Rita De Crescenzo a processo per minacce e insulti a Borrelli
Ott 15, 2025 - Redazione Vesuviolive
Rita De Crescenzo a processo per minacce a Borrelli
A Napoli la Procura ha chiuso il fascicolo che porta alla sbarra la tiktoker Rita De Crescenzo, 46 anni, e suo figlio Rosario Bianco, 26. Per entrambi è scattata l’imputazione per diffamazione continuata e minacce in concorso nei confronti del deputato Francesco Emilio Borrelli: secondo gli inquirenti, contenuti pubblicati sui social avrebbero alimentato una campagna d’odio contro il parlamentare, arrivando — sempre secondo l’accusa — a invocare l’intervento di clan locali contro di lui.
Il materiale che ha fatto partire l’indagine comprende video e registrazioni audio consegnati agli investigatori da Borrelli: quattordici clip che, sostiene la Procura, documentano insulti e frasi gravemente lesive rivolte al deputato. Il caso approderà in aula per l’udienza predibattimentale il prossimo 3 febbraio 2026 davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Napoli.
Rita De Crescenzo a processo per minacce a Borrelli
Tra i passaggi citati nell’atto d’accusa compaiono espressioni molto dure: “Ti distruggo”, “Sei un corrotto, un burattino”, “Ve ne dovete andare da Napoli”, “chi ti dice bravo deve rimanere paralizzato”, “Sei un imbroglione, un camorrista”. Il parlamentare, difeso dall’avvocato Antonio Borrelli, ha depositato tutto il materiale probatorio nelle mani degli inquirenti e ha annunciato che si tratta solo della prima tranche di denunce contro la tiktoker.
Borrelli ha commentato ai media: “Si tratta della prima delle tante denunce che ho presentato nei confronti della tiktoker. Ci aspettiamo che adesso finiscano davanti a un giudice perché non si possono impunemente infamare, aggredire e insultare le persone pensando di farla franca. Ho depositato tutti i video contenenti anche minacce di morte, con tanto di richieste alla camorra di eliminarmi”.
L’inchiesta: dalla rete al penale
Le indagini hanno cercato di ricostruire non solo i singoli insulti, ma l’effetto complessivo della campagna social: l’accusa sostiene che l’attività mediatica dei due imputati abbia creato un clima ostile e pericoloso intorno alla figura pubblica di Borrelli, con la connessa gravità dell’invito alla criminalità organizzata. In casi simili il confine tra satira, critica politica e reato si misura con l’intensità e la reiterazione dei contenuti: per la Procura, qui si sarebbe superata la soglia della legittima critica.
I legali di De Crescenzo e Bianco avranno modo di esporre la propria difesa nella fase dibattimentale: dovranno dimostrare il contesto in cui sono state prodotte le affermazioni, l’intento comunicativo e, se possibile, confutare l’interpretazione di istigazione a violenza o alla camorra formulata dal parlamentare e dagli investigatori.
