ECCELLENZA NAPOLETANA: 14 oncologi del Pascale tra i più influenti al mondo

Oncologi del Pascale di Napoli


Napoli raggiunge un altro grande traguardo nell’ambito della lotta ai tumori: sono ben 14 gli oncologi dell’Istituto Pascale che sono entrati a far parte della nuova classifica Stanford-Elsevier relativa agli scienziati più citati al mondo.

Gli oncologi del Pascale di Napoli tra i più citati al mondo

Il polo oncologico partenopeo si è reso protagonista di due settimane di valutazioni e confronto, prima con il Ministero della Salute, poi con l’OECI, l’organizzazione europea che riunisce i grandi istituti oncologici del continente. Il Pascale ha messo sul tavolo ricerca, assistenza, studi clinici, brevetti e organizzazione, mostrando il percorso compiuto negli ultimi anni e una realtà nella quale ricerca e cura sono sempre più integrate.

La visita di verifica quinquennale dell’OECI arriva, inoltre, in una giornata particolarmente favorevole per la comunità scientifica del Pascale. Proprio ieri, infatti, è stata pubblicata la nuova classifica Stanford-Elsevier degli scienziati più citati al mondo con 14 oncologi dell’Istituto presenti nella graduatoria.

Un riconoscimento individuale che si aggiunge alla fotografia complessiva di una ricerca che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita significativa. Dietro il percorso europeo ci sono numeri concreti, nel giro di cinque anni i progetti di ricerca ottenuti attraverso bandi competitivi sono raddoppiati: 90 nel 2025 contro i 45 del 2021. E sono cresciuti anche i finanziamenti europei: nove progetti sostenuti dalla Commissione Ue, contro i cinque di quattro anni prima, per quasi 45 milioni di euro complessivi raccolti nell’arco del quinquennio.

Ma è soprattutto la qualità della produzione scientifica a segnare il cambio di passo. Aumentano le pubblicazioni e il loro impatto, ma cresce anche il numero dei lavori nei quali i ricercatori del Pascale occupano le posizioni più rilevanti, da primo, ultimo o corresponding author.

Risultati incoraggianti anche sul versante dei pazienti. Nel 2025 al Pascale erano attivi quasi 400 studi clinici: una parte della ricerca finisce così direttamente nei reparti, offrendo ai malati la possibilità di accedere a terapie e strategie ancora non disponibili nella pratica clinica ordinaria.

Anche qui arriva una conferma esterna. Nell’ultimo rapporto Aifa, relativo al 2024, il Pascale risulta primo tra gli istituti italiani non universitari e monotematici per numero di studi accademici promossi: ricerche ideate e sviluppate direttamente all’interno dell’Istituto, spesso nate nei laboratori. La stessa traiettoria si vede nei brevetti: le famiglie brevettuali sono passate dalle cinque del 2021 alle 13 attuali.

“Sono numeri importanti – dice il direttore scientifico Alfredo Budillon – frutto dell’enorme lavoro fatto in Istituto nel riorganizzare le linee di ricerca, i servizi a disposizione dei ricercatori, ma soprattutto del grande valore dei nostri ricercatori. Il punto, adesso, è non perdere per strada proprio quelli più giovani. Soprattutto ai più giovani e brillanti, ancora in posizioni precarie, dobbiamo riuscire a garantire opportunità di crescita e percorsi più stabili di carriera”.

Durante la visita, l’OECI ha indicato tre elementi come particolarmente significativi: il primo riguarda gli infermieri, per la dedizione ai pazienti ma anche per la disponibilità a partecipare alla ricerca e alla formazione; il secondo è l’integrazione tra ricerca e assistenza, considerata uno dei tratti distintivi del Pascale; il terzo è la posizione dell’Istituto nella rete oncologica campana, costruita negli anni e oggi osservata con interesse anche in ambito europeo.

Al momento, sul tavolo c’è già una nuova partita: il bando della Regione Campania che mette a disposizione 40 milioni di euro per la ricerca oncologica. Risorse che il Pascale considera decisive per dare continuità alle iniziative nate con il PNRR e trasformare i risultati degli ultimi anni in una struttura di ricerca ancora più stabile.

“Il confronto con l’OECI – sottolinea il direttore generale dell’Irccs, Maurizio di Mauro –  rappresenta per il Pascale molto più di una verifica: è un momento di valutazione del percorso compiuto e, allo stesso tempo, un’occasione per misurarsi con gli standard dei più importanti centri oncologici europei. I risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano che l’Istituto ha costruito una capacità crescente di fare ricerca, attrarre risorse e trasformare l’innovazione scientifica in nuove possibilità di cura. È questa la strada che dobbiamo continuare a percorrere, con ancora maggiore ambizione”.

“Il riconoscimento, poi, dei nostri ricercatori nella classifica Stanford-Elsevier e ci dicono che siamo sulla direzione giusta. Ora la sfida è consolidare questo patrimonio, investendo sulle competenze, sui giovani, sulle infrastrutture e su un’organizzazione sempre più capace di accompagnare la ricerca fino al letto del paziente”.


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