Poliziotto morto a Torre del Greco, il guidatore del SUV dopo 8 mesi è ai domiciliari: “Mio fratello ucciso due volte”
Lug 16, 2026 - Giuseppe Mennella
Morte agente Scarpati
Il fratello dell’agente Aniello Scarpati affida ai social il suo sfogo per il ritorno a casa di Tommaso, il 28enne ritenuto responsabile della morte del poliziotto avvenuta la notte del 1° novembre scorso.
Morte di Aniello Scarpati, Tommaso S. è ai domiciliari
L’episodio sconvolse due comunità, quella di Torre del Greco dove Scarpati lavorava presso il commissariato di Polizia e quella di Ercolano di cui era originario sia lui che l’uomo ritenuto colpevole dell’incidente che è costato la vita ad Aniello ed il grave ferimento del collega Ciro Cozzolino.
Secondo le ricostruzioni, nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre 2025, l’auto di servizio in cui si trovavano Scarpati e Cozzolino fu sbalzata fuori stada dall’impatto con un SUV all’altezza di Viale Europa. All’arrivo dei soccorsi, il conducente del SUV era già irreperibile e si rese latitante per 12 ore prima di essere rintracciato.
Dalle analisi risultò essere positivo alla cocaina ed il livello di alcol nel sangue era superiore di 3 volte al limite consentito per la guida.
“L’ennesima vergogna italiana. Mio fratello ucciso due volte”
Elementi che portarono il Gip a convalidare l’arresto in carcere. In uno stralcio delle motivazioni si legge: “L’indagato ha mostrato una notevolissima potenzialità offensiva, ponendosi alla guida di un veicolo in stato evidentemente alterato, tale da modificare la sua percezione della realtà procedendo ad una velocità altissima, sicché il tragico evento che spezzava in modo ingiusto, tanto più in quanto evitabile la vita di un agente impegnato soltanto a svolgere il proprio lavoro, e metteva a repentaglio altre vite (non soltanto quella dell’agente ferito, ma anche quella dei passeggeri della vettura condotta dall’indagato, tra cui figuravano minorenni), costituiva una conseguenza verosimile e prevedibile, direttamente ricollegabile alla condotta incosciente e scellerata”.
Ad 8 mesi da quella notte, per il 28enne che era alla guida del SUV e che ha ammesso le proprie responsabilità è stata disposta la misura degli arresti domiciliari in attesa del processo.
Una decisione accolta con rabbia da Manuel Scarpati, fratello del poliziotto morto, che sui social ha commentato: “E’ l’ennesima vergogna italiana. I giudici hanno deciso che dopo 8 mesi un uomo del genere può tornare già a casa sua. Io ora voglio rivolgermi a ogni cittadino italiano, a ogni persona onesta che è stanca di vedere un paese in cui viene giustificato il crimine, i reati, il criminale e viene sempre condannata a morte la persona onesta. Perché ricordatevi che in questo modo mio fratello l’avete ucciso due volte e la condanna all’ergastolo a vita è toccata a noi, la sua famiglia”.
