Napoli sospende i rapporti con Israele, che sta sterminando il popolo Palestinese

Napoli sospende i rapporti con Israele contro i crimini di guerra a Gaza


Con voto unanime, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato una mozione presentata dal consigliere Sergio D’Angelo che impegna la città a sospendere ogni forma di collaborazione con enti e istituzioni israeliane legate all’attuale governo. Una presa di posizione forte e simbolica, maturata in risposta alle gravi violazioni umanitarie e i crimini di guerra in corso nella Striscia di Gaza, e che si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sul ruolo degli enti locali nella promozione della pace e dei diritti umani.

Il documento approvato prevede anche azioni concrete a sostegno della popolazione palestinese, dall’accoglienza dei profughi al sostegno ai programmi di aiuto come “Food for Gaza”.

La mozione approvata all’unanimità

Questa la nota che il consigliere D’Angelo ha pubblicato su Facebook:

“Con voto unanime, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato una mia mozione che impegna la città a sospendere ogni forma di collaborazione istituzionale con enti, associazioni e istituzioni israeliane riconducibili all’attuale governo, responsabile delle gravi violazioni in corso a Gaza”.

“Il Comune di Napoli privilegerà invece i rapporti con organizzazioni israeliane attive nel pacifismo e nella tutela dei diritti umani”.

“La mozione impegna il Sindaco, anche nella sua veste di presidente ANCI, ad attivarsi presso la Regione Campania e le istituzioni nazionali per chiedere il blocco degli accordi in ambito universitario, scientifico, culturale e tecnologico con enti israeliani, e per sostenere iniziative di assistenza umanitaria alla popolazione palestinese, a partire dal programma governativo ‘Food for Gaza’”.

“La mozione prevede anche l’avvio di percorsi di accoglienza in strutture comunali per chi fugge dai bombardamenti e la richiesta di rilanciare il programma “Ali della Colomba” del MAECI per sostenere le infrastrutture civili palestinesi”.

“Con questo atto Napoli sceglie da che parte stare. Perché non si può restare neutrali mentre un popolo viene annientato sotto le bombe. Quando perfino la fame e la sete sono usate come armi di guerra”.

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