Morte di Domenico, gli ispettori del Ministero all’ospedale di Bolzano
Feb 26, 2026 - Redazione Vesuviolive
Il piccolo Domenico morto dopo il trapianto fallito
L’indagine sul cuore danneggiato trapiantato al piccolo Domenico entra in una fase decisiva. Gli ispettori inviati dal Ministero della Salute sono arrivati all’ospedale di Bolzano per acquisire tutta la documentazione relativa all’espianto e al trasporto dell’organo poi trapiantato al Ospedale Monaldi di Napoli, dove il bambino è deceduto.
La scorsa settimana gli stessi accertamenti erano già stati svolti nella struttura napoletana finita al centro del caso. Gli ispettori sono arrivati nel nosocomio altoatesino nel pomeriggio per ricostruire con precisione tutte le fasi dell’operazione e della successiva spedizione dell’organo verso la Campania.
Verifiche su espianto e trasporto dell’organo
Gli accertamenti prevedono l’acquisizione completa degli atti e una serie di audizioni del personale coinvolto. A causa della complessità della vicenda, le verifiche potrebbero proseguire per diverso tempo. Intanto cresce l’attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio nell’inchiesta sulla morte del bambino.
Si tratta di un passaggio cruciale: l’autopsia potrà chiarire le cause del decesso e consentire la restituzione della salma alla famiglia per i funerali. Parallelamente, la Procura di Napoli si prepara a conferire l’incarico ai tecnici che dovranno analizzare i telefoni cellulari sequestrati ai sette indagati, mentre non si esclude che il numero delle persone coinvolte nell’indagine possa aumentare.
Gli accertamenti dei Nas e le polemiche
Nei giorni scorsi anche i carabinieri del Nas di Trento si erano recati nell’ospedale di Bolzano per ulteriori verifiche. I militari hanno acquisito l’elenco di tutto il personale, a ogni livello professionale, coinvolto nella procedura di espianto e nel trasporto del cuore, inclusi i passaggi relativi alla conservazione dell’organo.
Dal fronte dell’ospedale napoletano è intervenuto Giuseppe Limongelli, responsabile della gestione cardiologica fino a circa un mese prima del trapianto, che ha chiarito la propria posizione dopo “il clamore mediatico che stanno suscitando le sue dimissioni”.
A parlare è stato il suo legale, Gennaro Razzino: “Non ha avuto alcun ruolo, né tantomeno ricevuto informativa dai responsabili del team chirurgico e follow up trapianto pediatrico in relazione alla fase immediatamente precedente al trapianto, alla fase chirurgica e post chirurgica, motivi che gli hanno imposto di rassegnare le dimissioni dalle funzioni di responsabile della gestione cardiologica pre chirurgica”.
La foto del contenitore
A riaccendere il dibattito è stata anche una fotografia emersa nelle ultime settimane, che mostrerebbe il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore: un frigorifero portatile in plastica rigida, simile a quelli usati per conservare bevande, portato da Napoli a Bolzano e poi riportato indietro con l’organo, che sarebbe arrivato danneggiato dal freddo eccessivo.
