TARI a Torre del Greco, aumenti tra il 10 ed il 14 per cento: costi elevati, poca differenziata e troppi evasori
Lug 31, 2026 - Giuseppe Mennella
Il consiglio comunale di Torre del Greco ha approvato l’aumento delle tariffe TARI per il 2026, necessarie a coprire integralmente il Piano Economico Finanziario (Pef) da 19,5 milioni di euro.
Torre del Greco, aumenta la TARI
Il costo complessivo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti aumenta di 2.171.634 euro rispetto alle previsioni del 2025, passando da circa 17,3 a 19,5 milioni di euro. L’incremento si rifletterà sulle bollette: circa il 10% in più per le utenze domestiche e circa il 14% per quelle non domestiche.
Secondo quanto spiegato dall’amministrazione, il rincaro è legato principalmente all’entrata in vigore del nuovo appalto, che prevede un’estensione delle aree di spazzamento e raccolta, all’aumento dei costi del personale dovuto al rinnovo del contratto collettivo nazionale e a una raccolta differenziata ancora al di sotto degli obiettivi fissati.
Il saldo della Tari 2026, al netto dell’acconto del 75% già emesso, dovrà essere versato in due rate con scadenza 30 ottobre e 31 dicembre.
Per una famiglia composta da quattro persone residente in un appartamento di 100 metri quadrati, è l’esempio che porta l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella, il tributo passerà da 416 euro nel 2025 a 456 euro nel 2026.
Fiore: “Nessuna stangata del 30%, la Tari finanzia solo il servizio”
L’assessore al Bilancio Anna Fiore ha respinto le polemiche nate nei mesi scorsi: “Si parlava di aumenti del 30% e qualcuno ha sostenuto che sarebbero serviti a finanziare eventi cittadini. Non è così: il gettito della Tari può essere utilizzato esclusivamente per coprire il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e non può essere destinato ad altre finalità.”
L’assessore ha ricordato che il 2026 rappresenta il primo anno di piena applicazione del nuovo contratto. “Il costo complessivo del servizio è di 19 milioni e mezzo di euro, circa due milioni in più rispetto alle previsioni dello scorso anno. L’aumento è legato al nuovo appalto, che prevede una superficie di spazzamento più ampia, e ai maggiori costi del personale: soltanto gli adeguamenti contrattuali incidono per circa 500 mila euro.”
Fiore ha inoltre evidenziato il peso della raccolta differenziata. “Se avessimo raggiunto il 65% di raccolta differenziata avremmo sostenuto costi inferiori. Quella soglia consente infatti di evitare ulteriori penalizzazioni. Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, non siamo ancora riusciti a raggiungerla.”
Infine, il confronto con altri comuni dell’area metropolitana. “Le famiglie di Torre del Greco continuano comunque a pagare meno, in termini assoluti, rispetto ad altri comuni di dimensioni simili della provincia di Napoli.”
Anche l’assessore e vicesindaco Michele Polese è intervenuto in consiglio sulla proposta poi passata a maggioranza: “Non avremmo voluto mettere le mani nelle tasche dei torresi e di questo ci dispiace. Ci sono delle cause su cui stiamo lavorando e dobbiamo lavorare ancora di più. Per abbassare i costi serve la collaborazione di tutti, anche dell’opposizione: serve andare anche casa per casa a spiegare le regole da rispettare per pagare meno”.
Un invito piccatamente respinto dal consigliere Luigi Caldarola: “Apprezziamo il mea culpa dell’amministrazione ma non va bene chiedere la collaborazione di tutte le forze politiche quando c’è da riparare agli aumenti mentre continuamente si tirano in ballo le situazioni ereditate dal passato. Ormai sono passati 3 anni dall’insediamento, la storia di ‘aver ereditato’ non funziona più, bisogna portare in aula le soluzioni”.
Le critiche dell’opposizione
L’opposizione ha contestato sia l’entità degli aumenti sia la gestione del servizio. Il consigliere Langella ha richiamato i limiti previsti da ARERA sugli incrementi tariffari, sostenendo che il Comune avrebbe potuto distribuire l’aumento su più annualità, attenuando così l’impatto economico per cittadini e imprese.
La consigliera Pomposo ha invece posto l’accento sul rapporto tra costi e qualità del servizio. “Non facciamo demagogia, ma se il cittadino paga di più ha diritto anche a servizi migliori e a maggiore trasparenza. A Torre del Greco esistono ancora criticità importanti che attendono risposte.”
Sulla stessa linea il consigliere Vito, che ha chiesto interventi concreti per ridurre i costi futuri. “Cosa sta facendo il Comune per arginare questi aumenti? L’amministrazione si impegni a individuare gli evasori, a sanzionare eventuali inefficienze della ditta che gestisce il servizio e a migliorare la percentuale di raccolta differenziata.”
Caldarola: “Non è vero che il servizio è migliorato, l’amministrazione racconta favole”
Particolarmente duro l’intervento del consigliere Caldarola, che ha contestato le motivazioni fornite dalla maggioranza. “Non è vero che ci sono più mezzi e non è vero che vengono spazzate più zone della città. Non stiamo ricevendo un servizio migliore: questa è una narrazione che non corrisponde alla realtà. Abbiamo presentato un’interrogazione per ottenere chiarimenti, ma non abbiamo ancora ricevuto risposte. Inoltre, il prossimo anno rischiamo persino di dover pagare una penale ad ARERA.”
Il consigliere ha poi sollevato dubbi anche sulla riscossione del tributo. “Il servizio di riscossione è stato esternalizzato. Perché vengono recuperati solo sette milioni di euro su dieci? Se ci sono responsabilità della società Publiservizi, allora bisogna applicare le sanzioni previste.”
Infine, l’allarme sulle conseguenze economiche per il tessuto produttivo cittadino. “Le attività commerciali pagheranno circa il 14% in più. In un momento già difficile, il rischio è che molti imprenditori siano costretti a chiudere. I turisti finiranno per trovare soltanto serrande abbassate. Ad ottobre, con l’arrivo delle bollette, ci sarà un vero e proprio salasso.”
