Santa Maria CV. Caccia al tesoro:giocano insieme rifugiati ucraini e bambini italiani

Il vessillo con i colori della bandiera ucraina srotolato ai piedi del monumento ai Caduti Garibaldini. Dal simbolo di solidarietà all’azione concreta di integrazione e divertimento che stamattina ha visto protagonisti circa 100 bambini nella villa comunale di Santa Maria Capua Vetere.

Piccoli rifugiati scappati dal fuoco delle bombe, insieme ai coetanei sammaritani ,hanno partecipato ad una caccia al tesoro organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mirra. Alla fine del gioco tante uova di Pasqua al culmine di una mattinata dove l’integrazione si è coniugata alla solidarietà.

Presente anche il sindaco Antonio Mirra che ha ribadito il ripudio alla guerra della comunità sammaritana e l’impegno concreto a sostenere la pace.

Caccia al tesoro

LA RETE DELLE ASSOCIAZIONI

Alla manifestazione hanno aderito le numerose associazioni presenti sul territorio sotto la guida del coordinatore Andrea Balletta. La rete si è costituita lo scorso 5 marzo ed è impegnata a promuovere iniziative di solidarietà e di inclusione sociale, affermando il valore eterno della pace e il ripudio per la guerra. Per l’iniziativa è stato prezioso anche il lavoro svolto dalla vice sindaco Rosida Baia che ha diretto l’attività dei Servizi Sociali.

Rosida Baia

Mirra Don Marian Balletta

LE ASSOCIAZIONI ADERENTI

Gruppi Scout della città, Croce Rossa, Protezione civile, Lions Club, Leo Club, CIF, Ciò che vedo in Città, Pro Loco Spartacus, Associazione Aeronautica, Club Napoli SMCV Azzurra, Rugby Clan, Avis, APS Rete della Vita e Comunità Sant’Egidio.

I RIFUGIATI

Al momento sul territorio di Santa Maria Capua Vetere sono arrivati dall’Ucraina circa cinquanta nuclei familiari. La maggior parte di loro è stata accolta presso case di privati cittadini ucraini e dalla comunità parrocchiale che insiste sul territorio sammaritano. Si tratta quindi di un flusso privato in attesa che si attivi anche quello pubblico quando sarà il Comune a provvedere al rifugio dei profughi mettendo a disposizione due immobili già individuati dall’amministrazione.

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