Castellammare, allarme nuove frane: sgomberati abitazioni, B&B e ristorante

Allarme nuove frane a Castellammare


Gli eventi meteorologici avversi che si sono abbattuti su Castellammare lo scorso venerdì hanno provocato una serie di dissestamenti  e frane dal monte Faito. Particolarmente colpita la zona di Pozzano, inondata da detriti, fango e resti di alberi. A causa dei danni ancora ingenti, sono stati sgomberati oggi alcune abitazioni, un b&b e un ristorante.

Sgomberate sei strutture per le frane a Castellammare

Dopo i sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco il commissario di governo Dario Caputo ha disposto lo sgombero di sei strutture.

È stata, infatti, disposta l’interdizione del ristorante Capri Blu’ Ammare, in via Acton, che ha riportato danni nell’area esterna a seguito della frana staccatasi dal monte Faito. La strada resta al momento chiusa e ancora ricoperta di fango. Il provvedimento del commissario riguarda anche un B&B e quattro abitazioni nella zona di Pozzano. Sono state invece ripristinate le condizioni di sicurezza per le abitazioni della Madonna della Libera.

Il prefetto di Napoli, Nicola di Bari: “Evitare che si verifichi di nuovo”

Durante il vertice d’urgenza con il  Centro Coordinamento Soccorsi il prefetto di Napoli Nicola di Bari ha ribadito l’importanza di rafforzare il lavoro di prevenzione, piuttosto che quello di gestione dell’emergenza già avvenuta.

«Oltre a ciò che abbiamo verificato nell’immediatezza, dobbiamo porci un obiettivo ulteriore: evitare che fatti similari possano verificarsi nuovamente», ha dichiarato il prefetto. «Quando si ha a che fare con territori così complessi […] emerge con chiarezza la necessità di prestare sempre maggiore attenzione alla prevenzione»

Quasi venti anni di ritardo per la messa in sicurezza del Faito

Il gruppo politico Base Popolare Democratici e Progressisti ha sottolineato i 14 anni di ritardo nella manutenzione e messa in sicurezza del Faito. «Scene che si ripetono negli anni e che […] ci hanno ricordato l’esistenza di un pericolo costante per la sicurezza degli abitanti del Centro Antico», si legge nel comunicato.

La denuncia di Base Popolare riguarda soprattutto i fondi stanziati e mai spesi per la prevenzione delle frane. La delibera CIPE del 2012 e l’Accordo di Programma del 2010 avevano stanziato 10 milioni di euro per la sistemazione degli alvei torrentizi e la realizzazione delle opere idrauliche lungo la Panoramica. A distanza di 14 anni, però, i cantieri non sono ancora partiti.

Già nel 2022 si stimava, infatti, che i 10 milioni disponibili sarebbero stati sufficienti soltanto per una parte degli interventi. Per completare la messa in sicurezza dei versanti sarebbero stati necessari ulteriori 13 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero altri 10 milioni per intervenire sulle aree portuali e sulle vie di accesso al Faito.

Le conseguenze dei fondi scomparsi si stanno manifestando adesso e raccontano la realtà di un territorio in cui i progetti vengono approvati e finanziati, ma mai realizzati. Ad essere in gioco è, però la vita dei cittadini. Le frane dei giorni scorsi a Castellammare non hanno provocato vittime, ma il pericolo è ancora alto, in un territorio ormai già in condizioni estremamente precarie.


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