Un viaggio nella tradizione del Biscotto di Castellammare: proiezione del documentario e degustazione per tutti

"Storia di un biscotto", il documentario dedicato al tipico dolce di Castellammare


 “Storia di un biscotto“: è questo il titolo del documentario dedicato all’iconico dolce di Castellammare. Attraverso la storia della famosissima pietanza stabiese, la proiezione diventa custode delle antiche tradizioni locali.

Proiezione gratuita del documentario con degustazione

Il documentario, realizzato da Radiz Films, sarà proiettato oggi, 21 luglio 2026, alle 19.30 presso il Circolo Ricreativo Dipendenti Difesa, nei pressi del porto antico di Stabia. Dopo la proiezione, nata dalla collaborazione tra il Comitato Identità Stabiane, il Comitato Borgo Antico di Stabia e la comunità Slow Food, sarà possibile per gli spettatori gustare gratuitamente il biscotto, in tutte le sue versioni.

La ricetta del biscotto custode dell’identità di Castellammare

«Il film nasce da una domanda» – spiega il regista Marco Armando Di Martino – «Cosa resta di un luogo quando il lavoro che lo ha definito scompare? A Castellammare non è nei monumenti né nelle lapidi: è in una ricetta tenuta viva da mani che la conoscono senza averla mai scritta»

La ricetta della prima versione del biscotto, infatti, tramandata di generazione in generazione, ha origini molto antiche e rappresenta oggi un importante tassello nella custodia dell’identità stabiese.

Un simbolo di forza di adattamento e leggende popolari

L’origine del biscotto è legata a quella della galletta, nata sulle navi in partenza da Castellammare. I marinai avevano bisogno di un alimento resistente nel tempo, e si affidarono perciò al tipico biscotto. La svolta nella sua produzione avvenne nel 1848, quando i fratelli Giovanni e Francesco Riccardi, perfezionarono la ricetta, riuscendo a combinare la funzionalità della galletta marinara con le caratteristiche tipiche dei biscotti da forno.

La ricetta originale rimase a lungo custodita dalla famiglia Riccardi, circondata da un alone di mistero e alimentata anche da racconti tramandati dalla tradizione popolare. Secondo una leggenda locale, nel 1941, Donna Concetta Riccardi, figlia di Francesco, avrebbe rifiutato di cedere il segreto della preparazione a commercianti provenienti dal Nord Italia e, proprio a causa di questa scelta di fedeltà alla tradizione familiare, si sarebbe tolta la vita avvelenandosi.

Sebbene sia una leggenda, la storia di Donna Concetta rappresenta l’importanza che l’antica ricetta ha, ancora oggi, per gli stabiesi.


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