Fiume Sarno, continua la lotta all’inquinamento: sequestro d’urgenza contro un’azienda conserviera

Il canale Fosso Imperatore a San Valentino Torio, uno dei principali a confluire nel Sarno. Foto: Daniela Calderi


Nell’ambito delle attività di contrasto all’inquinamento del bacino del fiume Sarno è scattato un provvedimento di sequestro nei confronti di un’azienda conserviera di Sant’Antonio Abate. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha coinvolto i carabinieri del Gruppo Forestale di Napoli e i tecnici dell’Arpac.

Gli accertamenti hanno portato alla contestazione di diverse violazioni in materia ambientale.

Scarichi oltre le soglie delle normative

Nel corso dell’ispezione, eseguita all’interno di uno stabilimento specializzato nella trasformazione e conservazione di pomodori, conserve e altri prodotti ortofrutticoli, sono emerse diverse criticità, motivo di grave inquinamento per il fiume Sarno.

In particolare, è stato rilevato che il sistema di scarico delle acque reflue non rispettava i requisiti necessari per poter considerare gli scarichi assimilabili a quelli domestici. I quantitativi di reflui prodotti e scaricati sarebbero infatti risultati sensibilmente superiori alle soglie stabilite dalla normativa regionale.

Ulteriori irregolarità hanno riguardato le emissioni in atmosfera. All’interno dello stabilimento era presente una caldaia utilizzata per le attività produttive, sprovvista, come emerso dai controlli, di prescritte autorizzazioni.

Rifiuti pericolosi smaltiti in maniera illecita

Gli investigatori hanno inoltre riscontrato anomalie nella gestione dei rifiuti prodotti dall’attività industriale. In alcune aree dello stabilimento erano presenti rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi gestiti in violazione delle disposizioni relative al deposito temporaneo. Tra i materiali individuati figuravano fanghi provenienti dall’impianto di depurazione, rimasti depositati oltre i termini consentiti, imballaggi contaminati, tubi fluorescenti e cavi elettrici.

Il provvedimento di sequestro

Alla luce delle violazioni riscontrate e della presunta assenza dei necessari titoli autorizzativi in materia ambientale, è stato disposto un sequestro preventivo d’urgenza, limitato, però, alle strutture e alle aree direttamente interessate dalle irregolarità.

L’intervento si inserisce nel più ampio quadro delle attività investigative avviate per individuare e contrastare le fonti di possibili contaminazioni del fiume Sarno e dei suoi affluenti, con particolare attenzione alle attività produttive presenti nell’area.

Il futuro del fiume Sarno

La lotta all’inquinamento nel fiume Sarno è caratterizzata da molti momenti di criticità, con scarichi incontrollati in numerose zone interessate dal corso del fiume.

La continuità dei sequestri e la recente interrogazione parlamentare fanno ben sperare in una stretta più rigida e consistente per la salvaguardia del Sarno, parte fondamentale nello sviluppo del territorio campano. Soltanto il tempo, però, potrà dire se gli interventi attuali sono soltanto una goccia nell’immenso oceano dell’inquinamento sistematico del corso d’acqua, noto alle autorità ormai da anni.

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