Manfredi: “A Bagnoli l’acqua del mare è pulitissima. Non c’è dispersione di idrocarburi”
Set 29, 2026 - Francesco Pipitone
Manfredi: "A Bagnoli l'acqua è pulitissima"
Terminate le pre-regate dell’America’s Cup, con circa 250mila persone che si sono alternate sul lungomare di Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi guarda già alla prossima tappa del circo velico: Bagnoli, che dall’8 ottobre sarà consegnata ai team in vista della colmata pronta per le regate. Ed è proprio lì che il primo cittadino ha scelto di rassicurare tutti sulla qualità delle acque: “A Bagnoli l’acqua è pulitissima” – le parole di Manfredi riportare dal Corriere del Mezzogiorno – spiegando che “il problema a Bagnoli è che c’è una contaminazione per idrocarburi del fondo del mare, ed è il motivo per cui si stanno facendo i dragaggi. Nell’acqua non c’è alcuna dispersione”.
Un’affermazione netta, pronunciata mentre la macchina organizzativa dell’America’s Cup si prepara a trasferire buona parte delle proprie attività proprio nell’area della ex colmata industriale. Il problema è che quella stessa acqua, secondo i documenti ufficiali del Comune che il sindaco guida, non è affatto classificata come sicura per la balneazione.
Cosa dice davvero la mappa ufficiale delle acque balneabili
La mappa della stagione balneare 2026, pubblicata dallo stesso Comune di Napoli, elenca tra i tratti di costa in cui “resta il divieto di balneazione” – per “motivi di sicurezza, tutela ambientale o presenza di aree portuali e militari” – proprio il “Litorale di Bagnoli e Porto-Bagnoli Colmata”, insieme ad altri tratti come il porto di Napoli, San Giovanni a Teduccio, Porto-Mergellina e l’area militare di Nisida. Non si tratta quindi di un divieto emergenziale e temporaneo, ma della classificazione ordinaria con cui l’amministrazione comunale gestisce ogni anno la sicurezza balneare cittadina.
A luglio, poi, la situazione è ulteriormente precipitata sul fronte della sabbia. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha emesso l’ordinanza n. 80/2026, che ha disposto “il divieto assoluto di accesso, elioterapia e qualsiasi altra attività che comporti il contatto diretto con la sabbia o con il terreno” nell’arenile nord di Bagnoli, compreso il tratto di spiaggia libera e il Lido Comunale “Marina di Bagnoli”. Il provvedimento ha recepito gli esiti delle analisi dell’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, che aveva rilevato il superamento dei parametri microbiologici nel suolo, giudicando peraltro insufficienti gli interventi di manutenzione già svolti dai concessionari e sottolineando la necessità di individuare con precisione la fonte dell’inquinamento.
Il nodo dragaggi: la versione di Manfredi e le proteste dei comitati
Sulla questione degli idrocarburi, Manfredi ha fornito una spiegazione tecnica precisa: la contaminazione riguarderebbe il fondale, non la colonna d’acqua, e sarebbe proprio l’obiettivo dei dragaggi in corso a eliminarla. “Con i dragaggi, previsti dal progetto di bonifica, è eliminata larga parte dei sedimenti contaminati e si liberano anche gli idrocarburi che sono, in un certo senso, legati sul fondo”, ha spiegato il sindaco, annunciando che al termine dell’intervento è previsto “un capping sottomarino con una rinaturalizzazione del fondo”, in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, il ministero dell’Ambiente e l’Istituto Superiore di Sanità, “per garantire la balneabilità”.
È una ricostruzione che si scontra però con quanto denunciato da settimane dalla Rete No America’s Cup e dai comitati di Bagnoli, che hanno più volte segnalato la comparsa di chiazze oleose e cattivi odori in mare proprio durante le operazioni di dragaggio, arrivando a minacciare un esposto in Procura. Resta inoltre da chiarire un punto tecnico non secondario: se, come spiega lo stesso sindaco, gli idrocarburi restano “legati sul fondo” fino al momento in cui vengono rimossi dalle operazioni di dragaggio, è proprio durante quella fase di movimentazione dei sedimenti – quella attualmente in corso – che il rischio di rilascio nella colonna d’acqua risulta statisticamente più alto, non più basso.
Un messaggio pericoloso, alla vigilia dell’arrivo dei team
Il punto critico, al di là delle spiegazioni tecniche, riguarda la comunicazione pubblica di un’informazione che rischia di generare un pericoloso corto circuito. Dire “l’acqua è pulitissima” a una città intera, mentre i documenti ufficiali dello stesso Comune vietano la balneazione in quello stesso tratto di mare e mentre agenzie tecniche come l’ARPAC certificano contaminazioni microbiologiche ancora da risolvere, significa correre il rischio concreto che cittadini e turisti interpretino quelle parole come un via libera al bagno in un’area che, sulla carta, resta formalmente vietata.
Un rischio non teorico, in una città che nelle stesse settimane ha vissuto casi di stabilimenti balneari abusivi sgomberati dalla Guardia Costiera proprio a ridosso di aree interdette, e in cui la pressione mediatica legata all’America’s Cup rende Bagnoli, più che mai, al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Prima di promettere ai napoletani “il mare pulitissimo” a Bagnoli, converrebbe forse attendere che siano i dati dell’ARPAC, e non le dichiarazioni pubbliche del sindaco, a certificarlo.
