Omicidio Esposito, per il giudice Rahmouni: “Ha agito con crudeltà e premeditazione”

Agli arresti l'assassino reo confesso del giornalista Luca Esposito


Il giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino ha disposto la misura cautelare in carcere per Ridha Rahmouni, il cittadino tunisino di 26 anni accusato di aver ucciso e poi dato alle fiamme il giornalista sportivo salernitano Luigi “Luca” Esposito a Eboli. La decisione è arrivata al termine dell’udienza di convalida celebrata questa mattina nel carcere di Salerno, dove il giovane era stato condotto dopo il fermo eseguito dai carabinieri nella notte tra venerdì e sabato.

Confermando l’impianto accusatorio della Procura, il gip ha contestato a Rahmouni il reato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre alla soppressione di cadavere. Una qualificazione giuridica più severa rispetto a quella inizialmente ipotizzata nel decreto di fermo, che aveva parlato genericamente di omicidio aggravato, e che riflette la gravità delle modalità con cui la vittima sarebbe stata uccisa e il corpo successivamente occultato con il fuoco.

Le parole del difensore dopo l’udienza

Al termine dell’interrogatorio, l’avvocato Giovanni Mauri, difensore d’ufficio di Rahmouni, ha spiegato che il suo assistito ha risposto alle domande del giudice, chiarendo ulteriori aspetti della dinamica dei fatti. Il legale ha comunque sottolineato come la vicenda presenti ancora elementi da approfondire, legati anche alla vita privata delle persone coinvolte, precisando che questo tipo di approfondimento non risponde a finalità di curiosità morbosa ma è necessario per ricostruire un episodio così complesso.

Durante l’udienza, secondo quanto trapelato, Rahmouni non avrebbe contestato la ricostruzione dei fatti proposta dagli investigatori, confermando sostanzialmente quanto già dichiarato nell’interrogatorio successivo al fermo, compresa la spiegazione legata al presunto movente delle richieste di rapporti sessuali a pagamento avanzate da Esposito nei suoi confronti e verso altri giovani nordafricani della zona.

Cosa succede ora: le indagini proseguono

Nonostante la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare, gli inquirenti proseguono nelle verifiche per fare piena luce sulla vicenda. Al momento gli investigatori sono impegnati a rintracciare gli altri giovani della zona che, secondo quanto riferito dallo stesso Rahmouni, avrebbero avuto analoghe frequentazioni con il giornalista. Resta inoltre da chiarire nel dettaglio il movente, che gli inquirenti mantengono ancora riservato, limitandosi a parlare genericamente di ragioni private e personali.

Va ricordato che la decisione del gip sulla misura cautelare non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità penale, che potrà arrivare soltanto al termine del processo. Le indagini della Procura di Salerno, coordinate dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico, proseguiranno ora per acquisire ulteriori riscontri agli elementi già raccolti, tra cui l’impronta trovata sul portabagagli dell’auto della vittima e gli oggetti personali di Esposito rinvenuti nel casolare in cui si nascondeva l’indagato.

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