Elezioni a Napoli, patto tra Manfredi e Mastella: “Gli elettori ci chiedono idee e visione”
Apr 19, 2026 - Francesco Pipitone
Elezioni a Napoli - Patto tra Manfredi e Mastella
Sabato mattina, nel centro congressi Ramada di Napoli, è andata in scena l’ennesima operazione di ingegneria politica all’italiana. Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli ed ex ministro dell’Università nei governi Conte II e Draghi, ha scelto di associare il proprio nome e la propria credibilità istituzionale a un “Patto federativo per il grande Centro” promosso insieme a Clemente Mastella, sindaco di Benevento e figura tra le più longeve — e controverse — del panorama politico meridionale. Un abbraccio che lascia perplessi, e che vale la pena esaminare senza troppi giri di parole.
Mastella, il Centro eterno
Clemente Mastella è una presenza fissa nella politica italiana da oltre quarant’anni. Democrazia Cristiana, Partito Popolare, Margherita, Udeur, Noi di Centro: la lista dei partiti che ha attraversato, fondato, abbandonato o rilanciato è talmente lunga da essere diventata quasi una categoria autonoma. Ogni volta che il sistema politico si riassesta, Mastella riemerge con un nuovo soggetto centrista, nuove sigle e invariabilmente le stesse facce.
Eppure Mastella avverte solenne: “Senza il Centro, il Campo largo è destinato a perdere in modo irrimediabile.” Un argomento che, nella sua cinica pragmaticità, non è del tutto infondato. Ma che nasconde una domanda scomoda: quale Centro, esattamente? Quello che alle ultime elezioni politiche ha raccolto percentuali da prefisso telefonico, o quello immaginato come architrave di un’alleanza che ancora non esiste?
Manfredi e la scelta che interroga
Gaetano Manfredi sembra davvero convinto del patto con il decano dei trasformisti: “Bisogna coagulare energie, idee e una visione che i nostri elettori ci chiedono”. Parole ragionevoli in astratto, ma che nel contesto dell’alleanza appena siglata rischiano di suonare come una copertura rispettabile per un’operazione di pura sopravvivenza politica altrui.
