Lavora in un albergo di lusso ma lo stipendio non basta: di notte dorme per strada sui cartoni
Giu 15, 2026 - Redazione Vesuviolive
Clochard. Immagine di repertorio
Una storia assurda e dolorosa, proveniente da Bolzano, che merita di essere raccontata poiché simbolo della condizione di una grandissimo numero di lavoratori in tutta Italia, da Nord a Sud passando per le isole. Un ragazzo che, nonostante abbia un contratto regolare di lavoro, non può permettersi altro che dormire per strada. Una testimonianza raccontata dal quotidiano Alto Adige che, per rispettarne la privacy, ha dato al lavoratore un nome di fantasia, Amin. Trentuno anni, un’invalidità alle braccia causata da una malattia rara, un permesso di soggiorno in regola e un contratto di quattro mesi con un hotel del centro.
Di giorno indossa la divisa, sorride agli ospiti e pulisce le camere di uno degli alberghi più lussuosi di Bolzano. La notte torna in strada, sistema i cartoni davanti all’Infopoint di via Renon e aspetta che arrivi il giorno dopo. Da venti giorni, ogni mattina si presenta allo sportello e ogni mattina riceve un numero: «Ci sono venti persone davanti a te». Poi tredici, poi dodici. Non si arrende. Rimane lì, quasi in segno di protesta silenziosa.
Dal Marocco a Bolzano, due giorni sotto un camion
La sua storia inizia in Marocco, dove la malattia rendeva quasi impossibile trovare un lavoro. Ha deciso di partire. Per due giorni ha viaggiato nascosto sotto un camion, poi la Spagna, la Francia, Milano e finalmente i documenti. Due mesi fa è arrivato a Bolzano, dove ha trovato quasi subito un contratto di lavoro. Un risultato straordinario, in teoria. «Sono partito dal Marocco perché sognavo una vita migliore qui», racconta in un italiano quasi perfetto imparato in pochi mesi, mentre al telefono sistema i cartoni bagnati dalla pioggia che diventeranno il suo letto.
Per una settimana aveva dormito al centro ex Lemayr, prima che chiudesse per la fine dell’Emergenza freddo. Ora è in lista d’attesa per accedere al Comini, l’unica struttura per senzatetto aperta tutto l’anno a Bolzano, ma tutti i 95 posti disponibili sono occupati, molti da persone in condizioni di vulnerabilità ancora più acute.
Una città ad alta qualità della vita, che non trova posto per chi ci lavora
Bolzano è da anni nelle primissime posizioni delle classifiche nazionali sulla qualità della vita. Eppure quella stessa città non riesce a garantire un affitto a chi ha un contratto a tempo determinato, e non ha abbastanza posti letto per chi serve come forza lavoro nei suoi alberghi, magazzini e centri commerciali. Un paradosso che suona quasi come una beffa, e che Davide Monti di Volontarius conosce bene.
«Larga parte delle persone ospitate al centro Comini sono considerate fragili», spiega Monti. «Lo stesso vale per le persone in lista di attesa: una fetta importante sono soggetti con invalidità, in età avanzata, affetti da patologie o in cura per gravi dipendenze. Con gli assistenti sociali stiamo organizzando colloqui per capire chi ha più urgenza, ma non è facile». E molti, come Amin, rimangono a Bolzano proprio perché qui hanno trovato lavoro: «Purtroppo con un contratto a tempo determinato è quasi impossibile trovare una stanza in affitto. Anche con un contratto indeterminato è difficile. Bisogna venire incontro a queste persone», aggiunge Monti.
