Fincantieri, 780 milioni per Genova e solo 34 per Castellammare: “Qui solo navi da guerra”

Solo 34 milioni allo stabilimento fincantieri di Castellammare contro i 780 di Genova


Il futuro dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia torna al centro del dibattito nazionale, con l’interrogazione parlamentare presentata da Arturo Scotto.

Più chiarezza sui finanziamenti per il Fincantieri di Castellammare

Il progetto di potenziamento del cantiere stabiese ruota intorno al cosiddetto ribaltamento a mare, che permetterebbe un significativo ampliamento dello stabilimento e il raddoppiamento della banchina.

L’obiettivo è superare gli attuali limiti strutturali dello stabilimento attraverso la riorganizzazione degli spazi portuali, così da consentire la costruzione di unità navali di dimensioni maggiori e rafforzare la capacità produttiva del sito. Come riportato da Fincantieri, lo stabilimento stabiese sarà destinato esclusivamente alla produzione di navi militari, “per rispondere al macro-trend di crescita strutturale della domanda.”

La questione è stata rilanciata anche sul piano parlamentare da Arturo Scotto, che ha presentato un’interrogazione al Governo. L’obiettivo di Scotto è, infatti, quello di fare chiarezza sulla quantità e l’utilizzo dei finanziamenti destinati a Castellammare, soprattutto in seguito alla dichiarazioni dell’amministratore delegato Folgiero. Folgiero, infatti, ha ribadito la volontà da parte di Fincantieri di modernizzare la sede di Castellammare, presentando addirittura un futuro fatto di Robot Ai che interagiscono con i lavoratori.

«Alla luce delle recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato Folgiero, abbiamo chiesto di conoscere quali siano le risorse destinate dall’esecutivo per il progetto di ribaltamento a mare, lo stato dell’eventuale iter progettuale in corso, la convocazione di un tavolo di coordinamento unico tra Governo, Regione, Fincantieri, Comune e tutti gli altri soggetti coinvolti per garantire ai Cantieri Navali un futuro all’altezza della loro storia», ha dichiarato Scotto, «Riteniamo che il progetto di ribaltamento, all’interno di una visione più ampia di trasformazione del polo crocieristico sia la strada giusta da perseguire e da portare avanti velocemente»

Il parlamentare propone, quindi, un percorso di confronto e monitoraggio della realizzazione dei lavori, fondamentali per uno sviluppo industriale concreto della città.

L’abisso fra Fincantieri di Castellammare e i 780 milioni di Genova  

Le dimensioni economiche dell’intervento sono, però, piuttosto rilevanti. Secondo la stima dell’assessore alle Attività produttive della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, per portare Castellammare al livello degli altri stabilimenti del gruppo sarebbero necessari circa 800 milioni di euro. Una cifra che né la Regione né Fincantieri, da sole, sarebbero in grado di sostenere. Al momento, gli investimenti aziendali annunciati sono decisamente più contenuti: 15 milioni di euro da spalmare in due anni, con eventuali incrementi che porterebbero a 34 milioni.

Il settore industriale stabiese, quindi, punta tutto su un ambizioso progetto di ristrutturazione, ma che attualmente non dispone delle somme necessarie.

Il confronto con il cantiere di Genova, anch’esso interessato da un progetto di ribaltamento a mare, rende ancora più evidente la questione. Per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente, infatti, risultano stanziati circa 480 milioni di euro per i primi due lotti, mentre per la terza fase, comprendente il collegamento ferroviario, sono necessari ulteriori 300 milioni. Si arriva così a un quadro complessivo di circa 780 milioni di euro, tra risorse già stanziate e ulteriori finanziamenti da reperire.

La sproporzione è evidente: per Genova esiste già una copertura finanziaria di 480 milioni, mentre Castellammare, pur essendo anch’essa considerata strategica per la cantieristica e per la Difesa nazionale, non dispone ancora di un finanziamento organico per realizzare le opere necessarie.

Il Governo riconosce il valore strategico del cantiere stabiese, ma non interviene nell’incremento dei fondi necessari per modernizzarlo. Il destino di Fincantieri Castellammare appare, quindi, profondamente incerto, con un progetto che rappresenterebbe per la città una delle oppurtunità occupazionali ed economiche più importanti degli ultimi decenni, ma che rischia di rimanere sulla carta, come tanti altri in questo territorio.


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