Svelato il bozzetto del Carro dell’Immacolata 2026: arte e spiritualità nel segno di San Francesco


​Come da solenne tradizione, il 19 settembre, giorno dedicato al patrono San Gennaro, la Basilica Pontificia di Santa Croce ha svelato alla città di Torre del Greco il bozzetto del carro trionfale per la festività dell’Immacolata Concezione 2026. Il titolo scelto per l’opera di quest’anno è “Maria Vergine fatta Chiesa”, un tema di profonda devozione mariana e francescana.

Dall’arte torrese alla tradizione, il bozzetto prende forma

​Il bozzetto nasce dall’ingegno del Maestro Francesco Scognamiglio, che, grazie alla consolidata esperienza maturata nell’ambito dell’arte torrese, ha curato la progettazione grafica e concettuale dell’opera.
Il progetto sarà affidato alle sapienti mani del Maestro Riccardo Lamberti, storico realizzatore del carro trionfale.

​Una grande novità di questa edizione riguarda l’accessibilità: nelle prossime settimane verrà inaugurato il nuovo sito web istituzionale della Basilica. La piattaforma ospiterà una sezione navigabile in 3D con il bozzetto digitale del carro, schede di approfondimento sui simboli e un archivio storico, rendendo questo patrimonio culturale fruibile a fedeli e studiosi.

​Tra fede e spiritualità: il significato di “Vergine fatta Chiesa”

La scelta del tema si inserisce all’interno delle celebrazioni per l’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Il titolo riprende un’antica espressione delle Fonti Francescane: “Vergine fatta Chiesa“. L’espressione sottolinea l’assoluta disponibilità di Maria nel lasciarsi forgiare dalla volontà divina, diventando dimora per Dio e modello per l’intera comunità dei fedeli.


Rococò, colori e simboli: l’estetica del carro

Dal punto di vista estetico, il bozzetto del carro unisce l’eleganza dello stile rococò settecentesco alla profonda simbologia della tradizione francescana e mariana. La palette cromatica richiama i colori classici dell’iconografia dell’Immacolata: il bianco, simbolo di purezza, l’azzurro, richiamo al cielo, e l’oro, espressione della gloria. L’apparato decorativo si sviluppa tra volute e cartocci, arricchiti da dodici stelle per lato, evidente richiamo alla “donna vestita di sole” dell’Apocalisse.

Nella parte inferiore, invece, si snodano eleganti ghirlande con nastri e fiocchi, impreziosite da dodici fiori per lato, in un intreccio di riferimenti che evoca il “Tota pulchra es” e la bellezza del creato celebrata nel “Cantico delle Creature“.


San Francesco ai piedi della Vergine: la simbologia del fronte

Particolarmente ricco di significati è il fronte del carro, dove alcuni putti sorreggono un cartiglio recante i versi del “Cantico di frate Sole”. Al centro spicca il monogramma mariano, collocato al di sotto dello stemma francescano, mentre a completare la composizione è una scultura a tutto tondo raffigurante San Francesco inginocchiato, in atteggiamento di preghiera e contemplazione, intento a invocare la Vergine riconosciuta come “palazzo, tabernacolo e casa di Dio“. Un insieme di elementi decorativi e simbolici che trasforma il carro in una vera e propria narrazione visiva della devozione mariana e spiritualità francescana.

​Il racconto si chiude nella spiritualità della Porziuncola

​A chiudere l’imponente racconto visivo sul retro del carro è la ricostruzione architettonica della Porziuncola, la celebre chiesetta di Santa Maria degli Angeli ad Assisi restaurata e amata da San Francesco. Decorata fedelmente sia all’interno che all’esterno per ricreare la suggestiva atmosfera del luogo di preghiera, la chiesetta simboleggia il luogo originario in cui il Santo comprese la propria vocazione e si affidò interamente a Maria, tracciando il cammino che conduce a Cristo. 

L’Immacolata e il legame profondo con la comunità torrese

Il carro dell’Immacolata si inserisce così in una tradizione profondamente radicata nel cuore della comunità torrese, dove la devozione mariana rappresenta da generazioni un patrimonio di fede, cultura e appartenenza. Attorno alla Vergine si rinnova ogni anno un legame che attraversa il tempo e attraverso la cura del bozzetto e dei suoi numerosi richiami iconografici, questa tradizione continua a raccontare l’identità di Torre del Greco e il sentimento sincero dei suoi cittadini verso l’Immacolata, in un dialogo costante tra fede, arte e storia.


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