Conti in rosso a Pompei: da marzo per entrare in città si pagherà 80 euro


Pompei – A partire dal primo marzo gli autobus turistici ed i mezzi che superano i sette metri dovranno pagare un balzello di 80 euro per entrare a Pompei. La decisione è stata presa in extremis per salvare le casse cittadine. E’ stata la Corte dei Conti a far notare l’insostenibilità della condizione economica nel comune degli Scavi ed a far correre ai ripari con questa disposizione d’emergenza. Per i primi sessanta giorni non ci saranno sanzioni per il mancato versamento della tassa, ma da maggio diverrà operativa a tutti gli effetti: viene da chiedersi chi pagherà in questi primi due mesi.

Secondo quanto riportato dal Mattino esenti dal pagamento degli 80 euro saranno tutti i turisti che si fermeranno a dormire in città, ai quali verrà addebitata soltanto la normale tassa di soggiorno. Inoltre, il Ministero dei Trasporti ha stabilito che il checkpoint per tutti gli autobus turistici dovrà essere necessariamente piazza “Falcone e Borsellino”, vicina all’uscita Pompei-Est dell’autostrada: il punto di ritrovo e raccolta è a tre chilometri dall’ingresso al sito archeologico. Insomma, un accanimento che potrebbe mettere in serio pericolo l’afflusso turistico nella città mariana.

Le comitive potrebbero, infatti, preferire la vicina Ercolano che dispone di un sito archeologico meno esteso, ma comunque importantissimo, e che non richiede alcuna tassa per accedere al comune e non ha limitazioni tanto restrittive. Sul piede di guerra gli operatori turistici della zona che si sono visti imporre il balzello senza alcuna preventiva consulenza e che avevano già venduto pacchetti e pubblicato tariffe per i mesi interessati. “Arriveremo a perdere due euro a persona” denunciano amareggiati.


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