Napoletani scomparsi in Messico, le famiglie scrivono al Presidente Obrador: “Non perdiamo la speranza”

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I tre napoletani scomparsi in Messico

Napoli Non hanno perso le speranze le famiglie di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018. Attraverso il loro legale, Claudio Falleti, hanno rivolto un appello al presidente Andrés Manuel López Obrador e alla popolazione di Tecalitlan.

Napoletani scomparsi in Messico: il messaggio dei familiari

“Rivolgiamo un appello al presidente messicano Andrés Manuel López Obrador e al buon senso e all’umanità degli abitanti di Tecalitlan affinché, dopo tanto tempo, ci forniscano qualche notizia o qualche informazione importante. Noi non perdiamo la speranza”. Il messaggio è stato reso dall’agenzia di stampa Ansa.

“Sono ormai trascorsi quasi cinque anni – afferma l’avvocato Claudio Falleti – dalla scomparsa dei nostri connazionali e in qualità di avvocato che assiste la famiglia chiedo personalmente ed a nome della stessa che si continui con le ricerche perché non si è mai persa la speranza di sapere cosa sia accaduto e dove si trovino Raffaele, Antonio e Vincenzo. Per noi risultano ancora ufficialmente scomparsi”.

“Il tema degli Italiani all’estero – prosegue – in qualità di vittime di un reato deve trovare una giusta considerazione politica. Sono certo che il Ministero degli Esteri e le ambasciate si adoperino al massimo delle proprie competenze e con grande professionalità ma i rapporti di reciprocità e collaborazione con molti stati devono andare ben oltre, rimarcando quanto per noi italiani sia importante sentirsi protetti e non sentirsi mai soli fuori dal nostro Paese”.

Tre poliziotti condannati a 50 anni di carcere

Nel mese di aprile 2021 tre poliziotti messicani – Salomon Adrian Ramos Silva, Emilio Marines Garcia e Linda Guadalupe Arroyo – sono stati condannati a 50 anni di carcere per il reato di “desparicion forzada”, sparizione forzata. I tre napoletani sarebbero stati venduti per una cifra di circa 45 euro. Per lo Stato messicano figurano ancora come persone scomparse. Lo stesso status è riconosciuto anche dall’Italia e dalle famiglie, che non si daranno pace finché non otterranno le risposte che cercano.


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