Campania in rivolta: tir e trattori bloccano le autostrade. A Napoli i primi scaffali vuoti
Ott 19, 2026 - Francesco Pipitone
Blocco dei tir in Campania e scaffali vuoti a Napoli
Dopo i blocchi in Calabria, Puglia e Sicilia, la protesta contro il caro carburanti arriva nel cuore della Campania. Da mezzanotte autotrasportatori e agricoltori presidiano i caselli dell’A1 Milano-Napoli e dell’A30 Caserta-Salerno, con code, chiusure e ingressi bloccati. Il Sud, da giorni, è attraversato da una mobilitazione che ha coinvolto ormai tutte le regioni del Mezzogiorno.
Intanto, in alcuni supermercati di Napoli – e non solo – compaiono i primi banchi di frutta e verdura semivuoti, mentre sui social circolano foto di scaffali spogli. E il governo, dopo giorni di pressioni, ha anticipato a martedì 20 ottobre il tavolo con gli autotrasportatori.
Le code su A1 e A30: la situazione sulle strade
Secondo i bollettini di Autostrade per l’Italia, sulla A30 Caserta-Salerno ci sono 3 chilometri di coda tra Maddaloni e il bivio con la A1 verso Caserta. Sulla A1 Milano-Napoli le code arrivano a 4 chilometri tra Villa Literno-Pomigliano e Caserta Nord, in direzione Roma. In mattinata si è formata una coda di un chilometro anche tra Caserta Sud e Napoli Nord, verso Milano, mentre alla barriera di Napoli Nord la manifestazione era iniziata già nella notte.
Intorno alle 3 è stato chiuso il bivio tra A1 e A30 per chi proviene da Napoli e viaggia verso Salerno. È chiusa anche l’entrata di Caserta Centro verso la A1. Sul posto è presente il personale di Autostrade per l’Italia, mentre la Polizia Stradale cerca di far scorrere il traffico, spesso su un’unica corsia dove ci sono i presidi dei mezzi pesanti.
Le alternative consigliate agli automobilisti
Chi viaggia sulla A30 può uscire a Caserta Sud o a Maddaloni, percorrere la statale 700 e rientrare sulla A1 a Santa Maria Capua Vetere. Per chi proviene da Napoli e deve andare a Salerno, la società consiglia di proseguire sulla A1, immettersi sulla A16 Napoli-Canosa e poi sulla A30. Chi arriva da Bari ed è diretto a Roma può uscire a Benevento, percorrere la statale 372 Telesina e rientrare in autostrada a Caianello.
I presidi non riguardano solo la zona di Caserta. Le segnalazioni toccano Nola e Sarno, il casello di Nocera-Pagani, Palma Campania e Caianello, con possibili disagi anche sull’A2 del Mediterraneo, nell’area di Eboli. Da ieri alle 15 la protesta è arrivata anche in Irpinia, alla rotonda del casello di Avellino Ovest, sulla A16.
Chi protesta e perché
A scendere in strada sono gli autotrasportatori, affiancati da agricoltori e pescatori. Il motivo è il caro carburanti, con il gasolio oltre i due euro al litro e costi di esercizio che i manifestanti definiscono non più sostenibili. A Nola, nei giorni scorsi, gli agricoltori hanno anche versato latte in strada, una protesta simbolica contro i prezzi pagati ai produttori.
La mobilitazione è partita dalla Calabria a fine settembre ed è esplosa in Puglia, per poi estendersi a Basilicata, Sicilia, Molise e Campania. In Basilicata, venerdì 16 ottobre, i trattori della Coldiretti si sono mobilitati davanti alla Regione a Potenza. Per giovedì 22 ottobre è già annunciato un grande presidio sotto la sede della Regione Campania.
Scaffali semivuoti a Napoli e in Campania
Le prime conseguenze per i consumatori arrivano dai banchi dei prodotti freschi. In alcuni supermercati di Napoli stanno comparendo i primi banchi di frutta e verdura vuoti a causa delle consegne saltate. Criticità segnalate anche e soprattutto nel Casertano, nel Salernitano e nella cintura metropolitana di Napoli, con ripercussioni su ortofrutta, carne, latticini e prodotti da forno.
La risposta del governo
La premier Giorgia Meloni ha assicurato che il governo è al lavoro per dare risposte agli autotrasportatori. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre, alla Prefettura di Milano, il tavolo previsto per il 27: la mattina con le sigle nazionali, nel pomeriggio con i gruppi spontanei di Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Fonti del ministero parlano dell’obiettivo di rendere subito disponibili le risorse già stanziate contro il caro gasolio, di trovare fondi aggiuntivi per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026 e di estendere il credito d’imposta al 2027.
