Al mare con la borsa frigo: perché nessun lido può vietare di entrare con il cibo da casa
Giu 17, 2026 - Veronica Ronza
Stabilimento balneare. Immagine di repertorio
Iniziata la stagione estiva giunge puntuale l’interrogativo dei bagnanti dei lidi privati, costretti a chiedere ai gestori degli stabilimenti se è possibile recarsi in spiaggia con la propria borsa frigo, portando dunque il pranzo direttamente da casa. Se ancora molti titolari continuano ad esporre cartelli avvalendosi del divieto di introdurre cibo e bevande, in realtà non c’è nessuna legge che consenta loro di farlo.
Borsa frigo nei lidi privati: perché non si può vietare
A nessun bagnante può essere negata la possibilità di consumare il pasto, pur non essendo stato acquistato al punto vendita del lido scelto. La spiaggia, infatti, è demanio dello Stato e resta un luogo pubblico anche negli stabilimenti privati. Il gestore del lido non è proprietario dell’arenile, semplicemente riceve una concessione per poter attrezzare la spiaggia con ombrelloni e lettini ottenendo un compenso per il noleggio.
Tutte le spiagge, dunque, comprese quelle dei lidi, appartengono allo Stato. A stabilirlo è l’articolo 822 del Codice Civile in cui si legge: “Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale“.
Per questo motivo il regolamento del singolo stabilimento (che appartiene ugualmente allo Stato) decade dinanzi alla legge che, al contrario, non vieta in nessun modo e in nessun caso l’introduzione di borse frigo in spiaggia. Non c’è una sola legge in Italia che autorizzi il gestore del lido a vietare ai bagnanti di portare cibo da casa.
Allo stesso modo, è vietato obbligare i bagnanti a mostrare il contenuto delle proprie borse all’entrata. La perquisizione è lecita soltanto se effettuata dalle forze di polizia e limitatamente ad alcune situazioni, non negli stabilimenti balneari. Potrebbero addirittura incorrere in provvedimenti penali i gestori di stabilimenti e i bagnini che impongono il controllo dei clienti, frugando nelle loro borse (art. 610 e art. 346 del Codice Penale).
L’unico divieto consentito è quello di non consumare cibo portato da casa presso i bar o i ristoranti degli stabilimenti, accomodandosi al tavolo senza ordinare nulla, in quanto in quel caso si tratta di aree di somministrazioni regolari, non afferenti alla proprietà statale.
Una possibile limitazione al consumo di cibo è possibile ma anche in questo caso non può essere imposta da un regolamento interno allo stabilimento, bensì da un’ordinanza sindacale. Alcuni enti locali per ragioni di decoro o di tutela del paesaggio possono limitare o vietare il consumo di cibo in alcuni tratti della spiaggia.
In sintesi, l’entrata in spiaggia con la borsa frigo – salvo provvedimenti del Comune che lo impediscono – è sempre consentita e non può essere negata in alcun caso dal concessionario. In caso di insistenze da parte del personale del lido è possibile segnalare l’accaduto alla guardia costiera o alla polizia municipale, addetti alla vigilanza sul demanio.
