezza del piano di gestione presentato dal Comune. Secondo il Consiglio, infatti, il Comune non avrebbe garantito tutti i servizi necessari alla cittadinanza, ottenendo la riacquisizione di solo alcune aree dello stabilimento (docce, bagni, arenile e sala medica), e sicuramente non in tempo per la stagione estiva.
In una città in cui l’amministrazione è assente, quindi, la cittadinanza preferisce affidarsi ai privati, dimenticando il loro diritto ad un accesso libero al mare.
