Ponticelli riparte dalla cultura: Christian Leperino incontra Progetto Ponti, nasce una rete per il quartiere

Christian Leperino


Cambiare il racconto di Ponticelli significa prima di tutto tornare a viverla, riempirla di cultura, incontri, arte e occasioni di aggregazione: è questa la strada che sta provando a percorrere Progetto Ponti, l’iniziativa nata da un’idea di Silvana Perno, fondatrice di Napoli Reale, insieme al gruppo We Are Ponti.

A Ponticelli nasce Progetto Ponti: l’iniziativa

Un progetto partito dal basso con un obiettivo ambizioso: costruire una rete di persone e realtà del territorio capace di restituire centralità a una parte di Napoli troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso le sue difficoltà. Il progetto era nato proprio dall’appello di Perno a giovani, professionisti e cittadini affinché mettessero competenze e tempo a disposizione del quartiere.

Un nuovo passo è arrivato con la visita di Christian Leperino, artista napoletano cresciuto proprio a Ponticelli. Pittore e scultore, docente all’Accademia di Belle Arti, Leperino ha costruito parte della propria ricerca artistica intorno alla città, alle periferie, alla memoria e alla trasformazione dei luoghi. La sua scultura monumentale Il sogno dell’eroe è entrata nel 2021 nella collezione permanente del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Un ritorno, quindi, che assume anche un valore simbolico: chi è partito da Ponticelli e ha portato la propria arte fuori dai confini del quartiere può oggi contribuire a immaginare nuovi percorsi proprio nel luogo nel quale è cresciuto.

«L’ho invitato perché è una persona profondamente legata a questo territorio – racconta Silvana Perno – e dal confronto sono emersi tanti spunti sui quali lavorare per le prossime iniziative».

Tra le proposte lanciate da Leperino c’è quella di realizzare una vera e propria mappa dei “punti di resistenza culturale” di Ponticelli: associazioni, gruppi, spazi e persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, producono cultura e socialità.

Non una semplice fotografia dell’esistente, ma il tentativo di mettere in comunicazione esperienze che troppo spesso procedono separatamente. Fare rete, dunque, diventa la parola d’ordine. Ed è probabilmente proprio questo il valore più interessante dell’esperimento di Progetto Ponti: non aspettare che la rinascita del quartiere arrivi esclusivamente dall’alto, ma provare a costruire sul territorio una comunità capace di riconoscersi, incontrarsi e progettare.

«Inviteremo anche persone e associazioni provenienti da altri quartieri – spiega ancora Perno – perché vogliamo confrontarci con chi ha già realizzato esperienze importanti. Il nostro obiettivo è fare cose belle a Ponticelli».

E soprattutto offrire alternative ai più giovani. L’idea è semplice quanto significativa: fare in modo che un ragazzo possa scegliere, anche il sabato sera, di restare a Ponticelli perché nel proprio quartiere c’è qualcosa da fare. Un evento, uno spettacolo, un incontro, un luogo nel quale ritrovarsi.

Il primo appuntamento sul quale il gruppo sta lavorando sarà proprio un cinema all’aperto, primo tassello di un programma che punta ad allargarsi progressivamente. Ponticelli possiede energie, persone, storie e talenti che per troppo tempo non sono riusciti a trasformarsi in un racconto collettivo. Lo stesso percorso di Leperino, che ha più volte ricordato quanto la periferia orientale di Napoli abbia inciso sulla sua formazione artistica, dimostra quanto da questi luoghi possano nascere esperienze culturali capaci di arrivare molto lontano.

Per questo iniziative come Progetto Ponti meritano attenzione e sostegno. La periferia non ha bisogno soltanto di essere “recuperata”: ha bisogno di essere riconosciuta per ciò che già possiede. E forse la sfida più importante è proprio questa: fare in modo che Ponticelli non debba più essere raccontata soltanto attraverso ciò che le manca, ma finalmente attraverso ciò che può diventare.


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