Meno turisti nel Vesuviano per l’estate 2026: ora si punta alla stagione autunnale
Set 14, 2026 - Clara Flauto
Il Consorzio Costa del Vesuvio, che riunisce operatori del settore turistico e dei servizi dedicati alla promozione e alla valorizzazione del territorio, ha tracciato un quadro complessivo dell’affluenza turistica estiva dei mesi estivi, registrando un calo di presenze nel vesuviano.
Una situazione che non riguarda solo il vesuviano
Secondo il Consorzio, il calo di presenze nel vesuviano registrato nei mesi estivi non sarebbe un fenomeno circoscritto alla Costa del Vesuvio, ma si inserirebbe in una più ampia tendenza che ha interessato il settore turistico. Tra le cause individuate dagli operatori, infatti, figurano anche le ripercussioni dei conflitti internazionali, che continuano a influenzare le scelte dei viaggiatori e i loro spostamenti.
C’è ancora speranza per l’autunno
Nonostante la flessione registrata durante l’estate, gli operatori del settore guardano con fiducia ai prossimi mesi, facendo leva su una caratteristica distintiva del territorio vesuviano: una stagione turistica che non si esaurisce con la fine dell’estate. «Non dobbiamo dimenticare che nel nostro territorio la stagione prosegue a settembre e ottobre» – ha sottolineato Luca Coppola, presidente del Consorzio Costa del Vesuvio.
A sostenere il prolungamento dei flussi turistici, infatti, saranno soprattutto gli appuntamenti culturali e le iniziative legate alle produzioni e alle tradizioni locali, come le Giornate europee del patrimonio e le visite alle aziende vitivinicole durante la vendemmia.
Un turismo che vada oltre le attrazioni principali
Per contrastare il calo di presenze nel vesuviano, il Consorzio sottolinea anche l’importanza di guardare a tutti i territori circostanti alle maggiori attrazioni, anche attraverso la DMO Miglio d’Oro-Costa del Vesuvio. La nuova Destination Management Organization, che coinvolge i comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, punta, infatti, alla valorizzazione di attrazioni turistiche meno conosciute, come le ville ottocentesche e la tradizione del corallo.
Necessario un rafforzamento dei mezzi di trasporto
Un altro elemento fondamentale nella sviluppo turistico del vesuviano è il rafforzamento dei mezzi di trasporto, necessario per un migliore collegamento fra i vari luoghi di interesse storico della città vesuviane. Senza un collegamento adeguato, si rischia un isolamento delle mete meno conosciute. Il Consorzio ripone, però, fiducia nei nuovi interventi promossi dall’EAV.
«Il nuovo amministratore delegato di Eav – ha sottolineato Coppola – ha annunciato un nuovo corso per la Vesuviana e, in particolare, per la linea che collega Napoli e Sorrento, oltre allo snodo strategico Ercolano Scavi che è fondamentale per incrementare i flussi»
Una valorizzazione a 360°
«Accanto ai tradizionali attrattori come il Vesuvio, il Parco archeologico e le Ville Vesuviane anche i siti dell’area interna – ha continuato il presidente del Consorzio – potranno beneficiare di un maggiore afflusso: penso al Museo archeologico di Terzigno, al sito naturalistico-archeologico della Longola a Poggiomarino e ai percorsi legati alle eccellenze enogastronomiche come il vino e il pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop»
Una gestione sinergica delle ricchezze del territorio vesuviano rappresenta uno strumento prezioso per mettere in risalto tutto quel patrimonio campano che molto spesso viene dimenticato, fornendo anche opportunità di arricchimento e rinascita.
