A Gaza 73 bambini sepolti in un funerale di massa: è il secondo in un mese
Set 11, 2026 - Francesco Pipitone
Funerale di massa di 73 bambini a Gaza
Nel sud-est di Gaza City, i corpi di 73 bambini sono stati estratti dalle macerie di un edificio residenziale distrutto più di due anni fa da un raid aereo israeliano, e sepolti insieme ad altri palestinesi in un’unica fossa comune. In totale, sabato 5 settembre sono state restituite alla terra le salme di 106 persone. È il secondo funerale di massa di queste dimensioni celebrato a Gaza nell’arco di un solo mese: il precedente risale al 4 agosto, quando erano stati sepolti altri 112 palestinesi recuperati dalle macerie, tra cui 40 bambini.
I corpicini, secondo quanto riferito da Save the Children e Unicef, sono rimasti intrappolati per oltre due anni sotto le macerie del palazzo, prima che le squadre di soccorso riuscissero a farsi strada tra il cemento armato ed estrarli. Le immagini diffuse dalle agenzie internazionali mostrano bambini sopravvissuti che depongono fiori e accendono candele davanti ai corpi di altri bambini, in una scena che si è ormai ripetuta più volte nel corso del conflitto.
L’allarme di Save the Children: “Non può diventare normalità”
A denunciare la vicenda è stato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale: “Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa. Tutto questo non può diventare normale, come purtroppo è accaduto con tante altre tragedie a Gaza”.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, dall’ottobre 2023 sono oltre 21mila i bambini uccisi nella Striscia. Un bilancio che, denuncia Save the Children, non si è fermato nemmeno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco nell’ottobre 2025: da allora sono stati uccisi più di 300 minori. “Le forze israeliane devono smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini”, ha dichiarato Alhendawi. “Le promesse contenute in quel piano, formulate quasi un anno fa, devono essere mantenute: Gaza ha bisogno di un cessate il fuoco permanente, di ricostruzione e di un percorso di ripresa”.
L’appello per l’accesso alle squadre di soccorso
Save the Children ha rivolto un appello diretto alle autorità israeliane affinché consentano l’accesso alle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e recupero, permettendo l’ingresso di mezzi pesanti, attrezzature specialistiche e risorse forensi necessarie per estrarre le persone ancora sepolte sotto le macerie. “Le famiglie hanno il diritto di recuperare, identificare e piangere i propri figli”, ha proseguito Alhendawi, sottolineando come, in base al diritto internazionale, la comunità internazionale debba garantire che i responsabili dei danni inflitti ai bambini palestinesi rispondano delle proprie azioni.
Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, sotto le rovine della Striscia si troverebbero tuttora migliaia di corpi non ancora recuperati. Le restrizioni israeliane ai valichi, denunciano le organizzazioni umanitarie, continuano nel frattempo a rallentare sia le operazioni di recupero delle salme sia l’ingresso di cibo e aiuti nella Striscia.
